Telecom, MUX e adsl

Salve, sulla mia utenza telefonica è presente un dispositivo MUX (moltiplatore di linea). Questo dispositivo era utilizzato negli anni ’70 dalla SIP in zone a bassa densità abitativa, per risparmiare sui cavi: in pratica prendevano una linea telefonica e la dividevano per quattro. Questo comportava ovviamente una divisione della banda disponibile ai singoli utenti. All’epoca il problema non si notava troppo, al limite un leggero deterioramento della qualità audio e la linea che cadeva ogni tanto. Oggi, con l’utilizzo delle linee telefoniche per trasmettere dati, le conseguenze sono drammatiche: non è possibile attivare l’adsl su quelle linee, e in caso di navigazione con modem dialup la velocità è divisa per quattro. Ebbene, la Telecom si rifiuta di sostituire le utenze dietro MUX con delle linee convenzionali (ne ha decine di migliaia in tutta italia, la spesa sarebbe esorbitante). Esiste un modo per costringere la Telecom a dotarmi di una linea telefonica normale, per poter finalmente avere l’adsl e uscire dall’età della pietra, contando che la mia bolletta è uguale a quella del vicino? (Giovanni, mail)

 

Il suo è un problema comune a molti altri utenti Telecom, tant’è che lo scorso anno la stessa Telecom ha cercato di porvi rimedio, cominciando, anche se con qualche difficoltà, ad installare in numerose città (tra cui, purtroppo, non Venezia, la sua città), degli zainetti (nome in gergo per indicare i minicab con interfaccia ethernet), in 130 unità (per la fase iniziale, ma destinati ad aumentare), grazie ai quali si è potuto attivare l’adsl anche in quelle località…più sfortunate, diciamo.

 

Io credo che, in qualità di utente Telecom, lei abbia pienamente diritto ad usufruire di un servizio efficiente e, soprattutto, adeguato e rispondente alle sue esigenze. Il MUX, come ha detto lei, poteva andare benissimo vent’anni fa, quando, in generale, gli standard qualitativi del servizio telefonico non erano così elevati, e nemmeno si avevano grosse pretese. Ma i tempi cambiano, e l’utilizzo di Internet non è più solo un passatempo; c’è tanta gente che con Internet ci lavora e, oltre a questo, anche le aziende di fornitura gas e acqua, per fare un esempio, stanno convertendo i sistemi di riscossione delle bollette da tradizionali ad online, quindi la mancata fruizione della connessione ad internet di fatto impedisce di usufruire delle tecnologie che dovrebbero far risparmiare tempo e denaro.

 

Alla luce di tutto questo, direi che sia assolutamente legittimo da parte sua far sentire la sua voce, dapprima con una lettera raccomandata (eventualmente scritta da un legale, per esperienza posso dirle che di solito vengono prese maggiormente in considerazione), poi, in caso di mancato riscontro, presentando un formale ricorso al Corecom della sua regione, dove verrà esperito un preventivo tentativo di conciliazione. Sicuramente non sarà facile ottenere risultati in tempi brevi, ma strade alternative non mi sembra di intravederne.

 

 

 

 

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