vivo con mio marito: vale ancora la separazione?

Gentilissimo Avvocato, nel 2000 mi sono separata consensualmente da mio marito (avvocato anche lui) in quanto lui, dopo 14 anni di matrimonio, aveva intrapreso una relazione con un’altra donna. Dopo alcuni mesi, essendo finita la suddetta relazione, abbiamo deciso che avrebbe potuto tornare a vivere (assolutamente non more uxorio) nella casa coniugale data la presenza di due figli piccoli e la disastrosa situazione economica in cui si trovava lui (e di conseguenza io che non lavoro e non ho proprietà alcuna). Ad oggi mio “marito” vive ancora qui, ma tra di noi non vi è alcun rapporto di natura coniugale. Ora, data la mia ignoranza in materia di legge, io non so se considerarmi separata (come attesta la sentenza di separazione) o no e se, oltretutto, devo rispondere di suoi eventuali debiti o meno. Cosa mi consiglierebbe di fare per poter chiarire la mia strana situazione? Grazie (Alice, via posta elettronica)

La separazione cessa di essere valida nel momento in cui viene riscotituita l’unità familiare.

Il Tuo caso è senz’altro abbastanza complesso.

Il fatto che Tu e Tuo marito viviate insieme potrebbe essere inteso come la vostra volontà di ricostituire la vostra famiglia.

In linea di principio, Tu e Tuo marito siete separati e se sono già passati i tre anni, potresTi chiedere il divorzio da Tuo marito ma lui potrebbe eccepire che si è ricostituita l’unità familiare e spetterebbe a Te dimostrare che ciò non è accaduto.

Il mio consiglio, in ogni caso, è quello di cessare al più presto la convivenza – in quanto potrebbe creare ostacoli alla richiesta di divorzio, per i motivi sopra esposti – e procedere con il divorzio.

About Antinisca Sammarchi

Avvocato tra Casalecchio di Reno (dove vivo) e Vignola. Convivo e abbiamo la fortuna di avere la compagnia di due splendide gatte europee, Triplette e Mimì.

Comments

  1. Mi collego a questa domanda per porre il mio caso.
    Abbiamo firmato una separazione consensuale ma non abbiamo ancora la data per il tribunale (roma).
    Nel frattempo il mio ex marito è partito per un viaggio di lavoro, manifestando alle nostre figlie il fatto che al ritorno sarebbe andato a stare dalla madre.
    Nel frattempo si rifiuta di avere colloqui con me e di rispondere alle mie e-mail riguardanti le modalità del suo "trasloco".
    Posso in questo frattempo "preparargli i bagagli"?
    E sempre nel frattempo che la situazione venga ratificata dal tribunale, come posso pretendere i soldi del mantenimento delle figlie concordati?
    In un secondo momento, perdurando i suoi soggiorni all'estero, e quindi non assolvendo lui ai compiti di assistenza alle figlie concordati (2 pomeriggi a settimana e weekend alterni), posso chiedere un mantenimento maggiore?

    Grazie mille per le risposte che vorrete inviarmi.
    Il vostro forum è utilissimo.

  2. Antinisca Sammarchi says:

    Visto che non siete ancora legalmente separati, eviterei di preparare i bagagli, piuttosto chiederei al mio legale di far inserire nel verbale di udienza una clausola che preveda il trasferimento di Tuo marito entro e non oltre il giorno XY.
    In realtà credo che questo sia un problema relativo in quanto appena Tuo marito si renderà conto che avere un po' di cose da Te e un po' da sua mamma è molto scomodo prenderà tutte le sue cose.
    Per quanto riguarda il mantenimento, ormai è tardi per cambiare perchè voi avete depositato un ricorso congiunto stabilendo una certa cifra.
    Se Tuo marito non dovesse pagare il mantenimento dovrai rivolgerTi ad un legale che intraprenderà tutte le operazioni necesarie per ottenere il pignoramento dello stipendio o di altri suo eventuali beni.

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