tutti i diritti sono riservati…

Sono un vostro “acerrimo” lettore di 14 anni che ha avuto il dubbio anche sull’utilizzo di particolari simboli per i diritti riservati. Ho costruito un sito Internet e alla fine della pagina ho messo la dicitura: “TUTTI I DIRITTI SONO RISERVATI ED I MARCHI SONO DEI LORO RISPETTIVI PROPRIETARI”. Questa frase l’ho letta su una schermata del famoso gioco di calcio Fifa 2000 e, visto che mi sembrava simpatica, l’ho inserita nel mio sito con tanto di simbolo “®”. Ho però sentito da un mio amico che questa cosa non si può fare e così ho tolto tutto, perchè poi si può essere perseguiti ai termini di legge da società che si occupano di diritti riservati ecc. Ho fatto bene a togliere quella scritta o posso tenerla? (Andrea, via mail)

Quello sollevato dal lettore è un po’ un falso problema. Non è importante, ovviamente, la dicitura che si mette in calce, o anche come link, in un determinato sito, ma i contenuti. Questi devono essere integrati da materiale che non è coperto da diritto d’autore a favore di terzi e che è quindi liberamente inseribile in un sito web. Ad esempio, un testo scritto direttamente dall’autore del sito è certamente di libero utilizzo. Il discorso, invece, sarebbe diverso se l’autore del sito inserisse copie di articoli di una rivista, che sono invece oggetto di copyright a favore dell’editore della stessa. Una volta tracciata questa chiara linea di distinzione, le varie diciture in calce o a margine servono a poco. Non si può mettere materiale coperto da copyright sia pure riconoscendone l’origine, salvo che il titolare del diritto non abbia espressamente concesso questo diritto, appunto magari, come avviene spesso, con l’obbligo di indicare la fonte originaria (allora si hanno le espressioni tipo “riprodotto per gentile concessione di…”) ma occorre sempre, appunto, un accordo scritto. Un ulteriore tipo di dicitura, che si trova spesso nei siti web, è quella per cui “Tutti i diritti sono riservati all’autore di questo sito, la riproduzione è vietata in qualsiasi forma” e simili, che dovrebbe servire in teoria a rendere oggetto di copyright il materiale contenuto in un certo sito ed impedire che lo stesso venga illegittimamente copiato da terzi. Anche questa, però, è superflua, perché per l’esistenza del copyright basta che l’opera (il testo scritto, cioè le pagine di cui si compone il sito) esista, con caratteristiche di originarietà e innovazione, senza dover aggiungere nessuna specificazione. In conclusione, si tratta quasi sempre di acqua fresca: non fa male, ma nemmeno serve a molto. Magari gli spazi che nei siti web vengono riservati per queste diciture, quello che anche gli Statunitensi chiamano “legalese”, possono essere utilizzati per specificare come si vuole che altri soggetti linkino il sito, ad esempio mettendo una certa dicitura, un determinato logo, insomma per gestire il “proprio” diritto di autore sulle pagine web.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. Vorrei sapere se è ancora valido il vostro commento su “tutti i diritti riservati” o se c’e’ qualche cambiamento legislativo in merito, soprattutto per tutelare la realizzazione di ebook
    grazie

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