Mutamento delle condizioni reddituali dell’ex coniuge

Sono separata da 5 anni.Ho 2 figli con il mio ex marito.Adesso convivo con il mio compagno con cui ho avuto una bimba.Mio figlio di 17 anni vive con il padre,mentre mia figlia di 15 anni vive con me.Io non lavoro.Il mio ex marito non vuole dare gli alimenti per nostra figlia che vive con me.Il mio avvocato dice che il mio compagno si deve accollare le spese di mia figlia di qualsiasi genere,mentre il mio ex marito deve badare soltanto al figlio che vive con lui.E’ possibile che il mio ex marito non debba gli alimenti a nostra figlia?

Innanzitutto devo dire che non mi sono chiare alcune cose:si tratta di separazione decisa dal giudice? E’ il giudice che ha affidato e collocato i figli in questo modo (maschio presso l’ex marito e femmina presso di Lei)? Cosa dice la sentenza di separazione relativamente al mantenimento? Oppure si tratta solo di separazione di fatto e avete deciso voi così?

Lo chiedo perchè le condizioni che disciplinano il mantenimento dei figli possono essere modificate in ogni momento su richiesta di entrambi i coniugi. Infatti Le ricordo che, salvo accordi diversi liberamente sottoscritti dalle parti, ciascuno dei genitori provvede al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito; il giudice stabilisce, ove necessario, la corresponsione di un assegno periodico al fine di realizzare questo principio di proporzionalità, da determinare considerando:

1) le attuali esigenze del figlio;
2) il tenore di vita goduto dal figlio in costanza di convivenza con entrambi i genitori;
3) i tempi di permanenza presso ciascun genitore;
4) le risorse economiche di entrambi i genitori;
5) il valore economico dei compiti domestici e di cura assunti da ciascun genitore.
L’assegno è automaticamente adeguato agli indici ISTAT, vale a dire al variare del costo della vita.

Cosa vuol dire tutto questo?Abbiamo un principio fondamentale: alle necessità dei figli devono provvedere entrambi i genitori in misura proporzionale al reddito, tenuto conto delle risorse economiche. E qui veniamo alla Sua situazione particolare. Lei non lavora, ma di fatto convive con un uomo che lavora e può (non deve) contribuire al mantenimento e alle esigenze di Sua figlia (quella avuta dal primo matrimonio).

Facciamo un esempio: abbiamo due figli, uno vive presso il padre, uno presso la madre. Entrambi i genitori percepiscono 2.000 euro. I figli hanno più o meno la stessa età e uguali esigenze: ne consegue che ogni genitore contribuirà alla stessa maniera. Nel Suo caso il padre pensa al figlio, Lei alla figlia. Per esempio 1.000 euro a testa.

Ora, è vero che Lei non lavora e ragionando matematicamente si arriverebbe a stabilire che il Suo ex marito si dovrebbe fare carico di tutte le spese per i due figli; per questo mi chiedo cosa ha stabilito il giudice e soprattutto qual’era la Sua condizione economica al momento della separazione. Mi spiego meglio: quando due persone si separano il giudice prende dei provvedimenti riguardo ai figli che vengono sanciti in un documento ufficiale. Questo provvedimento, però, non passa in giudicato col tempo, cioè può essere modificato su richiesta se cambiano le condizioni che lo hanno motivato. Se ad esempio 5 anni fa quando vi siete separati Lei lavorava e guadagnava come il Suo ex marito è facile che il giudice abbia stabilito che entrambi contribuiste in maniera paritaria ai figli. Poi può essere successo che Lei, sfortunatamente, abbia perso il lavoro e attualmente non abbia reddito; di conseguenza può chiedere al giudice di modificare i termini del mantenimento e chiedere che l’ex marito partecipi in maniera più consistente.

Immagino che il Suo nuovo compagno contribuisca anche alle esigenze di Sua figlia (quella avuta dal precedente matrimonio), ma si tratta comunque di una scelta di tipo morale, non di un obbligo di legge. Questo significa che si può chiedere al giudice di valutare il mutamento delle Sue personali condizioni economiche e di tenerne conto per chiedere qualcosa in più al Suo ex marito.

Spero di essere stato sufficientemente chiaro.

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