quando la nuova versione di un software non legge i files della vecchia

Prima di Natale ho acquistato Money 2000 in versione aggiornamento poiché già posseggo la versione 99. Installandola, non sono riuscito ad importare i file della versione precedente. Ho quindi telefonato al centro assistenza dove mi è stato detto che il mio era un problema di cui avevano già notizia e stavano perciò lavorando ad una patch che mi avrebbero inviato appena pronta. Dopo tre mesi non ho ricevuto la patch. Ho parlato nuovamente con i tecnici, ma l’ultima secca risposta è stata che devo aspettare. Visto che quando si acquistano i prodotti, il commerciante non aspetta mica che lo si paghi a 60 o 90 giorni, quale consiglio mi dà affinché Microsoft rispetti il suo obbligo verso un cliente? (Giacomo, via mail)

Dispone l’art. 1497 cod. civ. che “Quando la cosa venduta non ha le qualità promesse ovvero quelle essenziali per l’uso a cui è destinata, il compratore ha diritto di ottenere la risoluzione del contratto secondo le disposizioni generali sulla risoluzione per inadempimento [1453 ss.], purchè il difetto di qualità ecceda i limiti di tolleranza stabiliti dagli usi.”. L’art. 1575 cod. civ., parallelamente, prevede che “Il locatore deve: 1) consegnare al conduttore la cosa locata in buono stato di manutenzione; 2) mantenerla in istato da servire all’uso convenuto; 3) garantirne il pacifico godimento durante la locazione”.
In sostanza, la capacità della nuova versione di un software di leggere ed eventualmente convertire il formato dei files generati con la versione precedente è una caratteristica (una “qualità”, nel linguaggio del codice) che ogni consumatore legittimamente si aspetta nel momento in cui effettua l’upgrade di un determinato software. Pensiamo soltanto a cosa accadrebbe se word 2000 non fosse in grado di leggere i testi creati con word97… Si può pertanto con ogni probabilità sostenere che la famosa background compatibility, o compatibilità all’indietro, sia una caratteristica essenziale del software.
Ciò ovviamente salvo il caso in cui la casa produttrice non avverta esplicitamente, prima del contratto, i potenziali acquirenti, della mancanza di tale funzione.
Ma cosa bisogna fare dal punto di vista pratico? Esiste sicuramente il diritto del consumatore alla risoluzione del contratto, cioè a restituire il programma avendo i soldi indietro, ma la migliore strategia è iniziare con una lettera raccomandata a ricevuta di ritorno da inviare alla sede della casa titolare dei diritto d’autore sul software, nel nostro caso la filiale italiana di Microsoft, ed in copia al distributore presso il quale il software è stato acquistato, denunciando il difetto e intimando che, in mancanza di soluzione entro 15 giorni dal ricevimento, si procederà giudizialmente appunto per la risoluzione. Trascorso questo termine senza effetto, il consumatore potrà rivolgersi anche personalmente per cause sino a £1.000.000 direttamente al Giudice di Pace del suo luogo di residenza.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. le cifre indicate sono ancora in lire, non sarebbe il caso di aggiornarle? spero vivamente che i consigli non siano così vecchi!

    • Se leggi le condizioni d'uso del blog, la prima raccomandazione che diamo è quella di prestare attenzione alla data dell'articolo, che si può vedere insieme all'articolo stesso, perchè non si garantisce assolutamente l'aggiornamento delle informazioni pubblicate.

      Abbiamo più di 2000 articoli ad oggi e non possiamo certo spendere le nostre intere giornate, per di più gratuitamente, per tenere aggiornato il corpus dei vecchi post.

      Sono informazioni fornite con la formula «as is», specialmente per quelle più risalenti, spetta poi al lettore metterci anche un po' del suo, esattamente come quando si consulta del resto un testo di qualche anno addietro o un qualsiasi altro articolo su internet.

      Dopo che hai letto un post, insomma, spetta a te, anche in base alla data (più risalente è e più sarà probabile che siano intervenuti aggiornamenti) cercare altri riscontri più recenti o rivolgerti ad un professionista, il ricorso al quale non può mai essere sostituito dalla consultazione di un blog, anche perchè solo il professionista ha l'obbligo di fornirti informazioni aggiornate, sotto pena in difetto di sua responsabilità.

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