truffato on-line

Salve, vi vorrei chiedere un consiglio in merito ad una spiacevole vicenda che mi è capitata. Qualche settimana fa, “navigando” in rete, ho trovato in un sito di annunci il nome e il numero di telefono di un tale che si diceva disposto a vendere biglietti per il concerto di Vasco a Bologna a prezzi molto convenienti. Io l’ho contattato, e lui mi ha garantito che, l’indomani, mi avrebbe fatto recapitare direttamente a casa due biglietti, raccomandandosi, però, di effettuare immediatamente il pagamento mediante “ricarica” sulla sua tessera postepay, una carta prepagata ricaricabile. Il pomeriggio seguente, mi ha chiamato lui stesso, assicurandomi di avere già provveduto ad inviare i biglietti, e sollecitando con insistenza il mio pagamento. Fatto sta che i biglietti li ho pagati ma non li ho mai ricevuti e, quando ho provato a ricontattare il tizio (di cui ora conosco identità e recapito), avvertendolo che lo avrei denunciato, sono stato insultato e minacciato. In rete ho trovato testimonianze di molti altri che, come me, ingenuamente si sono fatti truffare da questo personaggio: se è vero che l’unione fa la forza, cosa possiamo fare? (Antonio, mail)

Il caso di Antonio non è un caso isolato, anzi, i reati on-line stanno diventando un vero fenomeno, purtroppo, e noi stessi ce ne siamo occupati in diverse occasioni all’interno del nostro blog, raccomandando sempre la massima attenzione. In particolare, questo è il caso del venditore che incassa il pagamento tramite carta di credito prepagata e poi scompare senza spedire l’oggetto, di solito offerto a prezzi apparentemente molto convenienti.

Innanzitutto è opportuno sottolineare che soltanto eBay è in grado di offrire alcune garanzie che possono assicurare all’acquirente la restituzione di quanto ha pagato per l’acquisto nel caso in cui il venditore, per esempio, non provveda a far recapitare l’oggetto della compravendita. A questo proposito, anzi, la stessa eBay invita venditori e acquirenti ad utilizzare solo metodi di pagamento sicuri, come PayPal, carte di credito, bonifici bancari e vaglia online, assegni e vaglia postali, contrassegno o contanti per le transazioni concluse di persona.

Le carte prepagate, infatti, sono un ottimo strumento per effettuare acquisti presso negozi, su Internet e altrove e mettono a disposizione del pubblico le funzionalità di una carta di credito tradizionale, ma non sono uno strumento d’incasso.

La ricarica di una carta prepagata, in particolare, non è un metodo di pagamento sicuro, ma l’uso improprio di una funzionalità nata per altri scopi, che espone acquirenti e venditori a seri rischi di frode e implica la pubblicazione di dati che possono essere utilizzati in modo fraudolento.
Effettuando la ricarica di una carta prepagata (come, appunto, Postepay, ma ce ne sono molte altre in uso in Italia), non si può avere la certezza dell’effettiva identità del destinatario della ricarica e non è possibile beneficiare del diritto di ripudio del pagamento, come invece avviene per le normali carte di credito. Dopo l’invio, quindi, il pagamento non è più recuperabile in alcun modo. L’acquirente è quindi più facilmente esposto alla possibilità di perdere il proprio denaro.

Il fatto di cui è stato vittima Antonio presenta indubbiamente tutti gli elementi della truffa, un reato penalmente perseguibile, pertanto il consiglio è di sporgere formale denuncia-querela, approfittando, eventualmente, della possibilità, introdotta di recente, di utilizzare gli appositi moduli, predisposti sul sito www.commissariatodips.it, che poi si dovrà provvedere a sottoscrivere presso il Commissariato della propria città. Un’importante raccomandazione è di allegare tutta la documentazione del caso, cioè l’inserzione pubblicitara dell’annuncio e tutte le e-mail, complete di header, che sono state scambiate, in quanto costituiscono la prova dell’accordo contrattuale. Purtroppo la ricevuta della ricarica effettuata ha valenza probatoria molto esigua in relazione all’identità del titolare (in quanto è facilissimo procurarsi una carta Postepay sotto falso nome o con un prestanome), e non può attestare il pagamento, come corrispettivo di una controprestazione, in quanto privo di causale contabile (il venditore può, infatti, disconoscere tranquillamente la correlazione tra l’operazione di ricarica e la vendita della merce). Se, poi, si ha notizia di qualcuno che è stato vittima dello stesso reato commesso dalla stesso soggetto, è possibile effettuare una denuncia collettiva, da presentare presso la Guardia di Finanza oppure presso la Polizia Postale. In qualità di organi di Polizia Giudiziaria, provvederanno a trasmettere la notizia di reato alla Procura della Repubblica, la quale svolgerà le indagini su questa vicenda, ed accerterà la responsabilità dell’indagato. Ecco perchè è utile che la descrizione che viene fornita al momento della denuncia dei fatti sia il più completa possibile. A questo punto, se il truffatore vorrà evitare le conseguenze penali che ne conseguono, dovrà restituire quanto ricevuto oppure spedire la merce che aveva promesso.

In ogni caso, in qualità di persona offesa dal reato, la cosa migliore da fare è costituirsi parte civile nell’eventuale procedimento penale, per poter andare ad inserire al suo interno una richiesta risarcitoria che, avendo nautura privatistica, non troverebbe automaticamente ingresso nel processo penale.

Comments

  1. ke bastardo…

  2. A me è successo questo. L'ho scoperto portanto avanti ricerche per 6 mesi. Allora ho visto u annuncio che diceva che vendeva un telefonino nuovo a 200€ prezzo conveniente. Il proprietario mi ha dato la postepay non sua, ma bensi di un altro che vendeva una console, quindi io ho ricaricato quello della console il quale ha spedito la console a quello che dovevo comprare il cellulare. Ho fatto tante denuncie ma senza risultati. cosa devo fare di piu?

    • Hahaha, praticamente gli hai pagato la console. Che roba. Niente, se hai già fatto le denuncie non puoi fare molto altro che aspettare. Potresti incaricare un legale per dare impulso alla cosa, ma ti costerebbe di più di quel che hai perso. Mi dispiace.

      PS in questi casi bisognerebbe avere la tutela giudiziaria!

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  1. […] riporto il caso segnalato da questo blog: l’acquisto di un biglietto per un concerto, pagato tramite poste-pay e mai spedito. Chi […]

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