l’assist di Chiellini

Domenica scorsa, Giorgio Chiellini, difensore della Juventus, ha effettuato una rimessa laterale direttamente sulla testa di Vincenzo Iaquinta, che ha poi così segnato una rete a favore della Juventus, durante la partita Roma – Juventus, poi terminata 2 a 2.

Perchè ci occupiamo di questa vicenda in un blog giuridico? Perchè all’andamento del campionato di calcio italiano è collegato un concorso a premi, organizzato dalla Gazzetta dello Sport, molto seguito e denominato Magic Cup – Campionato 2007/2008.

Il regolamento di questo concorso prevede che per ogni assist venga assegnato un punto al fantagiocatore. Il regolamento stesso fornisce la definizione di assist, nel seguente modo:

Per assist si intende il passaggio volontario da parte di un calciatore (non effettuato da calcio d’angolo o da calcio di punizione) che mette un proprio compagno in condizione di segnare. Il bonus dell’assist viene assegnato solo se chi ha ricevuto il passaggio effettivamente segna, senza essere obbligato a scartare nessun avversario, portiere escluso.”

Tuttavia, il bonus di 1 punto, nella Gazzetta dello Sport di oggi, che ha pubblicato i punteggi assegnati a pagina 21, non è stato assegnato a Chiellini, penalizzando tutti i fantagiocatori che l’avevano nella propria squadra di un punto.

Questa esclusione non sembra giustificata. Se è forse vero che la rimessa laterale è un momento particolare del gioco del calcio, è anche vero che il regolamento, che pure prevede espressamente le eccezioni del calcio d’angolo e della punizione, non la annovera insieme a questi, ragione per cui se ne deve concludere che i passaggi effettuati tramite rimessa laterale devono essere considerati a mente di regolamento come veri e propri assist.

Si è rivolta al nostro studio una fantagiocatrice, in nome e per conto della quale abbiamo chiesto alla Gazzetta dello Sport di rettificare l’attribuzione del punteggio, rendendola conforme al regolamento, nell’interesse stesso del gioco, cui potrà giovare il chiarimento definitivo di tale questione. Vi faremo sapere come la posizione si evolverà ma, nel frattempo, ci farebbe piacere leggere le vostre osservazioni in materia.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. A mio avviso la vostra ricostruzione è cavillosa. Il regolamento non considera assist il calcio d’angolo e la punizione, per cui una lettura “sistematica” e non formalistica del medesimo porta a ritenere che tutti i passaggi effettuati a seguito di interruzione del gioco per un fallo (punizione o rimessa) vadano esclusi dal concetto di assist. Insomma, attaccarsi a questa “svista” del regolamento mi pare assolutamente contro la ratio della regola medesima, e non avrebbe alcuna ragione sistematica.

  2. E', il tuo, un punto di vista legittimo e apprezzabile, però se si seguono i criteri di interpretazione tradizionali questa ricostruzione sembra un po' troppo libera. Nel momento in cui il regolamento esclude determinate ipotesi, senza mettere nemmeno diciture o espressioni quali "e simili" e "o così via", significa che tutte le altre ipotesi non menzionate devono ritenersi comprese.

    Volendo ragione su un piano più sostanziale, del resto, nel gioco del calciatore che riesce a servire così bene un compagno come nel caso che stiamo esaminando c'è sicuramente il "merito sportivo" e l'intelligenza di gioco che gli fanno meritare il punto in più. E' vero che questo merito può esserci anche nel caso del calcio d'angolo o della punizione, ma sono situazioni che il "compilatore" del regolamento può aver deciso, per altri motivi, di escludere dal computo, come ad esempio la necessità di evitare discussioni, la eccessiva frequenza dei calci d'angolo e di punizione e quindi la possibilità di una eccessiva influenza sulla determinazione del punteggio – tutte caratteristiche che l'azione di gioco in questione non presenta, dal momento che è statisticamente molto rara (io non ricordo un gol così).

  3. @davide4v

    Che qualcuno pensasse che questa cosa fosse una baggianata concepita solo per farsi notare ero sicuro che più di uno lo avrebbe pensato e proprio per questo motivo ero restio a pubblicare questa cosa, ma poi la trovavo troppo divertente e non ci volevo rinunciare così l’ho postata ugualmente.

    Per il resto mi pare che tu sia un po’ troppo sicuro della tua opinione, anche le altre in senso contrario sono più che legittime, anzi una risposta sicura probabilmente non c’è, dal momento che manca una espressione previsione in tal senso del regolamento, e occorre raggiungerla con il ragionamento.

  4. @carlo

    Sì pare che la logica sia questa, però a questo punto perchè il regolamento non ha detto che erano escluse tutte le azioni in cui si aveva una ripresa del gioco, anzichè stare ad elencare calcio di punizione e calcio d’angolo?

    Poi mi chiedo anche, in 10 anni che fai il fantacalcio quanti casi paragonabili a quello di Chiellini sono capitati? Io non ricordo un gol del genere (che, per inciso, è dovuto ad una grande carenza difensiva) di averlo mai visto e seguo il calcio da sempre, come tutti penso.

  5. E' evidente e incontrovertibile la VOLONTA' di escludere le riprese del gioco dall'assegnazione degli assist. Il motivo è che difficilmente un cross o una punizione VOLONTARIAMENTE mettono in grado di segnare direttamente. Inoltre Iaquinta ha "scartato" il difensore che lo marcava, anche se solo di testa. In pratica questa querelle è una baggianata da avvocato che vuole farsi notare.

  6. non è stato considerato assist semplicemente perchè era cmq un'azione da palla ferma, come la punizione o il corner. fidatevi di uno che fa il fantacalcio da piu di 10 anni! 😉

  7. ferdinando zannini says:

    Come avvocato ritengo che la disquisizione da te posta sia senza dubbio meritevole di approfondimento e coinvolga i colleghi che come me sono appassionati di calcio. Ritengo pertanto che la censura mossa da quel soggetto che Ti ha accusato di volerti fare pubblicità sia totalemnte priva di fondamento.
    Hai dimostrato ancora una voltà ma non ce n’era bisogno che sei versatile preparato e intraprendente, Bravo!
    Venendo al tema ritengo che è necessario interpretare il regolamento. Esso non prevede la rimessa laterale tra le cause di esclusione dell’assist per cui siccome l’elencazione è tassativa ritengo che vengano ricompresi implicitamente tutti le ipotesi diverse da quelle elencate, pertanto sotto tale aspetto penso che la rimessa laterale sia da considerarsi assist, vi è però un altro punto da approfondire e cioè la seconda parte della regola che dice che l’attaccante che riceve l’assit non deve scartare nessun difensore . Orbene che si intende per scartare?
    Se si dovesse intendere superare l’avversario frapposto tra l’attaccante che riceve l’assist ed il portiere con una manovra di abilità da parte dell’attaccante, per cui il merito non sarebbe più di chi ha effettuato l’assist ma di chi ha realizzato la veronica ai danni del difensore,allora nel caso in esame Iaquinta avrebbe scartato o saltato il difensore, anche se con un sol tocco, pertanto non si potrebbe parlare di assit.
    Se per scartare si dovesse intendere, porre in essre una manovra che eluda la sorveglianza del difensore frapposto tra l’attaccante ed il portiere con più di un tocco allora Iaquinta avrebbe ricevuto un assist, perchè la sua conclusione a rete è stata con un sol tocco.
    Quindi la questione non è di facile soluzione ritengo che occorra in questo caso rifarsi al buon senso, e cioè secondo il pensiero mio ma anche di tutti quelli che come me hanno in gioventù giocato a calcio, per assit si è sempre inteso il passaggio finale che mette l’attaccante avnti al portiere dimodo che l’apporto causale nel gol non sia da attribuire tanto all’attaccante che ha segnato quanto al compagno che abbia messo in condizioni quest’ultimo di segnare. Per queste considerazioni ritengo che nel caso in esame non si possa parlare di assist, perchè l’apporto di Iaquinta è stato determinante.
    saluti
    avv zannini

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