riduzione mantenimento quando arriva un nuovo figlio

Ho due figlie di due anni e mezzo avute in una precedente relazione che abitano in provincia di livorno con la madre. Ora sono sposato e siamo in attesa di un figlio. La mia busta paga è di 950 euro al mese e secondo la scrittura privata devo dare un assegno di mantenimento pari a 500 euro mensili. Abbiamo un mutuo da pagare di 640 euro mensili. Non posso chiedere una riduzione? in questo modo non riesco a vivere… (Antonio, via mail)

Se per determinare il mantenimento da dare alle due figlie che vivono a Livorno avete fatto, con la madre, solo una scrittura privata, allora la cosa non ha nessun valore e il mantenimento può anche essere abbassato senza ricorrere necessariamente al Tribunale. La materia è infatti considerata indisponibile e può essere normata solo dall’Autorità giudiziaria, dietro presentazione di un ricorso o congiunto o anche singolo. Naturalmente, ciò non significa che il mantenimento possa essere interrotto e eccessivamente diminuito, perchè le due figlie sono comunque da mantenere, però può essere sicuramente adeguato, con giudizio, salvo il giudizio ex post del Tribunale sulla congruità dello stesso.

La soluzione migliore, per questi motivi, per la situazione in esame è ricorrere subito al Tribunale dei minorenni, rappresentando compiutamente l’intera situazione, compresa la nascita imminente di un nuovo figlio, per fare normare ogni aspetto, in modo che non ci siano più nè discussioni all’interno delle due famiglie nè, soprattutto, rischi di denunzie penali per violazione degli obblighi di assistenza.

Tieni solo presente che il fatto di avere un mutuo da pagare non ha necessariamente molta rilevanza, perchè non è che chi ha dei figli si possa sottrarre agli obblighi di mantenimento nei loro confronti comperandosi un immobile: è vero che ha la rata da pagare, ma alla fine l’immobile rimane a lui. Così come non si può omettere di pagare sostenendo che il denaro per farlo è stato speso altrove, analogamente non si può prendere come motivazione la necessità di pagare un mutuo. Le cose cambiano, naturalmente, se si tratta di prima casa e la rata è paragonabile – come in questo caso – a quella corrente di un canone di affitto, dal momento che abitare è un bisogno primario, tant’è vero che se non vi fosse la rata del mutuo si avrebbe sicuramente da pagare l’ “affitto” e quindi tale esborso acquista sicuramente un minimo di influenza.

Il suggerimento finale è valutare per bene l’intera situazione, di entrambe le famiglie, dopodichè ricorrere al Tribunale dei minorenni e far normare la situazione, è assai più consigliabile che continuare informalmente, con il rischio un domani di vedersi contestata la congruità di quello che si è pagato.

 

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

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