quando l’ex coniuge non ha niente

La mia ragazza è in corso di separazione con l’ex marito,con un ricorso datato 23/12/2005.In questo ricorso, consensuale, si era stabilito,parlando solamente della figlia nata nel 2001, che il padre pagasse (solamente) €150 mensili. Tralasciando la validita’ morale di questa sentenza, l’ex marito da Settembre 2006 non conferisce piu la somma stabilita nella sentenza. Presentato il problema ad un avvocato,ci stiamo scontrando con l’incredibile impossibilita’ non solo di avere i soldi fino ad ora non corrisposti, ma la continuita’ della situazione. Impossibilita’ spiegata dall’avvocato con il fatto che l’ex marito, essendo alle dipendenze di un agenzia di lavoro temporaneo e non avendo niente intestato perche’ vive con i genitori, risulta nella facolta’ di non adempiere ai soli obblighi stabiliti dalla legge. E’ davvero possibile tutto cio’? Da chi puo’ essere tutelata una madre? Potrei avere qualche consiglio,sperando di essermi spiegato sufficientemente? (Francesco, via mail).

Quando l’ex coniuge, tenuto a corrispondere il mantenimento, non ha sostanze “aggredibili” ci sono appunto questi problemi. In altri paesi, come ad esempio la Germania, dal momento che i minori devono comunque mangiare, è lo Stato che passa gli alimenti e che poi si fa avanti con il genitore inadempiente per averli indietro. In Italia, purtroppo, tutto è lasciato all’iniziativa dei singoli. Va premesso, al riguardo, che non si capisce, allo stato, come mai il legale già consultato abbia escluso la pignorabilità delle retribuzioni derivanti dall’agenzia di lavoro interinale. Queste retribuzioni sono tranquillamente pignorabili come qualsiasi altro “stipendio”. Forse ci sono particolarità, tuttavia, che nel caso concreto lo impediscono.

Ad ogni modo, due ulteriori cose che si possono provare sono queste:

a) presentare una denuncia – querela per violazione degli obblighi di assistenza ai sensi dell’art. 540 cod. pen.; questa cosa non consente di conseguire direttamente il mantenimento ma potrebbe essere uno stimolo per la parte inadempiente a corrispondenre quanto dovuto;

b) agire nei confronti dei genitori del padre inadempiente, cioè i nonni della bambina, ai sensi dell’art. 148, comma 1°, cod. civ. che richiede la dimostrazione che la madre, da sola, non gode di “mezzi sufficienti” per mantere i figli.

Naturalmente la situazione deve essere, prima di qualsiasi iniziativa, valutata attentamente in tutte le sue particolarità, a partire dall’età della bambina, dalle sue esigenze concrete, dal novero di spese straordinarie che si sono rese necessarie negli ultimi anni, dal reddito della madre e così via. Prima, tuttavia, di ricorrere per cambiare la misura del mantenimento, bisogna a questo punto vedere se possibile conseguire quanto è già stato stabilito e che non viene correntemente pagato.

Una nota per quanto riguarda le spese legali: se la madre ha un reddito basso, può chiedere di essere assistita in regime di gratuito patrocinio, non dovendo nemmeno pagare il legale per tentare il recupero.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. francesco says:

    > Un ultima domanda.
    > Se tramite certe indagini si risale alla presunta agenzia che fornisce
    > il lavoro temporaneo,che diritto si ha di chiedere conferma o smentita
    > della presenza di una persona fra i "dipendenti" di questa societa'?L
    > avvocato puo' farlo liberamente?
    > Ringrazio ancora per la disponibilita'.

  2. Nessun diritto. Se tramite una agenzia investigativa si conosce l'agenzia dove il debitore presta il proprio lavoro, si prova a mandare un pignoramento della retribuzione, poi se effettivamente lavora là lo stipendio risulterà pignorato altrimenti sarà stata fatta una procedura per nulla. Ma purtroppo nessuno ha il diritto di chiedere al datore di lavoro se una certa persona lavora per lui.

  3. colombina says:

    Mi trovo in una situazione analoga.
    Il mio ex se ne è andato di casa, senza nemmeno avvisarmi, lasciadomi senza un soldo e con una bambina di appena due mesi.
    La sentenza di separazione è stata velocissima: mantenimento per la bambina di € 350 e soliti accordi circa le visite.
    Per i primi due anni lui ha versato, anche se discontinuamente, la mensilità e poi è scomparso nel nulla.
    La bambina si può dire che neppure la conosce.
    Nonostante la mia disponibilità non si è mai goduto la figlia.
    Negli ultimi tre anni non si è più nè sentito nè visto ma in compenso mi ha querelata affermando che gli impedivo di vedere la figlia!!!!
    Io l'ho controquerelato e successivamente denunciato per mancato mantenimento: sinceramente mi sono stancata di essere presa in giro in questo modo!
    Il mio avvocato ha presentato il precetto e mi ha consigliato di proseguire con l'ufficiale giudiziario ma io non credo che riusciremo mai ad ottenere un centesimo.
    Ma che senso ha tutto ciò?
    Perchè una ex moglie che si è sempre comportata correttamente, che ha cresciuto da sola una bambina (Dio solo sa che fatica!!!!!), che ha lavorato per mantenersi e mantenere la figlia deve essere trattata in questo modo?
    Perchè il Tribunale non prende provvedimenti seri contro tali accertati individui?

  4. E' vero in Italia c'è troppo permissivismo con i genitori che non corrispondono gli alimenti per i figli, in altri paesi per casi come questi, oltre ad esserci un intervento concreto di assistenza da parte dei servizi, c'è il carcere dopo pochi mesi dalla prima violazione. Ha fatto bene a fare la denuncia penale per violazione degli obblighi di assistenza, anche se probabilmente, se il padre è incensurato o ha precedenti di poca importanza, questo primo processo si concluderà con una sentenza di condanna che verrà parallelamente sospesa.

    Per quanto riguarda l'opportunità di procedere con il precetto, tutto dipende dalla esistenza di sostanze aggredibili in capo al padre. Se non ve ne sono, si può notificarlo ma solo per tentare un bluff e vedere se sia pure in extremis si convince a pagare. Se invece ce ne sono, bisogna procedere senz'altro. In bocca al lupo.

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