tiziano solignani

avvocati dal volto umano

laurea in legge, che fare?

Sono laureato in giurisprudenza dal 2002, e non interessandomi la carriera di avvocato, magistrato o notaio quali altre professioni posso svolgere? Esiste qualche professione emergente? (Paolo, via mail)

Bella domanda… su cui si potrebbero fare tante riflessioni anche di contorno ma non certo meno importanti. Innanzitutto, fai bene a non interessarti alla carriera di avvocato, trattandosi di una professione in crisi profonda ed in caduta libera, fatta eccezione per i grandi ed affermati studi. Per quanto riguarda la magistratura, bisogna esserne portati, mentre circa il notariato beato chi riesce ad entrare, credo che quella professione piacerebbe a tutti.

Per quanto riguarda le possibili alternative, non vedo grandi spazi per i laureati in giurisprudenza come noi. Molti miei compagni di corso sono finiti a lavorare nella pubblica amministrazione, alcuni si trovano bene e altri meno, quelli che si trovano bene sono soprattutto le donne che poi si sono sposate, hanno messo su famiglia e hanno un marito con uno stipendio più importante mentre loro con il lavoro nella pa riescono meglio a gestire i figli… per darti un’idea della situazione. Anche la pubblica amministrazione, tuttavia, oltre ai difetti tradizionali che non sono assolutamente spariti attraversa un periodo di grande transizione e lo scenario muta continuamente, quindi non saprei proprio consigliartela o meno.

I lavori emergenti sono quelli legati all’informatica. Io ho due figli e spero che nessuno dei due continui la mia attività ma che diventino entrambi, magari in società tra loro, consulenti informatici. Naturalmente, per fare gli informatici la laurea in legge non serve a niente o a molto poco, anche perchè la laurea in sè, senza almeno un decennio di pratica concreta, è solo la certificazione di un percorso di studio teorico che non rende assolutamente in grado di inquadrare correttamente i casi della vita e di suggerire soluzioni. Quindi anche nel campo delle licenze software e simili una laurea a mio giudizio serve a poco.

C’è anche, su un piano più generale, da tenere presente che oggigiorno i lavori cambiano in continuazione. Secondo gli statistici, un europeo cambierà nel corso della sua vita lavoro almeno sette volte. Questo, peraltro, è vero non solo per i lavoratori dipendenti ma anche per i professionisti: il mio lavoro, rispetto a quando ho cominciato 10 anni fa, è cambiato tanto che oggi non faccio più le cose che si facevano allora. Tanto per fare un sempio, 10 anni fa non c’erano molte questioni di alimenti o mantenimento anziani, ne capitava una magari all’anno, oggi ne capitano un paio al mese ed è naturale: ci sono sempre più anziani e sempre meno giovani disposti a prendersene cura come si faceva una volta. Un tempo si faceva molta infortunistica stradale, ora questo filone di lavoro con l’avvento dell’indennizzo diretto è venuto completamente meno. In compenso se ne sono aperti dei nuovi come quelli delle amministrazioni di sostegno, che fanno alcuni miei colleghi di studio e che fino a pochi anni fa non esisteva. Quindi la conclusione è che la società è in continua evoluzione, con ritmi impensabili per le generazioni precedenti: mio padre ad esempio ha lavorato tutta la sua vita presso la medesima azienda.

Per questi motivi, il consiglio mio è questo: qualunque cosa tu faccia, sii sempre creativo. Cerca di avere delle idee nuove, di scorgere le nuove opportunità, di valutarle e di praticarle se lo ritieni opportuno. Internet può servire, ma ci sono anche tante occasioni nel mondo tradizionale, l’importante è essere sempre positivi, parlare e pensare chiaro, guardare le cose che ci circondano e farsi venire delle idee. Il titolo di studio, in questo marasma, ha sempre più solo una funzione culturale, cioè serve per la propria cultura personale e per aiutarci a riflettere, qualsiasi sia il campo percorso, ma non altro. In bocca al lupo.

PS prova a procurarti questo libro e a darci un’occhiata, magari.

 

 

 

17 commenti »

  Orzaiolina wrote @

Ma ad esempio se io, avendo una laurea in giurisprudenza volessi entrare nella polizia di stato cosa dovrei fare e quale sarebbe il mio ruolo?

  Tiziano Solignani wrote @

Naturalmente devi fare un concorso, che nella fattispecie comprende anche prove pratiche ed attitudinali. Credo che superato il concorso entreresti come vicecommissario. Ma sicuramente se guardi sul sito della Polizia di stato trovi tutte le informazioni che vuoi.

  Kira wrote @

Sono laureanda in giurisprudenza.Una volta uscita vorrei fare il concorso per entrare in banca.In questo caso è necessaria l’iscrizione all’albo degli avvocati oppure no?

  Tiziano Solignani wrote @

No assolutamente, le banche sono soggetti privati che possono assumere chi preferiscono, anche persone con la quinta elementare. Naturalmente se ambisci a certe posizioni, tipo il legale interno, la acquisizine del “titolo” può esserti utile. In bocca al lupo.

  laureato wrote @

e per quanto riguarda l’estero?
ci sono buone possibilità di emigrare nell’ambito UE oppure extraeuropeo?

  sendy wrote @

ciao..mah guarda leggendo i post precendenti al mio mi è salita angoscia tremenda..e nello stesso tempo anche una sana e buona dose di ottimismo.mi chiedo il motivo per cui soltanto quando ci rendiamo conto che la nostra situazione, così frustrante e deprimente, non è poi così isolata ma comune a tanti coetani allora riusciamo a tirar fuori gli attributi…
Io mi sono laureata ormai da anni..nel 2003..e considerando che ho sempre lavoricchiato per potermi mantenere agli studi laurearsi a 25 anni mi era sembrata una grende vittoria personale e immensa soddisfazione..ma il bello doveva ancora venire..ho fatto due anni e mezzo di pratica legale…l’esame di abilitazione passato subito al primo botto ma poi la immensa frustrazione di non superare l’orale dopo mesi vissuti tra le mura di casa..poi il mio stato di inoccupazione perenne..il mio continuare a fare quello che facevo ancora dieci anni fa..la mia scelta sentita e consapevole di non riprovare mai più la carriera forense..e io mio ritrovarmi adesso a 31 anni senza lavoro..non dico niente di nuovo a nessuno..ne sono consapevole..ma..quanto vorrei avere qualcuno che mi potesse consigliare..mi potesse indicare uan strada…perchè ora come ora vedo solo buio.
S.

  elektra wrote @

Ciao Sendi, io ho vissuto una situazione simile alla tua ,con la sola differenza che “legge” non è mai stata un’idea mia bensì la fissazione-frustazione di mio padre.
Io non conosco il tuo caso ,ma io nel mio caso sono riusciuta a far capire a mio padre che ho le palle piene del magico mondo del diritto e delle stellari “opportunità” di lavoro che questo offre così da “comprarmi” qualcosa di solido di cui vivere – stò parlando di partecipazioni in qualche buona società e cose affini- spero di poter vivere la mia vita un pò tranquillamente , e lo auguro con tutto il cuore anche a te, potendo fare a meno di quell’immensa e grigia palla a piede che è la giurisprudenza.
CIao e auguri

  lullaby wrote @

Ciao a tutti, sono finita qui , mettendo su google , cosa fare dopo legge…mi sono laureata da due anni , ho smesso di fare la pratica , un inutile masochismo che non merito…
Anch’io mi sono ritrovata per varie pressioni parentali in questo magico mondo , avrei voulto fare l’interprete o altro e adesso mi ritrovo ad insegnare informatica in un ente d formazione professionale…che dirvi!
sono molto disperata…a ltrimenti questa insonnia alle 4 del mattino sarebbe ingiustifcata…

  sendy wrote @

grazie a elektra..e auguro anche a lei di trovare la “sua “strada..
Lullaby ti capisco..ti capisco perfettamente..e proprio per questo ti sprono a non mollare..perchè credo che il massimo nella vita sarebbe poter fare quanto da sempre desiderato e sognato..ma anche il sapere uscire da un certo mondo e ammettere a se stessi di aver sbaglato strada credo richieda molta forza e coraggio..dobbiamo ripartire da lì…perchè penso che non ci siano limiti di età per riprendere in mano la propria vita..ancora tanti in bocca la lupo e spero di risentirci ogni tanto su questo forum..

  elektra wrote @

Ciao raga! !
Sapete cosa hanno in comune questi personaggi?
Fabrizio De André, Nino Manfredi,Marziale, Catullo, Ovidio , Giovanni Verga, Jesus Franco (regista spagnolo), Dido (la cantante inglese),Yukio Mishima (scrittore e ultimo samurai giapponese).
Bè, ve lo dico io sono dei “rinnegati” ,apostati del diritto, cioè a dire sono tutte persone che ,spesso per pressioni parentali, hanno dovuto inebriarsi con i fumi di cose come il diritto finanziario o amministrativo per poi fuggirne mooooooolto pero mooooooooooooooolto lontano.
Scusate il mio stile ,pero per una volta ho voglia di esprimermi in maniera congeniale a quello che sento visto che per una volta mi trovo in compagnia di persone nella mia stessa posizione.
Già ,perchè non so come la vedete voi ma io ho sperimentato che quella degli apostati del diritto è una categoria fortemente stigmatizzata ( a meno che non si abbia successo in un altro campo come le persone di cui sopra); la gente pensa la qualsiasi di te: che non sei abbastanza intelligente per poter cogliere e apprezzare il privilegio esistenziale che vivi, “essere avvocato”- per l’opinione comune si è avvocati con la sola laurea senza abilitazione-, che sei un figlio ingrato per non apprezzare gli sforzi dei genitori che agiscono solo per il tuo bene,che sei un mediocre , che sei forse troppo strano/a.
Per me giurisprudenza oltre ad avermi causato un “danno professionale”, mi ha anche causato un danno di tipo sociale, perchè in facoltà avevo totale difficoltà a fare amicizia con i colleghi , perchè mi trovavo nella posizione analoga, per fare un esempio, di uno a cui non importa niente di calcio ma che deve frequentare per forza il bar dello sport!!??
Sentivo solo l’impulso di stare zitta e mettermi in un’angolo;poi durante le lezioni la testa totalmente fra le nuvole , sbadigl,colpi di sonno…una volta mi sono pure letteralmente addormentata durante la lezione di diritto finanziario ( due palle quelle lezioni…); un ‘esperienza quella accademica “ecceziunale veramente”; per fortuna che mi sono laureata a 23 anni – non perchè fossi un genio, ma con la sola forza disperata di uscirne-.
Scusate lo sfogo , è che sono rare le persone che capiscono questo tipo di vissuto…
UN saluto, spero di leggere ancora i vostri commenti!!

  Tiziano Solignani wrote @

Viene in mente il famoso scampolo di intervista a John Grisham:

Book Report: In your years as a lawyer, what was most satisfying about the law?
John Grisham: Getting out of it.

Peccato, poi, leggere di tante testimonianze di persone che sono state costrette dalla famiglia a fare legge, perchè veramente si tratta di una materia e di una professione pesanti e certamente inadatte a chi non vi è assolutamente portato.

  lullaby wrote @

Sapere che siamo in tanti mi consola, nel frattempo finisco la scuola di specializzazione in diritto amministrativo e poi spicco il volo. è arrivato il momento, basta piangersi addosso.

  lucia wrote @

ciao sono una ragazze di 16 anni … voglio laureai in legge , ma leggendo i commenti vostri mi togliete la voglia …. vorrei fare il commissario di polizia di stati , ma sinceramente e difficile legge?

  Antinisca Sammarchi wrote @

Cara Lucia,

la Tua è una domanda impossibile: legge è difficile?

Impossibile se non Ti piace, difficile ma affrontabile se Ti piace.

Quanto al dopo… beh, è un terno al lotto ma cosa non lo è oggi come oggi?

Io sono contenta del percorso fatto, ma ‘io sono io’ e altre persone al mio posto non sarebbero soddisfatte.

Prima di iscriverTi a qualunque facoltà pensaci bene perchè sarà la Tua vita!

In bocca al lupo!

  Tiziano Solignani wrote @

Fai qualcosa che ti permetta di esprimere la tua creatività. Giurisprudenza non è in sè difficile ma se non ti piace può diventare terribilmente noiosa.

  Andrea wrote @

A 24 anni, un po’ tardi ma meglio tardi che mai sto pensando alla laurea in giurisprudenza. L’idea mi appassiona, ho sempre avuto un debole per le “cose che vanno come devono”, eppure con una passione difficilmente si vive. Ho sempre lavorato per periodi brevi e spesso in esperienze decisamente non edificanti come consulente informatico e programmatore, pur vivendo in Sardegna dove difficilmente grandi società possono vantare di essere informatizzate a dovere. Un bell’ambiente, ma che ancora deve crescere: l’ignoranza di chi assume spesso fa diventare il proprio posto di lavoro una sedia con qualche chiodo che spunta e il clientelismo è un male che ha inquinato il mondo dell’informatica ben prima della sua migliore espressione. Ho provato con l’imprenditoria assieme a due soci, ma sfortunatamente sono capitato a cercare un finanziamento paradossalmente costoso con la famosissima SviluppoItalia (NB: garantisco che internet è il mezzo adatto per documentarsi sulla vergogna che menziono) e, salvo questa, le altre soluzioni richiedono una base economica di partenza e impongono tassi di interesse che difficilmente, senza pesantissimi (troppi, davvero troppi) rischi, si possono sostenere in un’attività in fase di avvio. L’idea è trovare qualcosa di solido, ma dai commenti che ho potuto leggere qui, pare che la vita del laureato in giurisprudenza non sia scevra da molti dei mali che affliggono tante altre. Qualche consiglio che sarebbe ben gradito?
O serve a voi qualche consiglio sul mondo dell’informatica? :-P

  Silvio wrote @

Ragazzi, io dico solo questo, qualsiasi cosa fate, credeteci e andrete avanti, non conta il titolo di studio anche se aiuta molto a volte, per trovare lavoro bisogna insistere cercare e mandare curriculum continuamente scovando tutte le società anche meno conosciute, un po di fortuna e il gioco è fatto…..
è un mondo difficile per il lavoro, e pieno di contratti fasulli..ma voi nn vi arrendete…..


Il tuo commento

HTML-Tags:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <pre> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>