la gravidanza a sorpresa

Sto vivendo una vicenda che mi ha sconvolto la vita,ho avuto una relazione durata poco più di un mese con una ragazza conosciuta per caso vicino al mio paese di residenza,dopo innumerevoli menzogne e per via dell’incompatibilità di carattere decisi di chiudere ogni rapporto.Dopo una settimana la stessa mi telefonò affermando che nel periodo in cui eravamo insieme dimenticava spesso di usare la pillola anticoncezionale (fatto a me celato) e di essere incinta di tre settimane.Viste le varie affermazioni contraddittorie sull’accaduto capii che non prendeva alcun anticoncezionale. Tutta la conversazione è registrata su nastro. Venni in seguito a sapere che la stessa era destinata ad entrare in una comunità “casa famiglia”ancor prima che io la lasciassi in quanto versava in disastrose condizioni economiche e capii che la sua intenzione era quella di incastrarmi. Poi iniziò la fase di diffamazione nei miei confronti con altre menzogne. Se il test del dna sarà positivo la legge sembra confermarmi che in parte sia riuscita nel suo intento perchè anche se non avrà mai me sarò obbligato nel caso che lei proceda nei miei confronti a versare gli alimenti. Ha usato una vita innocente nel tentativo di farsi aiutare con l’inganno. E’ possibile che io non possa essere tutelato in alcuna maniera? La mia vita è rovinata a causa di un meschino inganno. Io avrei voluto un solo figlio e dalla persona da me scelta come ideale per averne! Complimenti per il vostro blog molto utile, ringrazio anticipatamente nel caso possiate darmi una risposta e uno spiraglio di luce. (Ivan, via mail)

Capisco perfettamente il tuo stato d’animo, ora, ma purtroppo non c’è niente di giuridico che si possa fare. Se verrà confermata la tua paternità, il nascituro sarà tuo figlio a tutti gli effetti – potrai riconoscerlo o non riconoscerlo, ma se non lo riconoscerai potrà essere richiesto l’accertamento giudiziale della paternità e quindi il risultato sarà lo stesso. Ciò significa che, pur non vivendo con la madre, avrai l’obbligo di mantenerlo, istruirlo ed educarlo. Il diritto di decidere, esercitabile solo entro i primi tre mesi, l’interruzione della gravidanza è un diritto personalissimo della donna, che, autonomamente, può decidere tanto di interrompere quanto di non interrompere la gravidanza, senza che il padre possa dire nulla nè in caso nè nell’altro.

Questo a te, ora, sembra una profonda ingiustizia, perchè ti senti letteralmente “incastrato”, ma devi metterti anche dalla parte del nascituro, che non ha nessuna colpa, nè delle intenzioni poco serie della madre nè della mancanza di diligenza nell’adottare, anche da parte tua, sistemi anticoncezionali, specialmente in un contesto come quello attuale dove l’uso del profilattico è quasi “imposto” dall’esistenza di gravi malattie trasmissibili sessualmente: verrà comunque al mondo e dovrà in qualche modo essere tutelato, avere dei genitori e delle figure di riferimento, indipendentemente dai veri motivi che stanno alla base del suo concepimento.

Quanto alla madre, poi, si accorgerà presto di avere fatto un pessimo affare, dal momento che l’onere di un bambino, se lo si vuole considerare come un business, è almeno 10 volte superiore a quel che si può ricavare da un mantenimento anche molto cospicuo. Quanto a te, invece, scoprirai probabilmente che la nascita di un bambino è quasi sempre una cosa positiva e che non sempre avviene proprio nel modo esatto in cui lo si immaginava. Tieni presente che almeno la metà delle coppie, statisticamente, finisce in crisi anche dopo aver generato dei figli, quindi la tua situazione non sarà per niente diversa da quella di un padre separato, come ce ne sono tanti, rimarrà il rammarico per le origini e lo sviluppo della vicenda, ma il risultato non sarà diverso e, soprattutto, tuo figlio non ne avrà alcuna colpa.

Se io fossi al tuo posto, e questo è un consiglio diciamo più da amico che da avvocato, scriverei una lettera alla (futura) madre, dove, con toni assolutamente pacati e responsabili, le dici come la pensi sulla situazione e indichi che cosa sarebbe opportuno, a tuo giudizio, fare, cercando di aprire e mantenere aperto un canale di dialogo, tentando di mettere da parte le offese, il rancore e così via almeno finchè non sarà stata presa una decisione. Se si trova all’interno di una casa protetta, ci saranno anche degli operatori con cui potrai eventualmente parlare, confidarti e avere qualche buon consiglio. In bocca al lupo per tutto.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. http://www.eltriangular.info/it/attualita/cultura

    Dichiarazione della Donna Leale del XXI Secolo

    "Poiché desidero vedere instaurata la giustizia e la parità nel mondo – e quindi anche quelle tra i sessi – e poiché noto invece che tra le tante diseguaglianze, discriminazioni e soggezioni di cui la nostra società è creatrice ve ne sono alcune che colpiscono il genere maschile, intendo denunciare queste al pari delle altre affinché ad esse sia posto termine;

    poiché è essenziale che chi rivendica un diritto riconosca agli altri lo stesso diritto, riconoscimento senza il quale la sua rivendicazione è priva di fondamento e si trasforma in mistificazione ed inganno ai danni altrui e cioè in lesione degli altrui diritti;

    riconoscendo che ogni mio diritto, in quanto tale, esclude il potere degli altri su una parte della mia e che egualmente ogni diritto altrui impedisce a me di esercitare poteri sulla sua vita;

    considerato che nessuno può proclamarsi difensore della parità tra i sessi né paladino della giustizia e dell’eguaglianza nel mondo se non riconosce senza condizioni agli altri quei diritti che rivendica per sé;

    dichiaro

    che al diritto legittimo e intangibile – che è mio e di tutte le donne – di decidere della propria vita riproduttiva deve corrispondere un pari diritto per gli uomini,

    che questo fondamentale diritto maschile oggi è inesistente ed è esclusa persino l’idea stessa che possa e che debba esistere,

    che invece deve essere riconosciuta senza condizioni agli uomini la facoltà di scegliere autonomamente la paternità allo stesso modo con cui le donne scelgono la maternità,

    e che nessuna obiezione può essere mossa al diritto dei maschi di determinare la propria vita al pari delle femmine.

    Tanto dichiaro perché l’amore per la giustizia si manifesta solamente quando riconosciamo agli altri i nostri stessi diritti e siamo disposti a pagarne il prezzo.

    Io sono disposta a pagare per la giustizia lo stesso prezzo che esigo venga pagato dagli uomini e perciò io solo ho il diritto di rivendicare diritti. Ho questo diritto perché sono coerente e leale".

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  1. […] siamo già occupati di un caso simile in un precedente post, al quale ti rimando per quanto non qui espressamente […]

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