separazione e mutuo

Ho un quesito da sottoporle. Sto per separarmi da mia moglie, il problema di ordine materiale che devo affrontare è quello del mutuo contratto per l’acquisto di una villa. E’ cointestato (anche se praticamente lo pago quasi interamente io) e separandomi di fatto non potrei pagare il 50% della rata ed il mantenimento. Posso pretendere che la casa sia venduta ed il ricavato diviso al 50%? Preciso che abbiamo una figlia di 10 anni e che mia moglie, libera professionista, titolare di partita I.V.A., dichiara un reddito minimo (tanto da risultare ancora a mio carico) poichè omette la fatturazione di alcuni importi percepiti. Grazie. (Sandro, via e-mail)

Purtroppo gli elementi offerti sono scarsi per poter inquadrare nel modo migliore la situazione, in quanto avrei bisogno di ulteriori elementi quali lìimporto della rata del mutuo, il reddito suo e di sua moglie. Venendo al primo punto, cioè quello relativo alla casa, mi pare di capire che la villa sia casa coniugale. Dato che il mutuo è cointestato e pertanto suppongo che la casa sia di proprietà al 50%, lei dovrà continuare a pagarlo, a meno che non trovi un accordo con sua moglie per vendere la casa e dividervi il ricavato. Un’altra soluzione potrebbe essere, visto che sua moglie è libera professionista, quella di proporle l’acquisto della sua parte di propiretà della casa coniugale e di accollarsi il mutuo. Se sua moglie non dovesse avere tutti i soldi disponibili, potreste stipulare un contratto preliminare di compravendita in cui sua moglie le potrebbe versare una somma parziale di denaro(una parte dell’intera cifra a lei spettante in base alla sua porzione di proprietà) e dichiarare di accollarsi il mutuo, e poi successivamente, in una data stabilita sullo stesso preliminare, stipulare il contratto definitivo di compravendita.

Per quanto riguarda sua figlia, dovrà sicuramente corrispondere un assegno di mantenimento; invece, per la moglie, che è libera professionista e quindi autonoma, pur dichiarando un reddito più basso rispetto a quello effettivo, non dovrebbe dover corrispondere alcun assegno.

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