come recuperare un dominio registrato da altri

Volevamo registrare il dominio corrispondente alla ragione sociale della nostra azienda, ma ci siamo accorti che qualcun altro ha già registrato un indirizzo corrispondente, sia presso il top level domain in .it che presso il .com. Facendo una ulteriore ricerca nel database whois, abbiamo visto che sono stati presi anche nomi simili. Abbiamo qualche possibilità di poter recuperare il dominio corrispondente alla nostra azienda? Purtroppo non corrisponde ad un marchio registrato, è il caso di fare la registrazione adesso? (Mirco, via mail)

Il fenomeno è noto come domain grabbing, cioè l’accaparramento del nome di dominio. In realtà, bisogna vedere quale dicitura ha effettivamente il nome dell’azienda del nostro lettore. Se, ad esempio, il nome corrisponde al cognome del titolare o del fondatore e chi ha registrato gli altri domini ha un nome corrispondente (per capirci, seguendo il nostro esempio, poniamo www.rossi.it), non si può probabilmente nemmeno parlare di domain grabbing, dal momento che entrambe le parti hanno gli stessi diritti all’uso del nome di dominio. Il caso è ancora più difficile quando il nome sociale è corrispondente ad una denominazione geografica. Le denominazioni che hanno più carte per essere tutelate sono quelle molto particolari, frutto di un lavoro di fantasia o radicalmente o nella combinazione di termini del linguaggio corrente, che non corrispondono a nomi propri, geografici o anche semplicemente a nomi di cose. Queste considerazioni valgono anche quando si provvedere alla registrazione della ragione sociale come marchio, infatti i marchi si distinguono in deboli o forti a seconda che siano integrati da diciture poco “specializzanti” (termini del linguaggio comune) o altamente specializzati (termini nuovi, inventati e così via.).

Per questi motivi, prima di chiedersi come ci si può tutelare per recuperare il nome di dominio già registrato da altri, è bene valutare se si hanno effettivamente dei diritti sull’uso della ragione sociale, al di là di averla appunto adibita a nome della propria azienda. Se la denominazione è “debole” oppure comunque il dominio è già stato registrato da altri, a quel punto non può più servire registrare il marchio. Fare questo potrebbe servire per tutelare la denominazione cui si è interessati per altri scopi, ma in ogni caso è meglio cercare di definire una nuova denominazione, registrarla e magari utilizzare quella come segno distintivo.

Nei casi, comunque, in cui si ritiene di avere un diritto all’uso della denominazione corrispondente al dominio, come ad esempio nel caso in cui la ragione sociale dell’azienda è molto originale oppure era stata registrata come marchio anteriormente alla registrazione dei domini da parte di terzi, ci sono due modi di procedere.

Prima di instaurare qualsiasi procedimento, è bene comunque inviare al titolare del dominio, presso la sua sede legale, una diffida tramite lettera raccomandata a/r, che può essere inviata sia direttamente dall’azienda oppure, anzi preferibilmente quando possibile, tramite un legale di fiducia. Il titolare del dominio si può ricavare dal database whois, consultabile presso il sito del nic (www.nic.it), mentre per la sua sede legale si può fare riferimento al sito di infoimprese (www.infoimprese.it). In alcuni casi, può essere sufficiente una diffida di questo genere per ottenere il rilascio del dominio. Nei casi, invece, in cui la risposta sia negativa si può procedere, appunto, in due modi diversi: o tramite l’instaurazione di una procedura di riassegnazione oppure con una classica causa davanti al giudice.

Le procedure di riassegnazione sono strumenti amministrativi che si svolgono davanti ad appositi “saggi” esperti della materia dei domini e della proprietà intellettuale e che offrono di solito una tutela più veloce e meno costosa, anche se il costo rimane a carico del ricorrente. La decisione del saggio, peraltro, non è vincolante per cui in caso di risposta negativa, anche se statisticamente improbabile, è sempre possibile ricorrere all’autorità giudiziaria. Per instaurare una procedura di riassegnazione, bisogna rivolgersi ad un ente conduttore, come ad esempio il C.R.D.D., che è stato il primo per il nostro Paese (www.crdd.it). Nel caso, invece, in cui si decida per una classica causa, occorre naturalmente rivolgersi ad un legale di fiducia il quale solitamente in questi casi redigerà un ricorso d’urgenza per violazione delle norme in materia di proprietà intellettuale, un procedimento che consente di solito una definizione entro qualche mese al massimo.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. Salve,
    mi chiedevo: in questo contesto come vengono inquadrati i servizi di backorder come https://www.wix.it/ ?

    • Per me sono legittimi, se uno si lascia scadere un dominio un altro lo può registrare. Naturalmente, se il precedente titolare ha dei diritti di privativa, come ad esempio un marchio registrato, poi lo può rivendicare in tutte le forme previste dalla legge, ma il servizio di backorder in sè è solo un servizio di prenotazione e non mi pare sia illegittimo, anche se bisognerebbe naturalmente conoscere più approfonditamente il funzionamento per una risposta definitiva.

      • Grazie Tiziano,
        per quanto riguarda la registrazione dei marchi visto che ne hai parlato, Se registro un dominio prima della registrazione del marchio effettuata da terzi, che uso posso farne di quel dominio? Ho delle limitazioni anche se sono stato l primo registrante?

  2. buon giorno sono proprietario di un marchio registrato a livello europeo, posso recuperare il dominio .com del mio marchio se è registrato ad un utente francese ?
    se si vorrei sapere come fare.

    • La prima cosa da valutare è se questo utente francese non sia per caso titolare di un diritto in base al preuso (anteriore cioè alla registrazione) o in base ad una registrazione nazionale. Dopodichè ci sono diversi modo, per prima cosa di può iniziare con la classica intimazione al rilascio, poi si valuta anche in base al tipo di riscontro che si riceve.

      –?cordialmente,

      tiziano solignani, da ? Mac http://ts.solignani.it (splash) http://goo.gl/p6Sb0 (libri)

  3. Cosa succede nel caso in cui ci sia semplice speculazione?
    Io uso un dominio con una lettera sbagliata perchè il dominio grammaticalmente corretto è in uso da parte di uno che scrive su “Questo dominio è in vendita, per informazioni clicca qui”.
    La mia idea di usare quel nome è sicuramente migliore dell’attuale, solo che si deve sacrificare confinata in una k al posto della c…e magari qualcuno mi viene a dire “lo sai che non si può scrivere?”

    • Non ho capito granché, comunque si valutano le circostanze di solito come indice di buona fede o meno.

      • Semplicemente non è possibile usare alcuni nomi a dominio perchè impegnati dalla dicitura “Questo dominio è in vendita, per informazioni clicca qui”. Naturalmente i prezzi sono improponibili. Guardando la wayback machine risultano nello stesso stato da 5,8, 13 anni. Se io produco …………. e le voglio vendere online su ………….it è giusto che quel sito sia impegnato per dire semplicemente “Questo dominio è in vendita,…”?

        • Se hai un titolo all’uso di quel dominio ad esempio un marchio, ragione sociale, ecc. ecc. si può uscire dal principio «first come, first served» altrimenti no. Poi bisogna valutare se è un dominio .it o un dominio USA (o di altri paesi) perché il discorso può cambiare moltissimo a livello attuativo.

  4. Buona sera a tutti.
    Volevo fare un sito ed un “webmaster”si è preoccupato di procurarmi un dominio a mio nome ed ha iniziato a farmi un sito. Il dominio l’ho pagato ed ho dato denaro anche inizialmente al supposto webmaster ma nel tempo i ha iniziato a pressarmi perchè in 15 giorni non avevo le idee chiare ero lenta non gli giravo le immagini in formmati jpg sppoem manco so cosa mi chiedeva. Causa pressioni da parte sua gli ho detto che interrompevo il rapporto di collaborazione che gli lasciavo i soldi e che il sito me lo sarei fatta da sola con i miei tempi . In risposta è sparito e mi ha cancellato il sito.Volevo sapere come posso recuperare almeno il mio dominio. Grazie a chi mi può dare una mano.
    Emanuela

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