il patto di quota lite e le spese

Il patto di quota lite, nel caso di esito positivo del giudizio, costituisce l’onorario complessivo (spese legali/bolli/etc.etc) da corrispondere al legale oppure, come nel caso di esito sfavorevole del giudizio (almeno credo), le spese devono essere conteggiate a parte? (Sergio, via mail)

Non ho capito bene la domanda, comunque il pql, nella nostra versione “alla Solignani”, che corrisponde in questo a quella più diffusa negli USA, funziona così: la parte assistita paga, durante il corso del giudizio, tutte le spese documentate che si rendono man mano necessarie e quindi il contributo unificato, le marche, il costo delle perizie e così via, mentre non paga alcun compenso al proprio legale, se non, in alcuni casi, un versamento unico iniziale. Per le spese non documentate – come ad esempio telefono, fax, benzina, carta, etc. – l’assistito non dovrà pagare niente. Al termine del giudizio, se questo è vittorioso, il compenso del proprio legale sarà calcolato in ragione percentuale su quanto ricavato, sia per capitale che per spese legali.

Facciamo un esempio. Poniamo che Tizio ci incarichi di recuperare 10.000 euro, come recupero credito. Facendo con lui un pql, Tizio pagherà subito il contributo unificato previsto per questo scaglione, la marca notifica, le spese notifica e così via. Se il procedimento si concluderà con l’effettivo recupero del credito, il debitore avrà pagato 10.000€ più interessi più magari rivalutazione monetaria più spese legali. Tutto questo viene assommato, magari si arriva a 15.000€ poniamo, e su questi 15.000 si calcola il compenso del legale, nella percentuale concordata inizialmente: se, ad esempio, del 10%, il compenso del legale sarà di 1.500€.

Il pql ha una duplice funzione: quella di consentire all’assistito di sapere che non andrà a spendere nulla di più delle spese documentate, in caso di sconfitta, e quella di “interessare” maggiormente il legale all’esito positivo del giudizio, in modo che si formi, sulla singola questione, quasi una “società” tra l’assistito e il suo legale, cosa che ha anche una non trascurabile importanza psicologica per la parte assistita.

Attenzione ad un aspetto importante, tuttavia: il pql riguarda solo ed esclusivamente il compenso da corrispondere al proprio legale. Se il giudizio è negativo e termina cioè con una sconfitta, la parte potrà essere dal giudice condannata a rimborsare, in tutto o in parte, le spese sostenute dall’avversario e in tale caso queste spese dovranno essere pagate, appunto nella misura determinata dal giudice. Questa è una incognita residua nel fare contenziosi che non è possibile eliminare, da parte dell’avvocato scelto dalla parte, perchè dipende dall’esito del giudizio e dalla decisione del giudice. L’unico modo per non essere esposti al rischio di condanne di questo genere è quello di disporre di una valida forma di tutela giudiziaria, che non smetteremo mai di consigliare, assai caldamente, a tutti quelli che ne sono ancora sforniti: procuratevene una subito!

About Tiziano Solignani

L’uomo che sussurrava ai cavilli… Cassazionista, iscritto all’ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l’altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un’ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

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