Rispondo qui a un post di Beppe Grillo sul suo blog, dove si faceva appello a tutti i legali che seguono il blog stesso. Riporto di seguito il testo per comodità di lettura.
Il marchio a fuoco del cittadino. La giustizia in Italia non guarda in faccia a nessuno. Se un cittadino è condannato la sua vita è finita. Anche se era incensurato. Anche se viene riabilitato dopo cinque anni con la “non menzione”. Il reato infatti non viene mai cancellato da un casellario giudiziale a cui accede la pubblica amministrazione. Rimane una sola possibilità: buttarsi in politica, quel luogo dello spirito dove le condanne sono onorificenze.
Il rapporto per numero di pregiudicati tra il quartiere di Scampia a Napoli e il parlamento è favorevole ai deputati. Vincono nettamente i nostri dipendenti. Quando i partiti fanno campagna elettorale a Scampia, i cammorristi scendono in strada per difendere la loro onorabilità.
Chiedo un parere ai legali che frequentano il blog. E’ possibile che un reato, cancellato con la “non menzione”, rimanga, a vita, a disposizione dei funzionari statali?“Caro Beppe,
ho 31 anni, nel 2000 ho riportato una condanna penale di due mesi in seguito al coinvolgimento in una rissa con le forze dell’ordine. Ho scelto, su consiglio del mio avvocato, di patteggiare per non andare verso un processo che sarebbe durato anni. Essendo incensurato ho usufruito del beneficio della condizionale. Trascorsi cinque anni dalla data della sentenza ho chiesto la riabilitazione e come la legge prevede, avendo patteggiato avrei diritto alla “non menzione”. Nel frattempo mi sono laureato e sono iscritto all’albo degli assistenti sociali della Regione Umbria. Da pochi giorni ho tristemente scoperto che il beneficio della non menzione è una totale buffonata poichè sia le pubbliche amministrazioni, sia il Csm hanno accesso ad uno speciale casellario giudiziale, al quale i normali cittadini non hanno accesso, nel quale nessun tipo di reato viene mai cancellato. Ciò comporta che io non posso sostenere concorsi pubblici, sto avendo serie difficoltà a collaborare con il tribunale per i minorenni ecc.. Mi chiedo che senso ha promulgare una legge che prevede il beneficio della non menzione quando questa in realtà non esiste?
Che senso ha in uno Stato dove un gran numero di parlamentari sono nella migliore delle ipotesi solo inquisiti marchiare a vita una persona per un reato idiota commesso sette anni fa, impedendogli di avere le stesse possibilità degli altri? Alla faccia della riabilitazione!!! Tra l’altro so che molte persone sono nelle mie stesse condizioni e credo sia importante fare luce su questa questione che ritengo assolutamente lesiva delle libertà individuali, discriminante e ghettizzante. Non so se la questione da me posta possa essere di interesse ma spero che qualcuno possa rispomdermi, o comunque dare risalto alla cosa. Grazie.” Sergio V.
Purtroppo è esattamente come dice il lettore di Beppe. Si possono però fare alcune osservazioni:
- Il patteggiamento non si fa mai per evitare la lungaggine di un processo, si fa solo perchè, dalle prove che si sono raccolte, colpevole o innocente, è probabile che al termine del processo verrà fuori una condanna, allora tanto vale anticiparla e godere dello sconto riconosciuto dalla legge;
- noi diciamo sempre ai nostri assistiti che la “non menzione” di cui si gode con il patteggiamento riguarda solo i privati, ad esempio se un potenziale datore di lavoro vuole conoscere i precedenti penali di chi ha patteggiato non vede niente, mentre tuttavia le autorità (Polizia, Carabinieri, Magistratura, Enti pubblici) lo vedono sempre. E’ frequente, del resto, che una persona che ha patteggiato un reato venga fermata ad esempio dai Carabinieri e si senta dire, dopo un controllo al terminale, cose del tipo “Vediamo che Lei nell’anno xxx ha fatto questo e quello…;
- purtroppo, ed è questa la vera anomalia del sistema, nel nostro Paese i segreti sono tutti di pulcinella per cui i datori di lavoro potenziali che vogliono assumere informazioni su un potenziale impiegato non le vanno a chiedere all’ufficio del casellario ma telefonano ad un amico carabiniere che fa un controllo a terminale e poi riferisce tutto; questa è una circostanza da tenere ben presente quando si patteggia;
- la estinzione del reato, anche anche noi come studio consigliamo e facciamo fare a tutti nostri clienti, non elimina il precedente, ma solo gli effetti penali, ad esempio avendo ottenuto l’estinzione del reato il lettore di Beppe potrà un domani ottenere di nuovo la sospensione condizionale della pena come se non ne avesse mai usufruito;
- l’unica cosa che elimina del tutto un reato che si è commesso è l’abrogazione della norma che lo prevede;
- per quanto riguarda le difficoltà a svolgere concorsi pubblici o altro, non è da cambiare il sistema penale, che ha una sua logica di fondo valida, anche se con i problemi applicativi e le “furbate” di cui sopra, ma piuttosto le singole leggi che prevedono le assunzioni, relativamente alle quali dovrebbero avere rilevanza solo i reati più gravi e non quelli “bagatellari” o magari più di opinione.









Dovrei stupirmi, ma in realta’ per cosa ormai ci ha abituati, come il Sig. Grillo cada nel solito qualunquismo di accostare quello che potrebbe essere una “abberrazione” del sistema di assunzioni pubbliche e che ne so “delle leggi e dalla morale dello stato” ( virgoletto e commento peche’ spropositata come frase) con politica e camorra.
Questo atteggiamento di difendere le proprie ragioni attaccando l’altro non e’ ancora finito? mi posso sforzare ma non capisco questi accostamenti messi li solo per far scena, se non coivolgo la politica la mia argomentazione non ha rilevanza?
Sappiam tutti la storia d’Italia, non vi e’ bisogno di un nuovo oracolo.
Non che i due fatti in se e per se non siano gravi, e non che non si possa trovare una certa correlazione ma a mio avviso il semplice accostamento li sminuisce entrambi.
Detto questo mi complimento per il commento “tecnico”, puntuale e preciso con il quale Tiziano ha risposto al lettore del Sig. Grillo.
Resto altresi’ sempre perplesso su un atteggiamento ormai comune che vede difendere le proprie idee spalando merda (perdonami il termine) sugli altri. Resti inteso non entro nel merito della necessita’ di spalar merda (ripedonami) ma semplicemente farlo per tirar acqua al proprio mulino imho distoglie l’attenzione su ambedue i fronti e gistifica commenti come il mio.