la convivenza del separato

Ho letto su internet che la definizione di convivenza more uxorio si può applicare solo a persone che hanno uno status “libero”, quindi pensavo che una persona separata legalmente non potesse intraprendere una convivenza more uxorio con tutti i vincoli che ne conseguono in caso di cessazione. La persona di cui le sto parlando è separato legalmente, non divorziato, e vuole cessare una convivenza; vuole sapere perciò che vincoli ci sono con la cessazione della convivenza per lui, avendo anche un minore, e in che misura deve provvedere al suo mantenimento. L’ulteriore domanda (spero di non essere troopo caotica) è: questa persona ha comperato una casa insieme alla convivente, che ha una parte del 25 %, con la cessazione della convivenza, come si dovrà comportare verso la convivente? Esiste il rischio concreto che la madre affidataria del minore possa pretendere l’intera proprietà della casa a tutela del minore? Ho tutti questi dubbi perchè non c’è una normativa precisa e limpida in merito. (Anna, via mail)

Quello che hai letto non è vero, una persona separata può convivere more uxorio con un’altra, che questo sia poi legittimo o meno ai sensi delle disposizioni in materia di matrimonio e separazione è un altro paio di maniche, anche se oggigiorno si tende molto a sorvolare su questo, in ogni caso se due persone di cui una – o anche entrambe – separate si comportano more uxorio si ha una convivenza more uxorio a tutti gli effetti di legge, tra cui ad esempio la classificazione delle dazioni di denaro dall’uno all’altro in constanza di convivenza come obbligazioni naturali e la loro conseguente irripetibilità.

Lasciando, ad ogni modo, perdere le questioni di classificazione in astratto a te interessa sapere se una persona separata che convive con un’altra può cessare questa convivenza, quali obblighi ha nei confronti del minore che è nato da questa convivenza e qual’è il regime giuridico della casa acquistata dai due in costanza di convivenza. Le risposte sono che sicuramente si può cessare una convivenza, dal momento che oggigiorno si può sciogliere anche il matrimonio ci mancherebbe altro che non ci si potesse togliere da una situazione di mera convivenza; per quanto riguarda il minore, il padre ha gli stessi obblighi e doveri nei suoi confronti che avrebbe se il figlio fosse nato all’interno del matrimonio e li conserverà per tutta la vita. Questo minore è un figlio naturale riconosciuto il cui status è pari a quello di figlio legittimo, sostanzialmente. Per quanto riguarda la casa, la situazione proprietaria rimarrà identica, dal momento che non si applicano istituti patrimoniali particolari, quindi la ex convivente rimarrà proprietaria solo del 25% della stessa e non oltre, tuttavia il tribunale dei minorenni, affidando il minore alla madre, potrebbe assegnare anche la casa dove il minore ha sempre vissuto, a tutela dello stesso e sino al raggiungimento non già della maggiore età ma dell’autonomia economica cioè in sostanza fino all’uscita dello stesso dalla famiglia – pertanto funziona come una separazione di persone unite in matrimonio, più o meno.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

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