Sinistro con mezzo di trasporto sostitutivo

Ho chiesto ed ottenuto dal concessionario una moto sostitutiva, lasciando la mia per il tagliando. La sfortuna ha voluto che facessi un incidente ( peraltro con piena ragione a mio favore).Il concessionario, grazie all’assicurazione CASCO, ha già ottenuto il pieno risarcimento del mezzo.Ora a distanza di 3 mesi, chiede:-risarcimento danni commerciali, adducendo il fatto che non potevo andare all’estero, dove effettivamente è accaduto l’incidente; – mi accusa di aver fatto uso improprio della moto “dimostrativa o di prova”. Obbietto che non c’era riportato da nessuna parte che non potevo andare all’estero. Obbietto anche di aver chiesto e ottenuto una moto sostitutiva (confermato anche dalla ricevuta da me firmata). Non ho chiesto io una moto che lui asserisce essere stata di prova o dimostrativa. Posso rispondere che questi fatti non possono essere imputati a me? Grazie per la cortese risposta.

Se il sinistro non è dovuto a colpa – nemmeno concorrente o presunta, come nel Suo caso – dell’utilizzatore del mezzo sostitutivo, il proprietario di quest’ultimo (concessionario) non ha titolo alcuno per pretendere il ristoro dei danni. Le norme di riferimento sono gli artt. 1218 e 2043 c.c., i quali esigono il fondamentale requisito della colpa. Come ha detto Lei, attraverso la Casco, il concessionario ha ottenuto il ristoro dei danni subiti dalla moto.

Occorre ricordare che Lei è stato “costretto” a chiedere una moto sostitutiva in luogo della Sua. Infatti, la garanzia dei veicoli nuovi richiede che il proprietario effettui i c.d. tagliandi. Ne consegue che il proprietario ha la necessità di avere un mezzo sostitutivo da utilizzare in luogo di quello lasciato presso l’officina nella quale viene eseguito il tagliando di controllo.Ma se non chiede espressamente un veicolo dimostrativo, non gli si può imputare di avere, a seguito di sinistro, provocato danni al concessionario perchè (come posso intuire da quanto mi scrive) non ha potuto pubblicizzare il veicolo nel periodo in cui quest’ultimo è stato incidentato.
Inoltre, poichè nel caso specifico la colpa è totalmente dell’altro autista coinvolto nell’incidente ne consegue che, al limite, il risarcimento, laddove ammissibile, debba essere richiesto al responsabile del sinistro.

Riassumendo, a Suo favore ci sono questi elementi: 1) non ha chiesto Lei la moto dimostrativa; 2) la ricevuta lo dimostra; 3) Non è stato adeguatamente informato sull’utilizzo della macchina dimostrativa (non andare all’estero, per esempio).

In particolare l’art 1218 c.c. stabilisce che:”Il debitore che non esegue esattamente la prestazione dovuta è tenuto al risarcimento del danno, se non prova che l’inadempimento o il ritardo è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile”. Nel Suo caso il danno è stato provocato: a) da un altro conducente; b) dal comportamento omissivo e superficiale del concessionario che ha trascurato di informarla che stava ricevendo una moto sostitutiva e che il suo utilizzo era regolato da regole speciali e non conoscibili senza un’adeguata istruzione.

Tenga ben stretta la ricevuta di cui mi ha scritto, varrà come prova in un eventuale giudizio.

Comments

  1. aurelio tiozzo says:

    riprovo ad inviare quesito.
    la assicurazione contraria (slovena) tramite delegata LLoyd italiana, mi fa sapere che il mio caso/risarcimento sarà trattato su bai e parametri croati, in quanto l' incidente occorsomi è accaduto in Croazia , anche se provocato da cittadina slovena, pur riconoscend la mia piena ragione.
    Grazie a Voi, già a Novembre 2007 ho potuto fronteggiare positivamente le richieste di risarcimenti vari e vaghi avanzati dal motoconcessionario che gestiva la moto con cui sono stato investito (almeno dopo le mie rimostranze non si è piu' sentito… Speriamo.
    Alla data odierna chiedo : E' giusto che il mio risarcimento venga trattato su basi / parametri croati e non italiane come credo sia giusto? In fin dei conti io vivo e sono cittadino italiano ed europeo a tutti gli effetti…
    Posso a ragione chiedere il risarcimento spettante e non quello che immagino di molto inferiore se poggiante su basi croate??
    Grazie per la Vostra cortese risposta, con la quale avrò anche il piacere di contraccambiare con ulteriore donazione.
    Aurelio Tiozzo
    clauraum@alice.it
    aurelio.tiozzo@chioggia.org

  2. La legge applicabile nel Suo caso è effettivamente quella del luogo dell'accadimento, quindi, quella croata. Tuttavia Le ricordo che, in base alla direttiva CE 26/2000, le imprese aventi sede legale in uno dei paesi aderenti al sistema della Carta Verde (anche la Slovenia) che esercitino l'attività di assicurazione r.c. auto sono "obbligate" a nominare un mandatario deputato alla liquidazione dei danni derivanti dai sinistri in ogni stato delle Spazio Economico Europeo diverso da quello in cui hanno la sede legale. Questo significa che Lei può rivolgersi per il risarcimento al mandatario italiano dell'assicurazione della cittadina slovena (artt. 152 e 153 cod. delle assicurazioni). Resta inteso che il risarcimento (a livello puramente materiale) deve quantomeno riparare il danno subito. In caso di insoddisfazione Le consiglio di rivolgersi a un legale per la tutela dei Suoi diritti, semplicemente perchè il mondo delle assicurazioni è noto a tutti e avere le spalle coperte non è certo sbagliato. Laddove il risarcimento fosse da Lei ritenuto insoddisfacente potrà agire nei confronti dell'assicurazione di controparte domiciliata in Italia davanti al giudice italiano.

  3. aurelio tiozzo says:

    Chiedo cortesemente un chiarimento, se mi è concesso liberamente..

    Ho subito un incidente stradale in Croazia, causato da automobile assicurata e condotta da cittadina Slovena, a Luglio 2007.
    A quanto pare, la quantificazione del risarcimento avverrà sulla base di parametri Croati, in quanto proprio su questo stato si è verificato l' evento per me dannoso.

    Premesso che mi è stata riconosciuta la piena ragione, e che allo scopo conosco già il mandatario italiano incaricato alla liquidazione, penso che se il danno verrà trattato sulla base di criteri vigenti in Croazia, dove la moneta di stato è la Kuna, notoriamente di scarso valore rispetto all' Euro , e dove altrettanto dicasi per il costo della vita inferiore rispetto alla realtà italiana…, mi aspetto un risarcimento di molto inferiore a quello che sarebbe stato se fosse accaduto in italia.

    Ho ragione di temere questa determinazione?
    E' possibile calcolare il risarcimento o quantomeno prevedere almeno in percentuale, la differenza tra determinazione del risarcimento con parametri italiani e parametri croati ?

    Grazie per la Vostra cortese risposta.

    Aurelio Tiozzo

  4. aurelio tiozzo says:

    carissimi
    se mi è possibile e analogamente a prima, ritorno a Voi con un altro quesito in merito alla mia vicenda ( incidente con moto sostitutiva in Croazia… , pur con ragione piena riconosciuta, avrò risarcimento su norme e parametri croati…) etc.
    Sono alquanto "perplesso" (per non dire deluso) dallo studio che mi "assiste…"

    Sto pensando di revocargli il mandato, che ahimè, ho firmato in buona fede e senza prendere visione di modalità e tariffario alcuno.

    Preciso che a tutt' oggi lo studio ha fatto più che altro qualche lettera, ha raccolto copie di documenti o di fatture che gli portavo,ha garantito per me delle spese derivanti da cure riabilitative con laboratori ad esso convenzionati ( che comunque allo scopo non esiterei a saldare direttamente).

    Per aspetti inerenti l' assistenza dello studio (che trovo superficiale e deludente), credo sia meglio chiudere il rapporto piuttosto che continuare e rimanere con il dubbio che si poteva fare meglio e di piu'… a tutto mio
    discapito e del risarcimento finale spettante.

    Allo stato attuale , da Luglio 2007 ad oggi, dopo 4 mesi di silenzio, vengo a sapere che saro' risarcito su basi e parametri che conseguiranno non certo quanto sembrava essere ipotizzabile all' inizio (e questo, non si sapeva prima ???).
    Non avendo terminato la fase di cure e terapie mediche , non ho ancora affrontato l' esame della valutazione/quantificazione del danno e quindi del medico legale.
    Trattandosi di "fase propedeutica" , chiedo quali spese , o parcella,mi saranno addebitate oltre a quelle relative a quelle poche lettere fatte.
    Non vorrei trovarmi di fronte all' imputazione di percentuali o compensi calcolati in base ad un presunto o ipotetico risarcimento (che ovviamente non si conosce, nè al momento è possibile stabilire proprio perchè trattasi
    di fase propedeutica).

    Come l' altra volta, Vi Ringrazio sin d'ora per la Vostra possibile e cortese risposta, dopo che avro' prontamente contraccambiato
    Aurelio Tiozzo

  5. La prima cosa da fare in caso di sinistro che comporti danni fisici (soprattutto quando possono essere permanenti) è rivolgersi a un medico legale di fiducia per farsi periziare e andare poi dal medico dell'assicurazione munito di perizia che possa contrastare quella della compagnia tenuta al danno che sarà sicuramente "al ribasso". Ancora meglio sarebbe fare tutto ciò con l'appoggio di un valido legale per evitare brutti scherzi. L'assicurazione dovrebbe pagarLe anche le spese mediche; non fosse soddisfatto potrebbe senz'altro fare causa producendo le perizie effettuate e le varie ricevute dei pagamenti sostenuti per affrontare le spese mediche (ricoveri, medicine…). Per quanto riguarda invece la parcella del Suo avvocato, questi non potrà certo addebitarLe delle spese proporzionate all'eventuale risarcimento ottenuto in quanto questo sarebbe possibile solo in seguito a un patto di quota lite che, però, dovrebbe avere sottoscritto al momento dell'inizio del rapporto col Suo legale. Non posso certo sapere come ragiona il Suo avvocato o che tariffe pratichi; certo il suo compenso dovrà essere proporzionato all'attività svolta e alle tariffe di legge.

  6. salve, io e la mia compagna eravamo in vespa a RAB (Croazia) e un'auto uscendo da un starda laterale ci ha investito, la compagnia croata a subito riconosciuto la totale responsabilità da parte della loro assicurata. ma ora mi trovo a dover affrontare la richiesta danni tramite un avvocato in croazia perchè l'assicurazione italiana non risponde ed i parametri saranno croati 1/4 rispetto hai nostrik <italiani a distanza di un anno e mezzo tre interventi gamba ancora rotto e previsioni di almeno un altro anno di fisioterapie….. a chi mi rivolgo in croazia che mi tutelo come studio di avvocati ???

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