Ho perso una causa, dove tra l’altro avevo anche ragione. Il giudice mi ha condannato a pagare anche le spese dell’avvocato di quell’altro, sono una enormità di soldi, non c’è niente da fare? (Samuele, via mail).
Confermo che le cause si possono benissimo perdere anche quando si ha ragione. Un contenzioso rappresenta sempre un’incognita: può venire a mancare la disponibilità di un documento “probatorio” su cui si faceva affidamento, può esserci una deposizione di un teste più incerta di quel che si sperava, possono verificarsi problemi e ingorghi procedurali, decadenze o prescrizioni, interpretazioni particolari della legge e così si finisce per perdere, quando invece si sentiva di avere ragione e magari la si aveva davvero.
Quando si perde, se il giudice non stabilisce che ognuno si paga il suo avvocato (cosa che avviene piuttosto raramente), ci si trova, con niente in mano o magari con dei soldi da pagare a controparte, a dover affrontare una bella “zuppa” quanto a pagamenti di spese legali. Oltre che compensare il proprio legale, si deve pagare anche il legale avversario. Si può anche fare appello, se la sentenza è di primo grado, ma intanto bisogna pagare. La media, in questi casi, per una causa di Tribunale è di 4-5000 euro di spese, per ogni legale, con non rari picchi superiori, con la conseguenza che una persona può ritrovarsi a pagare mediamente anche 10.000 euro in caso di sconfitta in una causa, che sono 20 milioni “di una volta” per non avere concluso niente.
Per questi motivi, è a mio giudizio assolutamente indispensabile al giorno d’oggi, sia per i privati che per le imprese, disporre di una adeguata forma di tutela giudiziaria, grazie alla quale, in caso di sconfitta, le spese legali sono sopportate dalla compagnia di assicurazione e non dalla parte stessa. In questo modo, qualsiasi contenzioso può essere affrontato molto più serenamente, evitando i paradossi come quelli del nostro lettore, che alla fine lasciano sempre il segno. Purtroppo, la tutela giudiziaria, come tutte le assicurazioni, va stipulata prima che insorga il problema, farlo dopo avere preso la batosta non servirebbe a niente. Nel caso del lettore, pertanto, se non c’è tutela l’unica è provare a negoziare la rinuncia ad una parte di spese verso magari la rinuncia alla proposizione dell’appello, sempre che vi siano buoni motivi per presentarlo.









io mi sto buttando in una causa dove sono sicura di aver ragione ma c’è un problema che mi assilla perchè il padre della persona che mi fa causa è un ex magistrato………
dove si possono fare queste assicurazioni di cui parla?
grazie in anticipo
Claudia