i diritti del videoterminalista

La disciplina a tutela dei lavoratori che svolgono la propria attività prevalentemente con l’uso di apparecchiature informatiche nasce – in tempi relativamente recenti – allo scopo di proteggere il dipendente da problemi di salute legati al decadimento della vista e potenzialmente in grado di degenerare in ben più gravi patologie.

La legge 29 dicembre 2000, n.422, recependo precisi obblighi comunitari, ha apportato una serie modifiche al decreto legislativo 19 settembre 1994, n.626 in tema di sicurezza e salute dei lavoratori addetti ad attrezzature munite di videoterminali. La piu’ importante innovazione riguarda il numero totale di ore che un addetto deve passare davanti allo schermo per ricadere nella qualifica di videoterminalista. Originariamente era considerato tale chi utilizzava queste attrezzature per almeno quattro ore consecutive giornaliere e per tutta la settimana lavorativa (dedotte le normali pause di lavoro stabilite dalla contrattazione collettiva, anche aziendale)

Secondo la nuova legge è videoterminalista colui che utilizza apparecchiature video in modo sistematico o abituale, per venti ore settimanali, anche con modalità che non prevedono l’uso continuativo degli stessi per il periodo di quattro ore consecutive considerato in precedenza .

Il lavoratore avrà comunque diritto ad una interruzione della sua attività mediante pause ovvero cambiamento di attività, (sempre con modalità stabilite dalla contrattazione collettiva ed aziendale), o, in mancanza, di quindici minuti ogni centoventi minuti di applicazione continuata al videoterminale. Quest’ultima disposizione, calibrata in base alle comuni conoscenze scientifiche in materia, tiene conto dello sforzo visivo determinato dall’uso del videoterminale per un periodo sufficientemente lungo ma possono esistere contratti in grado di prevedere tempi più favorevoli al lavoratore.

In relazione ai principali obblighi del datore di lavoro, quest’ultimo è tenuto ad aggiornare la valutazione del rischio provvedendo ad adeguare le misure di prevenzione e protezione della salute dei lavoratori e valutando i riflessi sull’organizzazione del lavoro. E’ previsto, a riguardo, l’obbligo di sorveglianza sanitaria del lavoratore. Quest’ultimo deve innanzitutto a sottoporsi ad accertamenti preventivi ai fini della valutazione della sua idoneità alla mansione specifica. Tali accertamenti comprendono esami clinici e biologici oltre a indagini diagnostiche mirate e ritenute necessarie dal medico competente. I lavoratori, nello specifico, prima di essere addetti all’attività prevista, devono essere sottoposti ad una visita medica per evidenziare eventuali malformazioni strutturali e ad un esame degli occhi e della vista. La nuova legge ha anche introdotto una serie di accertamenti periodici di controllo per verificare il mantenimento dei requisiti di idoneità. Si segnala, inoltre, l’elevazione dell’età per cui è previsto l’obbligo di visita di controllo, che passa da quarantacinque a cinquanta anni. La periodicità delle visite di controllo, fatti salvi i casi che richiedono una frequenza diversa stabilita dal medico competente, è biennale per i lavoratori classificati idonei con prescrizioni e per i lavoratori che abbiano compiuto il cinquantesimo anno di età e quinquennale negli altri casi.

Il datore di lavoro è anche tenuto a fornire un’adeguata informazione circa le modalità di svolgimento dell’attività e le adeguate protezioni degli occhi e della vista. Dovrà, inoltre, predisporre ambienti idonei allo svolgimento dell’attività secondo precisi criteri che riguardano, ad esempio l’illuminazione dell’ambiente di lavoro e la predisposizione di un’idonea postazione che consenta l’esecuzione delle mansioni evitando all’addetto problemi fisici dovuti ad una postura scorretta prolungata per un gran numero di ore di lavoro.

L’aggiornamento della valutazione del rischio va effettuata previa consultazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e con la collaborazione del medico competente e che la predisposizione del piano di formazione prevede il coinvolgimento degli organismi paritetici.

Occorre dire che l’attuale sviluppo tecnologico può rendere possibile una revisione della normativa. Questa disciplina, infatti, è stata ideata tenendo conto dell’allora basso livello tecnologico delle attrezzature informatiche utilizzate nella stragrande maggioranza dei luoghi di lavoro. Si parla, generalmente, di monitor da lavoro a tubo catodico a basso refresh (50-60 hz contro gli attuali 85-100), con alta emissione di radiazioni dovute alla mancanza di adeguate schermature e privi di tutti quegli accorgimenti utili a renderne la visione meno faticosa per l’addetto (filtri anti-riflesso o retro-illuminazione). La progressiva introduzione di schermi con tecnologia a cristalli liquidi o al plasma (priva dunque di emissioni di radiazioni) può consentire sicuramente un uso più tranquillo (e prolungato) di tali apparecchiature fermo restando, naturalmente, il sacrosanto diritto del lavoratore di poter usufruire delle giuste pause da un’attività sedentaria che rimane comunque fisicamente e mentalmente logorante.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. amohel says:

    abbiamo una giornata di lavoro di 8/9 ore. Siamo perennemente davanti al pc, salvo nei brevi istanti in cui ci stacchiamo per maneggiare qualche documente cartaceo. Il nostro datore di lavoro sostiene invece che nel nostro caso non si tratti di un lavoro da videoterminalisti. Di conseguenza ci è permessa solo una pausa giornaliera (15 min). Le visite oculistiche sono state effettuate solo una volta (in cinque anni). Come possiamo muoverci? Cosa ci aspetta di diritto?
    Grazie mille per il feedback!
    Cordiali saluti,
    H.Amort

  2. A mio giudizio vi spettano le stesse tutele che spettano ai lavoratori videoterminalisti. Ti suggerirei di interpellare in primo luogo una organizzazione sindacale specializzata nel settore in cui lavorate, che non specifichi, per chiarire intanto quali sono le tutele, anche a mente del contratto collettivo nazionale, dopodichè si può aprire una vertenza con la parte datoriale per vedere se si può ottenere la sicurezza e le tutele che vi spettano.

    Noi, come studio, facciamo tutte le vertenze di lavoro in "tandem" con le organizzazioni sindacali, perchè ogni settore economico ha le sue peculiarità e occorre sempre un referente specializzato. In bocca al lupo.

  3. un terminalista says:

    sono un militare e da noi hanno instaurato un servizio di sorveglianza altamente operativo
    composto di almeno 4 monitor a cui bisogna fare molta attenzione
    ebbene hanno deciso che una sola persona e' in grado di farlo per 24 ore consecutive
    infatti facciamo h24 con 4 gg di smontante ma durante il servizio h24 ufficialmente non potremmo nemmeno andare in mensa e allontanarci dei terminali in quanto se lo facciamo (sempre ufficialmente visto che siamo gli unici titolari del servizio) e come se lasciassimo la postazione

    e mai possibile una cosa del genere
    quali leggi dobbiamo far valere ??

    • Mi dispiace, purtroppo non conosco la legislazione militare sul punto, che è sicuramente diversa da quella civile ed inoltre credo dipenda anche dal corpo di appartenenza. Mi pare una cosa assurda, comunque, anche in termini di efficienza del servizio. TI consiglierei di sentire da qualche associazione di categoria, dopodichè se vuoi si potrebbe approfondire, ma per me sarebbe una questione da studiare.


      cordialmente,

      tiziano solignani, da iMac /tiziano-solignani/

      ~ il mio libro: /libri/guida-alla-separazione-e-al-divorzio/

  4. caro Avv Solignani, sono un cassiere di una nota catena libraia, svolgo attivita di cassa per 8-9 ore giornaliere. La mia postazione è costituita da un videoterminale touch-screen con il quale interagisco digitando cifre, codici, cognomi, nomi ricerche database insomma è un videoterminale a tutti gli effetti munito anche di tastiera e mouse. Ho provato a farmi riconoscere dalla mia azienda come videoterminalista, ma hanno risposto che le casse non rientrano nella legge (infatti parla di display!) per tanto non mi spettano le visite mediche e le pause da videoterminale…come devo fare per farmi riconoscere la qualifica? ripeto che il videoterminale che utilizzo è un terminale pc a schermo piatto con funzione touch screen.
    grazie per la risposta, cordiali saluti.

  5. salve avv. solignani sono un cassiere di una azienda dalle caratteristiche simili alle note aree di servizio autostradali.Uso una cassa moderna ( touch screen), che sicuramente non può essere paragonata ad un registratore di cassa poichè in quel caso si parla di piccolo display , collegata via internet ad un sistema centrale che subisce aggiornamenti e scarico dati giornalieri ed è fornita anche di un sistema operativo(xp).Oltre a questo siamo costretti a svolgere questa mansione perennemente in piedi, io in qualità di RLS ho fatto notare che oltre al fatto che operiamo con un videotermine, abbiamo anche un problema di natura posturale dovuto allo svolgere la mansione in una posizione statica e prolungata.L'azienda x risposta ha comunicato che ci saranno 5 minuti di sosta(a discrezione del direttore) ogni ora nella quale si viene utilizzati x riordinare la postazione.é regolare secondo lei?( per la precisione ho un contratto con mansione impiegato cassiere) grazie in anticipo

  6. PAOLO CISOLI says:

    Salve,
    sono dipendente di Un Comune con qualifica di Istruttore Contabile C4 allocato nel Settore Affari Finanziari. Faccio uso perenne del PC dalle 8 del mattino alle 14.
    La nostra attività è basata solo ed esclusivamente sull'uso di Videoterminali.
    A tal proposito Le chiedo se, mi tocca l'indennità per l'uso di videoterminali.
    Essendo un Ente Pubblico, vorrei sapere qual'è la normativa di riferimento.
    Nonostante varie richieste in tal senso, nulla mai m iè stato riconosciuto.
    La prego di farmi chiarezza per quello che può.
    Cordialmente
    Rag. Paolo S.

  7. PAOLO CISOLI says:

    Le pongo un'altra domanda.

    Può un Dipendente di Un Comune avvantaggiarsi nel richiedere parte della Liquidazione Maturata?
    Mi indichi se può la norma di riferimento!
    La ringrazio.
    Paolo

  8. fonico-trascrittore says:

    Buongiorno, sono un fonico-trascrittore presso i tribunali. Ho un contratto a tempo indeterminato (per quello che può valere, visto che l'appalto del Ministero della Giustizia ha durata biennale) dei servizi, 3° livello. A parte ciò che ci sarebbe da dire sull'applicazione di tale contratto, io e i miei colleghi (almeno 1200 in tutta Italia) lavoriamo 8 (spesso anche più) ore al giorno davanti a un monitor, sia durante la fase di registrazione dei processi, sia successivamente al momento della trascrizione degli stessi. Nessuna visita medica, nessuna indennità (tra l'altro per svolgere questo lavoro usiamo perennemente le cuffie) da 15 anni a questa parte. Verrà un giorno in cui qualcuno si occuperò di questa categoria che trasmigra ogni due anni da un contratto da servizi a uno per metalmeccanici, poi degli studi professionali, senza diritti e con tanti doveri? Pare che non interessi nulla a nessuno, men che meno al Ministero della Giustizia. Ringrazio anticipatamente per l'eventuale risposta.

    • A mio giudizio se le condizioni di lavoro sono queste, dovrebbero applicarsi le disposizioni di tutela. Visto che tra l'altro siete in molti ad essere nella stessa barca, avete provato ad interpellare per prima cosa una organizzazione sindacale?

      –?cordialmente,

      tiziano solignani, da ? Mac
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      ebook http://goo.gl/pUJx6

      • fonico trascrittore says:

        La ringrazio per la risposta. Abbiamo interpellato un'organizzazione sindacale ufficialmente già da due anni a questa parte, senza alcun risultato, per non dire, se possibile, che la situazione è peggiorata. E non sto parlando soltanto delle disposizioni di tutela in questione, ma di molti altri problemi che superano forse per gravità questo. Contratti (anche se non idonei per il servizio effettuato) assolutamente ignorati e di fatto pagamenti a cottimo, giorni lavorativi considerati come ferie (della qual cosa si viene a conoscenza con la busta paga del mese successivo, che solo a saperlo prima ci si godeva la giornata). Sarà poi che siamo tutti sulla stessa barca, ma a remare si è veramente in pochi! Credo che l'unica cosa da fare sia proprio rivolgersi a un legale. Ma è possibile che nessuno possa obbligare un imprenditore semplicemente a rispettare il contratto che ha deciso di applicare? Grazie ancora.

        • Sì ma con l'assistenza di questa organizzazione avete poi praticato qualche iniziativa, cioè ad esempio avete inviato diffide, intimazioni, richieste formali o è stata solo una assistenza di tipo consulenziale?

          Sarebbe interessante capire, nel caso che questo sia stato fatto, se e che cosa ha risposto (o non risposto) il datore.

          –?cordialmente,

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          • fonico-trascrittore says:

            richieste formali (che hanno solo peggiorato la situazione), intimazioni, incontri all'ispettorato del lavoro, scioperi bloccati e sfociati in incontri in prefettura… Non è successo nulla.

  9. gaetano says:

    Il mio orario settimanale complessivo è di 20 ore ma essendo un webmaster, le mie 4 ore giornaliere sono dedicate esclusivamente all'uso del pc, secondo Lei ho diritto all'indennità di videoterminale?

  10. sono part time verticale in un grande call center; lavoro due giorni la settimana 7.38 ore e un giorno 3.49, non raggiungendo quindi le venti ore settimanali. l’azienda sostiene che io non abbia diritto a nessuna pausa durante il turno full time proprio perchè non lavoro almeno venti ore la settimana. è corretto?

Di la tua!