per vendere roba usata meglio un contratto scritto?

Una domanda veloce: nell’acquisto/vendita di materiale usato (hardware pc/hi-fi/tv/ecc…) tra privati, vale la pena che le parti sottoscrivano un “contratto”? Se sì, in che formula e con quali garanzie per entrambe le parti? (Luca, via mail)

E’ sempre meglio fare un contratto scritto, che può anche essere una semplice lettera di poche righe sottoscritta per accettazione dal compratore, magari quando il valore dell’oggetto è superiore alle ai 100 o 200 euro.

Per quanto riguarda la formula e le garanzie, il discorso è un po’ troppo lungo e esula da quello che può essere lo scopo di questo blog, che è solo quello di dare un primo orientamento di massima, lasciando alla consulenza profesisonale vera e propria la gestione delle singole posizioni concrete – questo, peraltro, non per interesse economico ma per correttezza di informazione e gestione, dal momento che anche volendo non potrei forniti una formula adatta per ogni singolo caso. Puoi comunque dare un’occhiata agli archivi, dove sono pubblicati diversi articoli in tema ad esempio di garanzie.

In ogni caso, meglio un contratto con anche solo 4 righe, che abbia comunque una data, una identificazione, un oggetto e qualche considerazione, che non avere niente in mano del tutto.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

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