non si possono interrompere gli alimenti

Sono separato e divorziato da 8 anni. Pago 1200 euro al mese di alimenti x i 2 figli (15 e 21 anni). La casa di mia proprietà (grande, lussuosa e onerosa) é assegnata a loro. Ho proposto loro un altro mio appartamento un po’ più piccolo e leggermente decentrato, nel quale hanno già vissuto in passato, ma loro rifiutano. Non vorrei più pagare (x contenere un po’ i costi) i 600 euro al maggiorenne che fa l’Università e, di sera, il pizza-scooter, e con il quale non ho rapporti affettivi da tantissimi anni. Posso interrompere gli alimenti a lui sin d’ora ? Cosa rischio? (Piero, via mail).

Non si può. Non è legittimo, infatti, interrompere di propria iniziativa il pagamento di alimenti che sono stati previsti in un provvedimento della Magistratura. Non si tratta di pagamenti e basta, ma del mantenimento di un figlio che, fino a che non ha acquistato la indipendenza economica, ne ha diritto. Anche quando l’avrà acquistata, peraltro, gli alimenti non potranno essere interrotti e basta, ma occorrerà che sia il Tribunale ad accertare l’avvenuto raggiungimento dell’indipendenza e a dichiarare che gli alimenti non sono, per tale motivo, più dovuti.

Nella situazione attuale, dunque, il lettore può, se vuole coltivare la questione, rivolgersi al Tribunale presentando un ricorso per la modifica delle condizioni del divorzio. Assai difficilmente, se il figlio fa ancora l’Università, sempre che la frequenti con profitto, anche se alla sera fa un lavoretto, il Giudice autorizzerà il padre a non pagare più niente del tutto. Potrà, al massimo, se ve ne sono le condizioni, ridurre l’assegno da corrispondere attualmente.

Anche la questione dell’assegnazione della casa, mediante l’offerta di una valida alternativa, può essere sottoposta al Giudice, che potrebbe anche accogliere le istanze del padre, se ne ravvisa le condizioni considerando i suoi redditi, il suo patrimonio e quelli della madre, ciò anche se tuttavia, essendovi ancora un figlio di soli 15 anni, ci sarà comunque la tendenza, almeno in partenza, a confermare la residenza attuale che rappresenta l’ambiente di vita del minore, che si tende sempre a conservare.

Interrompendo gli alimenti, invece, il lettore subirebbe un pignoramento, in sede civile, e, in sede penale, un procedimento per violazione degli obblighi in materia di assistenza, dove non sarà, peraltro, così scontato distinguere tra soldi versati per il quindicenne e soldi versati per il ventunenne, con la conseguenza che la cosa potrebbe essere aggravata per il coinvolgimento di un minore.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. Piero sei semplicemente un pezzettino di mer…

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  1. […] mantenimento deve essere chiesta, tramite ricorso, al giudice competente e non si può provvedere da soli a ridurre l’assegno di mantenimento se non si vuole incappare in sanzioni […]

  2. […] al tempo stesso la sua indipendenza economica con il lavoro trovato all’estero, non si può intererrompere, come abbiamo già detto ancora, automaticamente la corresponsione dell’assegno di […]

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