che differenza c’è tra denuncia e querela?

Buogiorno, vi chiedo scusa se vi propongo una domanda molto stupida, ma a forza di sentire frasi del tipo “ti denuncio” o “ti querelo”, mi è sorto il dubbio sulla differenza che c’è tra queste due ipotesi. Mi è capitato di “entrare” nel vostro sito, e ho notato che rispondete con molta precisione e professionalità alle domande, anche molto specifiche, dei lettori, quindi ho pensato di chiedere a voi, per poter avere una risposta da qualcuno realmente competente. Grazie, Silvia. (mail)

Intanto, Silvia, la ringrazio per i suoi apprezzamenti e per la stima che ci manifesta; l’approccio che impostiamo in questo rapporto con i nostri lettori è lo stesso che ci contraddistingue anche nel rapporto professionale che instauriamo con i nostri assistiti, rapporto improntato a serietà, professionalità e la dovuta sensibilità.

Passando al quesito che ci sottopone, vorrei precisare che, in effetti, vengono adottati due termini diversi proprio perchè c’è differenza tra denuncia e querela, anche se spesso si tende a fare confusione, e si sente impropriamente adottare un termine al posto dell’altro.

Da un punto di vista strettamente tecnico, infatti, la denuncia, che può essere presentata da un Pubblico Ufficiale o da un privato, è uno dei mezzi attraverso il quale il Pubblico Ministero o la polizia giudiziaria prendono conoscenza di un fatto costituente reato (artt. 331 e ss. c.p.p.). Ecco perchè, con termine tecnico, si parla di “notizia di reato”. Ai privati è anche concessa la facoltà di presentare denuncia oralmente, questa poi verrà verbalizzata dagli agenti che la ricevono e, in ogni caso, sottoscritta dall’esponente (art. 333 c.p.p.). Nel caso di denuncia, il procedimento si avvia d’ufficio, cioè senza che sia necessario l’intervento della persona offesa dal reato, potendo, comunque, quest’ultimo, costituirsi parte civile per vedere riconosciute le proprie pretese risarcitorie.

Per poter invece procedere in ordine ad alcuni reati specifici, la legge richiede una ulteriore condizione (c.d. “condizione di procedibilità”) che consiste frequentemente nella cosiddetta querela (ad esempio per i reati di lesioni, percosse, ingiuria, diffamazione, etc.). Per querela si intende la manifestazione di volontà della persona offesa che si proceda in ordine ad uno specifico reato (artt. 336 e ss. c.p.p.). Anche la querela può essere presentata oralmente (e in questo caso si redige un verbale per iscritto ad opera dell’autorità che la riceve) e può essere altresì rimessa (cioè ritirata) o rinunciata (se non è stata ancora presentata). La legge prescrive inoltre che la querela debba essere presentata entro il termine perentorio di tre mesi.

Spero di essere stata sufficientemente esaustiva; sarò comunque lieta se potrò esserle nuovamente d’aiuto.

Comments

  1. Donatello says:

    Leggendo la differenza tra querela e denuncia viene anche a me un dubbio: che differenza c'e' tra causa civile e causa penale? Quando si parla di 3 mesi per la presentazione di una querela ci si riferisce a quale delle 2? Grazie mille per l'eventuale risposta e buon lavoro.

    Donatello

  2. laraferrari says:

    La differenza tra causa civile e causa penale consiste nel fatto che la causa penale viene intrapresa per punire il soggetto che ha commesso un determinato reato, la causa civile può invece essere intrapresa dalla vittima del reato o dagli eredi della stessa per ottenere un risarcimento del danno cagionato dalla commissione del reato.
    Esiste poi un articolo del codice di procedura penale(art.75 cpp) che disciplina i rapporti tra azione civile ed azione penale.
    Infatti l'azione civile proposta avanti al giudice civile può essere trasferita nel processo penale fino a che in sede civile non sia stata pronunciata sentenza di merito, anche non passata in giudicato.
    L'azione civile prosegue in sede civile se non è trasferita nel processo penae o è iniziata quando non è più possiile la costituzione di parte civile.
    Il procedimento civile è sospeso fino alla pronuncia della sentenza penale non più soggetta a impugnazione se l'azione civile è proposta in sede civile nei confronti dell'imputato dopo la costituzione di parte civile nel processo penale o dopo la sentenza penale di primo grado.

    Per quanto riguarda la seconda domanda, i novanta giorni per la presentazionedella querela riguardano l'azione penale.

  3. Qualcuno mi può chiarire una cosa in merito alla differenza tra querela e denuncia? Nel mese di novembre 2004 sono stato querelato per lesioni dalla ex moglie, ho subito un processo che si è concluso con la mia assoluzione per non aver commesso il fatto.
    A questo punto potrei presentare denuncia per calunnia ex art.368 cp nei confronti della ex, quindi non querela ma denuncia…

  4. Più che sulle differenze terminologiche, che in fondo non sono così importanti, sarà bene valutare la fattibilità dell'iniziativa, cioè di presentare la denuncia per calunnia, che non è così automatica in tutti i casi di assoluzione…

  5. In effetti è vero la cosa non sarà automatica, ma solo su mia iniziativa presentando un esposto denuncia alla Procura della Repubblica. Sono stato accusato di lesioni, sono stato imputato in base all'articolo 582 del cp, ho subito un processo, poi grazie alle testimonianze ho potuto dimostrare che era tutta una montatura, che era tutto inventato, secondo me il Giudice di Pace, nel pronunciare la mia assoluzione per non aver commesso il fatto, avrebbe dovuto segnalare agire contro la ex per la calunnia dato che essa ha effetti polivalenti sia nei confronti dell'Amministrazione della giustizia sia nei confronti del privato cittadino chiamato in causa per un fatto penalmente rilevamente. Ma lo so, sarebbe chiedere troppo!

  6. In effetti, come dice lei, uno degli interessi che tale norma si propone è evitare il pericolo che ci possano essere deviazioni nell'amministrazione della giustizia. Per questo motivo, appunto, il legislatore richiede la sussistenza, in capo al soggetto autore della calunnia, della precisa consapevolezza dell'innocenza dell'incolpato. Ciò significa che non qualunque denuncia che risulti in prosieguo infondata, ma una incolpazione diretta a procurare siffatta deviazione nell'amministrazione della giustizia, in forza della consapevolezza dell'innocenza dell'incolpato, può integrare il reato di cui all'art. 368 cp.

  7. C'è qualcosa che non quadra nella giustizia italiana. ho subito un processo penale come imputato per un'accusa risultata poi del tutto infondata, sono stato assolto con formula piena per non aver commesso il fatto, ho sostenuto spese per essere difeso, sono stato male psicologicamente, ho presentato una denuncia per calunnia ed oggi mi viene comunicato che il PM ha chiesto l'archiviazione.
    Ma allora il reato di calunnia è stato cancellato dal Codice penale?

  8. No, il diritto è stato cancellato dal codice penale nella misura in cui i processi durano anni ed anni ed i reati vanno in prescrizione.

  9. costanzo says:

    salve con la presente volevo chiedere solo un informazione.

    vivo con la mia compagna e il suo ex marito e una persona sempre aggressiva ,e
    ogni occasione e buona per gridare dietro alla mia compagna anche fuori casa
    a me personalmete mi ha minacciato gia due volte in cui mi vengono dette frasi
    del tipo "attenzione che finisce male".
    volevo sapere se le forze dell'ordine in questi casi possono aiutare il
    cittadino a vivere tranquillamente e come comportarmi per far finire queste
    cose,tenendo presente che sto cercando di stare tranquillo per non finire nel
    torto

    cordiali saluti e complimenti per il lavoro che svolgete quotidianamente

    • Se le cose non sono ancora degenerate, puoi chiedere un intervento «informale» da parte dei Carabinieri della stazione più vicina, che magari cercheranno di parlare con tutte le parti per indurre alla calma. Naturalmente, molto dipende da chi trovi nel momento in cui esponi il tuo problema. Dopodichè valuti e vedi, se le cose peggiorano è bene che ti tuteli, si può chiedere un ammonimento se ci sono i presupposti dello stalking, un ordine di protezione e così via – per maggiori approfondimenti, rimanderei come al solito al mio libro /libri/guida-alla-separazione-e-al-divorzio/. In bocca al lupo.

      –?cordialmente,

      tiziano solignani, da ? Mac
      splash http://ts.solignani.it
      ebook http://goo.gl/pUJx6

  10. nel 2009 ho subito da parte di un notaio, un falso ideologico su atto privato. La richiedente l’atto, ex moglie, raccontando una bugia al notaio gli ha fatto redigere e autenticare tale atto notarile dal quale risulta che il sottoscritto, è debitore di una somma di denaro, cosa non vera, ma senza specificarne l’origine o le circostanze di quel debito inventato. Il notaio complice lo ha sottoscritto senza chiedere documentazioni o la presenza anche di testimoni o del sottoscritto. Vorrei denunciare il notaio per falso ideologico e complicità. E’ possibile? grazie

  11. se dei cittadini fanno una denuncia o denuncia/querela contro privati, non individualmente definiti , o-e contro l’amministrazione pubblica , o-e contro la polizia (reato certo, ma responsabilità da individuare) , rischiano di dover affrontare un procedimento che li vede protagonisti ?

  12. Goffredo Murani says:

    Nel Marzo 2016 ho fatto notificare tramite ufficiale giudiziario una istanza-diffida al Sindaco del mio comune ad adempiere ad atti. A tuttoggi 12 novembre non ho ancora ricevuto risposta. Ho intenzione di querelarlo penalmente per omissioni di atti d’ufficio per non aver risposto alla mia istanza-diffida.lo posso fare? Grazie per la risposta.

    • In astratto è quello che si può fare in casi del genere, ovviamente bisognerebbe capire molto meglio di cosa si tratta. Ti sconsiglio di adottare iniziative abbastanza gravi di questo tipo senza l’assistenza di un bravo avvocato, il rischio di fare cose che poi potrebbero ritorcersi nei tuoi confronti è considerevole.

Di la tua!