se si rompe il vetro del palm

A luglio dello scorso hanno mi è caduto il mio Palm e si è rotto il vetro. Ho chiamato l’assistenza ed ho accettato le condizioni di riparazione. Nel giro di 3/4 giorni mi è arrivato un nuovo Palm e naturalmente ho pagato tutto con Visa. Al ritorno dalle ferie, il Palm nuovo che mi avevano sostituito non si è più acceso. Ho richiamato l’assistenza chiedendo se esisteva una garanzia, visto che non si trattava più del mio Palm, ma di uno sostitutivo e la risposta è stata positiva. Nuovamente il Palm mi è stato sostituito ed a riprova che la riparazione è stata considerata in garanzia, non mi è stata chiesta una lira nè per la riparazione nè per il trasporto, mentre nel caso precedente l’operatore sin da subito mi aveva chiesto il numero di carta di credito. Da quel momento in poi sono iniziate le richieste della Palm per la riparazione eseguita. Avrò ricevuto 10 mail di richiesta ed a tutte ho risposto in italiano ed in inglese, spiegando i fatti ed allegando l’e-mail dell’operatore Palm. Ho chiamato varie volte il numero dell’assistenza e tutte le volte mi è stato riferito che avevo ragione e di pazientare, le cose si sarebbero chiarite. Niente da fare. Ho scritto direttamente al Sig.HENRYK SODERHOLM, su suggerimento del solito operatore, niente da fare…unica risposta :”sul vetro non esiste garanzia!”. Risposta che mi ha fatto capire che nel paese di Sherlock Holmes non tutti sono così arguti. Da notare che la Palm chiede di scrivere se ci sono problemi o di contattarli direttamente in Inghilterra! Ho ricevuto gli ultimi 2 avvisi da una società di recupero crediti inglese, la Pegasus International Collectors e naturalmente ho risposto anche a loro… ma ancora una volta niente da fare. Ho richiamato l’assistenza che mi ha dato un numero di telefono in Inghilterra dove avrei trovato 1 operatore di lingua italiana, ho chiamato ma mi è stato risposto che non parlavano la nostra lingua; gli operatori in Italia affermano che i colleghi inglesi sono tenuti ad avere qualche operatore di lingua italiana. Addirittura la prima richiesta della Pegasus è stata mandata direttamente alla società per cui lavoro e non al mio nominativo, dal momento che i Palm riparati li avevo fatti recapitare presso la mia ditta, e questo mi ha creato qualche problema o meglio ho dovuto spiegare i fatti al mio capo… Recentemente ho avuto contatti con un operatore italiano, che per l’ennesima volta mi ha dato ragione ed ha scritto al suo capo ad alla Palm, ma mi ha riferito che potrà aiutarmi ancora per poco perché tra qualche giorno cambierà l’assetto dell’assistenza Palm.

A quanto è dato di capire, Palm ha fatto confusione tra la prima riparazione, consistente nella sostituzione del Palm per effetto della rottura del vetro, già regolarmente pagata, e la seconda, avvenuta con le modalità della riparazione in garanzia e non avente nulla a che fare con la rottura del vetro ma semplicemente con la cessazione del funzionamento interno del Palm. Sulla scorta di ciò, ha “tormentato” il lettore con continue richieste di pagamenti non dovuti, a fronte delle quali non sono valse spiegazioni. Non c’è molto da dire. Il lettore ha ragione da vendere e sarebbe bello che fosse lui a promuovere una causa di accertamento contro Palm per sentir accertare e dichiarare dal giudice, con efficacia vincolante, che nulla è dovuto a Palm e che nella vicenda si è avuto un mero qui pro quo. Purtroppo però la vicenda non sfugge alla considerazione generale per cui la multinazionale, forte della sua posizione, può anche permettersi di sbagliare, tanto al massimo perderà qualche milione di lire in spese legali, mentre il singolo individuo non può che trovarsi in grandi difficoltà nel dover affrontare da solo una causa civile. Ad ogni modo, può essere forse utile scrivere nuovamente a Palm, tramite raccomandata a ricevuta di ritorno, da inviare a questo punto in copia alle principali associazioni dei consumatori (i cui recapiti possono essere agevolmente rivenuti su Internet), ribadendo che in mancanza di cessazione di ogni richiesta di pagamento e anzi di comunicazione, da parte loro, che niente è dovuto entro 20 giorni dal ricevimento della lettera, si promuoverà un giudizio di accertamento con ogni onere e spesa a loro carico. Trascorso inutilmente il termine di cui sopra, si valuterà poi il da farsi, tenendo presente i pro e i contro di una azione giudiziaria, anche si spera sempre che la controparte voglia adempiere spontaneamente, senza costringere a dover effettivamente passare agli atti del giudizio.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

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