quali sono i principali diritti nei confronti del proprio provider?

Un contratto con il quale sempre più persone si trovano a dover fare i conti è quello per l’accesso alla Rete. Ma quali sono i principali diritti nei confronti del proprio provider? Quali sono le clausole da inserire e quelle possibilmente da evitare?
Da un punto di vista generale, non ci sono cose particolari da dire: si tratta di un normale contratto di fornitura di servizi verso corrispettivo.
Se il contratto viene stipulato da una azienda o da un professionista, occorre fare particolare attenzione alle clausole vessatorie, ovvero a tutte quelle clausole che sono state smaccatamente predisposte a favore del provider e spesso rendono l’esercizio dei diritti dell’utente più difficoltoso. Un esempio tipico di clausola vessatoria è quella che prevede la deroga alla competenza territoriale degli organi giudiziari. Se, in ipotesi, un utente residente a Modena stipula un contratto con un provider la cui sede principale si trova a Milano, è probabile che nel contratto sia inserita la clausola per cui qualsiasi controversia dovesse nascere circa l’esecuzione del contratto possa essere proposta solo al Tribunale di Milano: ciò ovviamente rappresenta una difficoltà, anche economica, perché in caso di necessità di far valere in giudizio i propri diritti, l’utente è costretto a ingaggiare non uno ma due avvocati e a sostenere i costi di una causa lontana dal suo luogo di residenza.
Qualora, invece, il contratto sia stipulato da un privato, o comunque per scopi di tipo non professionale, la tutela è molto maggiore, dal momento che si applica la disciplina di tutela del consumatore approvata negli ultimi anni, in base alla quale ogni clausola vessatoria, per il solo fatto di esser tale, è puramente e semplicemente inefficace. Una clausola, ad esempio, come quella esaminata prima non avrebbe comunque alcuna validità nei confronti di un consumatore.
In ogni caso, il contratto con il provider si basa sullo scambio tra la prestazione del servizio e il corrispettivo in denaro. Da ciò deriva, ovviamente, che se il servizio non viene prestato, o del tutto oppure senza le qualità pattuite, il contratto può essere sciolto e si ha diritto al risarcimento del danno, oltre che alla restituzione di quanto pagato. Frequente è purtroppo il caso di quei provider che, facendo economia sul numero dei modems e linee installate, fanno sì che gli utenti che hanno sottoscritto il contratto con loro trovano sempre o quasi il numero occupato e non possono accedere alla rete. Oppure può aversi il caso in cui è stata garantita la possibilità di connettersi alla velocità di 28.800 bps e ci si connette invece solo a 14.400 perché il provider non rinnova il “parco” modem. In tutti questi casi, e altri analoghi, l’utente può far valere i suoi diritti.
Ci sono poi i casi in cui i provider possono, invece, sciogliere loro il contratto, interrompendo il servizio ed eventualmente chiedendo il risarcimento del danno. Sono, ad esempio, le ipotesi in cui con uno stesso account (cioè sfruttando un unico contratto) accedono più utenti; molti fornitori infatti si riservano il diritto di interrompere immediatamente il servizio nel caso in cui il server rilevi che ciò accade. Ovviamente in tali casi si ha il tentativo di sfruttare in due o più il medesimo contratto, con conseguente danno economico per il provider. Altro caso è quello in cui l’utente immette nella rete (tramite la web, le mailing lists o altro) materiale indecente, o avente contenuto politico o comunque con il quale il fornitore del servizio non si sente di aver a che fare. In tali casi occorre avere riguardo al contenuto del contratto effettivamente stipulato per vedere esattamente di quali margini di libertà gode l’utente.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

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