le spese legali determinate dal giudice

Il giudice di appello in una causa del lavoro ha liquidato al legale gli onorari per il giudizio di primo grado e per quello di appello nella misura complessiva di euro 4.440. Premesso ciò si desidera conoscere se è corretta la ulteriore richiesta di euro 14.440 quale onorario da parte del legale che ha intascato gli importi degli onorari liquidati in sentenza di appello (Rossella, via mail).

In linea di principio, quando un giudice condanna una delle parti a rimborsare le spese legali subite dall’altra in una determinata misura, non determina anche il compenso spettante al legale delle parte vittoriosa. Il giudice stabilisce solo quale parte delle spese legali subite da una parte è giusto che l’altra rifonda, mentre il compenso spettante al legale viene determinato esclusivamente applicando le tariffe professionali vigenti all’attività compiuta.

Allo stato, non è pertanto possibile dare una risposta sulla congruità della parcella presentate, perchè non si conosce il numero e il tipo delle attività compiute dal legale nè il valore della causa che, nonostante sia stata giudicata dal magistrato del lavoro, può anche essere molto alto.

E’ comunque solo in base alle tariffe che va verificata la congruità del compenso richiesto e non in base al provvedimento del giudice che riguarda solo la ripartizione dell’onere delle spese tra le parti e non “liquida” invece gli onorari di avvocati, per la quale cosa, in caso di contestazione, sarà necessaria una causa a parte.

La consuetudine, in realtà, è spesso quella di farsi pagare dal cliente quasi sempre quello che viene previsto dal giudice, ma la cosa non è affatto obbligatoria e il legale ha sempre il diritto di richiedere quello che gli spetta a norma di tariffa. Naturalmente, per evitare qualsiasi problema di questo genere è opportuno stipulare un’assicurazione di tutela giudiziaria, che copre sempre e comunque l’eventuale differenza. Oppure sottoscrivere un regime tariffario diverso, come il forfettone.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. In seguito ad un mio debito nei confronti di terzi ho ricevuto una lettera da un Avv.to che mi chiedeva di pagare entro 10gg dal ricevimento della stessa sia il debito che le sue spese legali.
    Mi sono appoggiata anch'io ad un legale e ci siamo accordati nel pagare il mio debito ratealmente e ho già dato un acconto. Ma per quanto riguarda le spese legali ognuno dovrebbe pagarsi le sue mentre l'Avv.to della controparte mi ha minacciato di fare un'azione di Precetto per le sue spese legali.
    Pò farmi un'azione di precetto anche se sto pagando il mio debito più le spese del mio legale?
    Grazie saluti

    • L'errore è stato nel non regolare questo aspetto quando avete raggiunto un accordo. Avreste dovuto infatti stabilire espressamente che le spese venivano «compensate» e cioè che ognuno si sarebbe pagato le sue, come si fa quasi sempre quando si transige (anche se non è certo una regola inderogabile).

      Comunque, per mandarti un precetto dovrebbe prima munirsi di un titolo esecutivo, cosa della quale probabilmente non dispone se ti ha mandato una lettera.

      Comunque, ti conviene informarti per bene dal tuo legale, visto che lo hai incaricato è tenuto a fornirti tutte le spiegazioni del caso.


      cordialmente,

      tiziano solignani, da iMac /tiziano-solignani/

      ~ il mio libro: /libri/guida-alla-separazione-e-al-divorzio/

  2. Nestore says:

    Sono disorientato. Più leggo, più sono confuso. Pongo una domanda: Qualcuno decide di denunciarmi per truffa. Mi devo rivolgere ad un Avvocato. inizia il processo. Rinvii su rinvii. L’avvocato ogni tanto butta li una richiesta, 1.000/2.000 euro. Non basta. Dato che sostiene di non capire niente in materia, chiede l’intervento di un tecnico che possa capire qualcosa. Altre parcelle sempre dello stesso ordine delle prime. Un giorno dice: io la voglio vincere! Ci mancherebbe, penso io. Poi mi domando: ma cosa ha voluto dire? Lui la causa la vince di sicuro, ma io se va tutto bene la perdo comunque perchè dovrò continuare a pagare lui. Qualcuno mi sa dire se il mio pensiero è corretto? Grazie!

    • Non ho capito niente, bisognerebbe conoscere la vicenda per poter fare valutazioni…

      • il signore presumo intendesse dire che indipendentemente dall’esisto del processo, l’avvocato ne uscirà comunque vittorioso perchè verrà indipendentemente dall’esito pagato dalla persona che assiste.

        • Forse, ma se ha lavorato non c’è nessuna vittoria, è una cosa normale conseguire il suo compenso, come per tutti gli altri artigiani o professionisti o lavoratori. Se anche fosse, peraltro, con questa considerazione che cosa risolve? Uno si dovrebbe sempre concentrare sul modo di trattare il suo problema, sul modo migliore.

  3. Sono stato condannato al pagamento di 2500 euro delle spese legali alla parte vittoriosa.
    Sono tracorsi tre mesi dalla sentenza e non mi sono state ancora richieste.
    Cosa debbo fare?

  4. Ho atteso a pagare perchè il mio avvocato mi ha detto che deontologicamente vengono chieste dall’avvocato della parte avversa a lui.
    Ma finora dopo tre mesi non sono state ancora richieste.
    Devo chiedere direttamente alla parte avversa il conto corrente per fare un bonifico?

Di la tua!