mantenimento di un figlio naturale

Buongiorno sono un’educatrice di comunità e le rivolgo questa domanda a nome di una mamma inserita nella struttura nella quale lavoro. La sig.ra in questione non è sposata e ha avuto un figlio con il suo convivente, il quale ha riconosciuto il bimbo e dato il cognome. Dopo varie vicissitudini la sig.ra ha accettato di entrare in comunità con il bambino e successivamente ha maturato la decisione di non continuare la relazione con il compagno. E’ previsto dalla legge che il padre “passi” il mantenimento al figlio anche se i genitori non sono sposati e la sig.ra è inserita in comunità? Grazie per l’attenzione (Caterina, via posta elettronica)

La risposta è sì.

La sig.ra dovrà fare un ricorso presso il Tribunale dei Minorenni competente chiedendo la regolazione dei diritti economici e di visita padre-figlio.

Il ricorso potrà essere fatto solo dalla sig.ra oppure congiuntamente con il padre del figlio.

Il ricorso avanti al Tribunale dei minorenni è una cosa che consiglio a tutte le persone che hanno figli nati al di fuori del matrimonio in quanto stabilisce chiaramente a quanto ammonta il mantenimento per il figlio e quando si può esercitare il diritto di visita. Inoltre, la sentenza vale come titolo esecutivo nel caso in cui l’obbligato non versi il mantenimento.

Se vuoi un preventivo per la Tua pratica, Te lo possiamo fare gratuitamente. Tieni presente che grazie al nostro network possiamo operare in ogni parte d’Italia e quindi anche presso l’autorità giudiziaria competente nel Tuo caso.

 

About Antinisca Sammarchi

Avvocato tra Casalecchio di Reno (dove vivo) e Vignola. Convivo e abbiamo la fortuna di avere la compagnia di due splendide gatte europee, Triplette e Mimì.

Comments

  1. salvy73 says:

    Buongiorno

    Volevo chiederle un consiglio a riguardo,mi sono appena lasciato con la mia ex compagna,abbiamo un bambino di 4 anni.Inizialmente avevamo pattuito un assegno di mantenimento di €400 e il bambino doveva stare con me i pomeriggi di lunedi,mercoledi,venerdi,sabato e domenica per riportarlo poi alla madre alle 20.Ad oggi la situazione mi stà un pò stretta economicamente perchè io guadagno circa €1400 al mese comprensivi di straordinari altrimenti la mia paga base sarebbe di €1250,poi ogni volta che ho mio figlio o per la merenda o per abbigliamento o altro spendo dei soldi,sono già due mesi che vado al di sotto con il cc perchè poi ci sono altre spese aggiuntive.Inoltre io ho un lavoro full time quindi su 7 gg avrei per me solo due mezze giornate libere,mentre la mia compagna ha un lavoro part time di 19 ore,evvero che lei deve sbrigarsi le faccende di casa e dei bambini (ha un'altro figlio avuto dall'ex marito di 11 anni) ma ha poi molto più tempo libero da dedicare a lei.Per i soldi è disposta a scendere a € 350 ma per il la tenuta del bambino non ne vuole sapere.Secondo lei cosa devo fare agire direttamente tramite il giudice dei minori o c'è qualche altra strada più semplice?Ringrazio anticipatamente.

    • La materia è indisponibile quindi non esistono purtroppo strade più semplici, dovete per forza andare tramite il tribunale dei minorenni. Però può essere che, magari con l'aiuto di qualche seduta di mediazione familiare, possiate raggiungere un accordo per presentare un ricorso congiunto. In bocca al lupo.

      –?cordialmente,

      tiziano solignani, da ? Mac http://blog.solignani.it

  2. mammamadi says:

    Salve, sono una ragazza madre da ben 6 anni, vivo con  i miei genitori ma ora che vorrei andare via di casa vorrei chiedere il mantenimento di mia figlia al padre. Costui al momento della nascita voleva riconoscere la bambina ma io non ho voluto perchè negli ultimi due mesi di gravidanza ci eravamo lasciati e non aveva voluto sapere più nulla della bambina ed aveva atteggiamenti di astio nei miei confronti e io avevo paura che non avrebbe voluto fare gli interessi della bambina, riconoscendola, bensì solo dei dispetti a me. Nonostante ciò non gli ho mai impedito di vederla ma lui ha voluto farlo solo una volta quando ancora eravamo in ospedale. Io ho comunque provato per 5 mesi a contattarlo e a convincerlo a fare il padre ma  lui non ha mai voluto. Ora volevo domandare se era possibile chiedere il mantenimento impedendogli il riconoscimento. Oppure se, nonostante il riconoscimento, si possa negargli i "diritti"(gli stessi che finora non ha mai chiesto nè preteso di esercitare). La mia paura è che mia figlia si ci possa affezionare e lui possa poi sparire nuovamente creando un grave trauma.(cosa probabile dato il comportamento precedente)

    • Secondo me prima di addentrarti negli aspetti giuridici devi fare chiarezza su quel che vuoi fare e quel che è meglio per tua figlia. Personalmente, in linea generale, e con le necessarie variazioni da caso a caso, io sono sempre a favore del riconoscimento, anche quando il padre è scalcinato, e a sfavore di decisioni come la tua, di quelle mamme che vorrebbero tenere il padre fuori dalla vita della figlia negando il riconoscimento cosa che è poco pratica anche perchè comunque il padre potrebbe chiederlo sempre e lo stesso figlio, una volta divenuto maggiorenne. Poi penso che ogni figlio abbia diritto di identificare un padre e di portarne, se crede, il cognome. Se poi il padre presenta dei problemi, si può lavorare su quelli.

      Naturalmente queste sono solo considerazioni mie generali, che prescindono appunto dal tuo caso concreto: tu conosci il padre di tuo figlio molto meglio di me e sei sicuramente in grado di giudicare meglio. Ti invito solo a riflettere bene. In bocca al lupo ts

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