quando i genitori divorziano

Sono una ragazza di 28 anni… Sono figlia di separati… Ed ora mio padre vuole il divorzio da mia madre, io non sono favorevole, per me vuol dire cancellare le mie origini… Volevo sapere che diritti ho? Noi figli subiamo sempre le scelte dei genitori… Io sono un po’ stufa di non avere mai voce su cose che alla fine mi coinvolgono…grazie mille (Giulia, via mail)

Cara Giulia, mi ha fatto molto piacere ricevere il tuo quesito, era ora che su questo blog, dopo tanti adulti che discutono di termini di separazione, affido dei figli, della casa, del problema del mutuo, dei mantenimenti vari, ci fosse anche spazio per il punto di vista dei figli, che sono poi i veri protagonisti, e spesso anche le vittime, delle crisi delle famiglie e delle nuove famiglie che nascono a lato di quelle oramai disgregate.

Purtroppo, giuridicamente, non puoi fare nulla e la tua stessa presenza, che è quella di una figlia che oramai ha 28 anni ed è quindi pienamente adulta, non avrà molta rilevanza nello stesso procedimento di divorzio. Le decisioni in tema di separazione, divorzio e simili sono decisioni personalissime che prendono i genitori. E’ vero che questi hanno sempre l’obbligo di istruire, educare e mantenere i figli, tre parole che in realtà nascondono un universo di doveri, di attenzioni, di affetti che è impossibile riprodurre o anche solo tentare di descrivere, e che solo una famiglia unita può assolvere davvero bene a questi compiti, ma è anche pur vero che a volte si determinano delle incompatibilità, caratteriali o di diverso tipo, che rendono la prosecuzione dell’unione tra i coniugi più dannosa che altro per i figli. La separazione e il divorzio sono stati introdotti nel nostro Paese proprio in considerazione di tali situazioni, che poi invece nella pratica se ne stia abusando è un altro paio di maniche.

Detto questo, tieni anche presente che l’unica cosa che non si può mai cambiare o cancellare, nonostante le pretese di molti in questo senso, è il passato e quindi anche le tue “origini”. D’altro canto, voler bene ad un genitore è auspicare il meglio per lui, la sua felicità, anche a costo della nostra. Hai tutto il diritto di sperare in un loro eventuale ripensamento, ma la tua vera felicità oggi dovrà rispecchiarsi nella loro ritrovata serenità.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. …purtroppo i miei non sono sereni…e non sono felici…in 17 anni non sono cambiati…cmq grazie di avermi risposto

  2. Proprio perchè non sono sereni che cercheranno serenità lontani l'uno dall'altro.. Non dobbiamo pretendere che le persone cambino.. L'adattamento reciproco è importante ma guai ad accontentarsi e mentire a se stessi, rinunciando a vivere..
    quando Lancillotto va a salutare Ginevra le dice "dite al Re che parto e lo ringrazio di tutto" e lei "e alla Regina cosa devo dire?" e il cavaliere guardandola intensamente "ditele che un giorno ci fu un uomo che l'amava troppo per cambiarla"..

  3. @giulia

    puoi valutare anche un percorso di mediazione famigliare che coinvolga tutto il nucleo, non tanto con una speranza di riconciliazione che, se sono separati oramai da 17 anni è piuttosto remota, quando per gestire meglio l'intera situazione da parte di tutti

Trackbacks

  1. […] Cara Erika, i Tuoi genitori non possono obbligarTi a lasciare gli studi, ma hai i Tuoi diritti. […]

Di la tua!