il trasferimento all’estero del coniuge separato affidatario del figlio

Sono residente in italia nata a buenos aires argentina. Mi sono separata 6 anni fa da un uomo italiano. Appena separata con l’affidamento esclusivo di nostro figlio a mio carico (adesso ha 9 anni) non ho voluto lasciare italia per non rompere il vincolo padre-figlio. Dopo questi ani dove mio ex marito ha fatto si che la mia vita divente sempre piu dificile (ho affrontato 4 cause per modifiche degli accordi di sep , chiesti da lui) ho decisso di lasciare la italia e trasferirme a buenos aires dove mi aspetano miei familiai che hano una buona situazione economica, ma ho il gran temore di essere bloccata da mio marito per quanto riguarda portare mio figlio con me. Anche se certamente proporrei un ampio regime di visite. Come mi devo muovere per fare le cose in maniera del tutto legale? (Antonia, via mail)

Non è facile sicuramente gestire una situazione di questo genere, anche se ti capisco perfettamente perchè essendo stato a Buenos Aires una sola volta alcuni anni fa ogni tanto, ancora oggi, me ne viene la nostalgia è veramente una città meravigliosa. Ad ogni modo, al di là di queste note personali, tu sei affidataria esclusiva del minore e, come tale, hai in linea di principio il diritto di porre la residenza nel luogo, all’interno dell’Italia, che ritieni più consono agli interessi del minore, avendo solo cura di comunicare al padre la nuova residenza con lettera raccomandata. Quando invece si vuole andare all’estero è necessario il consenso dell’altro coniuge. In realtà, nel caso in cui vi sia non solo il cambiamento di uno Stato ma addirittura il cambiamento di un emisfero, le cose si complicano perchè rischiano di essere pregiudicati non tanto i diritti di visita del padre, quanto il diritto del bambino a godere anche della relativa figura. Posso dirti, al riguardo, che quello che si fa in questi casi, cioè di genitori che vivono in Stati diversi, è di “ammonticchiare” tutti i diritti di visita in un unico periodo, in modo che ad esempio il bambino possa stare un mese, ad esempio durante l’estate italiana, con il padre, anche se ora ad esempio non saprei dire quando sono le vacanze scolastiche in Argentina, considerato che durante l’estate italiana a Buenos Aires è inverno e viceversa, per cui nel caso in cui gli scolari argentini facessero le vacanze estive durante l’inverno italiano questo sarebbe un problema logistico in più, anche se in questo caso si potrebbe tentare di farle combaciare con quelle natalizie italiane.

Al di là di questi aspetti, appunto logistici, il fulcro del discorso è quello di valutare l’interesse del minore. Se oggettivamente il suo interesse ad essere mantenuto, istruito ed educato nel miglior modo possibile può essere, per qualsiasi circostanza, tra cui la disponibilità dei nonni, il minor costo della vita, la prospettiva di una occupazione migliore del coniuge affidatario e così via, meglio tutelato e soddisfatto trasferendo la residenza famigliare in Argentina, allora la decisione è legittima, in caso contrario no.

Siccome il consenso di tuo marito è comunque necessario per l’ottenimento del passaporto per tuo figlio, la cosa migliore è interpellarlo direttamente, per iscritto, cercando di motivare ampiamente la tua scelta e offrendo una soluzione concreta riguardo ai suoi diritti di visita. Di fronte al suo probabile diniego, dovrai fare ricorso al Giudice Tutelare, al quale dovrai illustrare per bene la convenienza di tuo figlio al trasferimento in Argentina. Se il GT se ne convincerà, farà un provvedimento che ti autorizzerà al trasferimento della residenza, altrimenti il minore dovrà rimanere dove si trova attualmente. In bocca al lupo.

About Tiziano Solignani

L’uomo che sussurrava ai cavilli… Cassazionista, iscritto all’ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l’altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un’ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

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