il diritto (o dovere?) di visita del genitore non affidatario

Sono una trentacinquenne separata dal 2000, con una figlia di 13 anni e il mio ex marito (dico ex anche se con la sola separazione siamo ancora sposati), dopo la separazione, è ”scappato” a 1200km di distanza. Lui non è mai stato un padre, e questi 1200km sono la sua scusa perfetta per non esistere. Voglio precisare che lui viene a trovare sua figlia 2 o massimo 3 volte all’anno, non per volontà mia ma per volontà sua. Quelle 2 volte ogni anno ovviamente le decide a comodo suo, come io e mia figlia non avessimo una vita perchè eternamente in attesa di lui. Anticipa di 2gg, posticipa il ritorno di 10gg, accampando svariate scuse. Ora ci stiamo accordando sulle feste natalizie da passare con nostra figlia e secondo me sarebbe giusto fare, su 14gg che la bambina ha di vacanza, 7 con me, 7 con lui. Sono anche disposta ad andargli incontro (come faccio da anni, e da scema) rinunciando a 2gg, tenendola con me solo 5/6gg. Ma lui vuole anticipare ancora di più e sta ricattando la bambina con frasi del tipo…o ti vengo a prendere il tale giorno o non vengo proprio. Ci vuole poco a capire la quantità di sensi di colpa che questa ragazzina ha dovendo decidere. La domanda è: si parla tanto di reato del genitore affidatario che vieta al figlio gli incontri con l’altro genitore, MA E’ PUNIBILE UN GENITORE CHE NON OTTEMPERA AGLI OBBLIGHI DI VISITA? Non parlo della sentenza 1365 della Corte di Cassazione che parla di obbligo anche verso l’ex coniuge (in questo caso io), ma di una sentenza, di una legge, di un qualcosa che parla di OBBLIGO DI VISITA AI FIGLI, e in caso di inosservanza sia punibile legalmente? Scusate i toni, ma questa è solo uno dei tanti problemi che quest’uomo mi da. (Stella, mail)

Casi come questo, purtroppo, non sono rari. In genere si parla di « diritto » di visita, ma in realtà sarebbe più corretto parlare di « dovere » di visita, come vero e proprio dovere di responsabilità.

L’art. 350 Cost., infatti, dispone il “dovere per i genitori di mantenere, istruire ed educare i figli”, e questo significa che, indipendentemente dal fatto che i genitori siano o no ancora uniti dal vicolo del matrimonio, il rapporto tra genitori e figli non viene meno.

L’art. 155 del Codice Civile, inoltre, dispone che il giudice adìto per la separazione debba provvedere a regolare il cd. “diritto di visita”, in quanto questo costituisce lo strumento giuridico per garantire la sussistenza del rapporto affettivo tra i figli e genitore non affidatario: ecco perchè può ben dirsi che, in realtà, si tratta di un diritto per i figli, ma di un dovere per il genitore.

Tuttavia, nel regolare tale materia, il giudice deve tener conto, in primis, dell’interesse del minore, potendo pertanto decidere anche di limitare tale diritto, o addirittura escluderlo del tutto, nel momento in cui al figlio ne derivi un grave pregiudizio. In particolare, quando i figli sono adolescenti, il giudice deve tenere conto della loro volontà, e non può imporre loro incontri con modalità non condivise dagli stessi.

In ogni caso, il figlio ha diritto non solo al mantenimento da parte dei genitori, ma anche a quell’assistenza morale e a quegli insegnamenti che gli consentono di sviluppare la sua personalità il più possibile in sintonia con le sue inclinazioni e aspirazioni. La violazione degli obblighi o la condotta pregiudizievole dei genitori verso i figli sono penalmente (vds. art. 570 c.p.) e civilmente sanzionate con la previsione di rimedi rivolti ad ottenere l’adempimento delle obbligazioni ovvero ad impedire un esercizio pregiudizievole della potestà genitoriale. Il Tribunale per i Minorenni, appunto, ai sensi dell’art. 330, “può pronunziare la decadenza dalla potestà quando il genitore viola o trascura i doveri ad essa inerenti o abusa dei relativi poteri con grave pregiudizio del “figlio”. Tali provvedimenti, però, sono rebus sic stantibus, quindi revocabili in qualsiasi momento, e vengono pronunciati in esito ad un particolare procedimento di volontaria giurisdizione in camera di consiglio che, come si è anticipato, si svolge innanzi al Tribunale per i Minorenni e viene instaurato in seguito alla proposizione di un ricorso.

La pronuncia di decadenza comporta per il genitore la sospensione dalla titolarità e dall’esercizio della potestà; di contro, il genitore continua, tuttavia, ad essere gravato di tutti i compiti (prima fra tutti quello di mantenimento) il cui assolvimento non sia incompatibile con gli effetti della pronuncia.

La cosa migliore da fare, quindi, a questo punto, è sottoporre all’attenzione del giudice questa situazione, certamente poco piacevole sia per te che per la bambina. Forse, impuntarsi nell’imporre a qualcuno di fare qualcosa contro la sua volontà è inutile, soprattutto quando questo “qualcosa” dovrebbe venire spontaneamente dal cuore di una persona. Cerca di capire cosa è realmente meglio per vostra figlia, e poi decidi se è il caso di chiedere, appunto, la decadenza dalla potestà di genitore per un padre che è tale soltanto di nome, ma non di fatto.

Comments

  1. Sono separata consensualmente dal 20 febbraio 2006 con omologa fine marzo 2006. Abbiamo due figlie, una di 18 anni e l'altra di 13 anni all'epoca della separazione (oggi di 21 e 16 anni). Il mio ex marito non ha mai rispettato le visite per la minore. Non ha mai rispettato ne le visite settimanali ne i periodi di vacanze di Nò atale e Pasque ne le vacanze estive. Non solo ma ho dovuto ricorrere al tribunale per la modifica del ricorso di separazione art 710 perchè ha diminuito sostanzialmente i soldi mensili alle figlie dicendo che è diventato repentinamente povero. Cara signora che ha sopra scritto ciò che sto vivendo io e ciò che sta vivendo lei è tutto da manuale.
    Auguri……………..a tutte noi, e si ricordi che le mamme non abbandonano mai i figli e se lo fanno lo fanno in preda alla disperazione. Non a caso, non si è mai sentito parlare di ISTINTO PATERNO!

    • lei sta parlando "solo" della sua vita, io l'istinto paterno da uomo separato con due bimbi di 9 e 6 anni, lo sento tutti i giorni …. la saluto cordialmente

  2. giuseppe says:

    Va bene infierire contro chi non fa il suo dovere ma troppo spesso si fa di un'erba un fascio e questo è orribile. Sono separato da 3 anni, non salto un giorno di visita (martedi e giovedi dalle 19 alle 22) e un weekand si e uno no la bambina sta con me. Non ho i soldi per pagarmi una nuova casa e la ex moglie dice di avere diritto al tempo libero, quindi sono costretto a rimanere nella mia, ormai ex casa dove, è vero che sto con mia fglia e questo mi fa piacere, ma ci sono giorni che la bambina sta con le amichette, ormai ha 12 anni e quindi vuole la sua intimità con le amiche ed io resto in soggiorno a guardare la tv dalle 19 alle 22 perchè ho l'obbligo di visita e quindi devo aspettare la mamma che rientra. Ovviamente i giorni che non ci sono la bambina viene portata quasi regolarmente dalla nonna.
    Diritto di visita, obbligo di viità o … spremiamo il pollo fino all'osso?

  3. Molto probabilmente avete usato ed esasperato i vostri ex (per fortuna loro) mariti. Ora non paghe volete che continuino a farvi da servi perchè volete la vostra libertà (altro che bene dei figli). Li aveti mai conivolti relmente nella vita dei ragazzi? Prima di accampare diritti forse sarebbe il caso di fare un bel esame di conscenza….!

  4. Paolo Bernardini says:

    Stò separandomi ora da mia moglie ed ho letto in maniera abbastanza allucinata i commenti delle signore di cui sopra. Nel mio caso specifico io vorrei vedere i miei figli due giorni a settimana con relativo pernotto a casa mia ed un fine settimana ogni due. Mia moglie replica che i giorni rimangono due, ma solo uno con pernottamento, ed un solo fine settimana al mese. Oltre a questo sarebbe lei a decidere qiali giorni (quelli in cui lavora di pomeriggio) e quale notte (quella in cui la sera va in palestra o in giro con amici). Non vi sembra che più che un mio diritto di visita questo si sia trasformato in un diritto di mia moglie di disporre di un baby sitter gratuitamente? La richiesta di vedere i miei figli il più possibile, per carità venendo incontro alle esigenze della mia ex compagna, è così assurdo e sbagliato?

  5. Gentile sig Paolo

    anche se lentamente, le cose stanno cambiando, è fondamentale però che i padri, a mio parere, abbandonino l'atteggiamento di chi elemosina i figli rassegnandosi al fatto che siano ostaggio delle madri. In poche parole, se non riesce a mettersi d'accordo con la sua ex signora, lo farà un giudice al quale lei avanzerà le sue richieste che tra l'altro sono confortate dalla recente legge sul condiviso. Non decide sua moglie da sola, lei mi pare che giustamente intende continuare a fare il padre, allora non le resta che approntare (insieme ad un bravo avvocato come quelli di questo sito) un dettagliatissimo progetto da presentare al giudice in cui descrive nei particolari come intende gestire i suoi figli per il 50% del tempo, chiedere quindi il condiviso così come prescritto dalla legge che prevede mantenimento diretto dei figli a parità di reddito dei genitori e, nel caso la casa coniugale sia di sua proprietà, collocamento degli stessi figli presso di sè.
    Punti sul fatto che le sue richieste sono (come sono) mirate solo al bene dei figli, e eviti di far comparire sua moglie in cattiva luce davanti al giudice. Lei pensi a sè e al suo progetto, visto che non trovate l'accordo, sarà il giudice a decidere cosa è meglio per i figli (non di certo per la vita sociale della signora).

  6. Tiziana says:

    Buonguorno a tutti,
    Vi scrivo per raccontare la mia storia…
    Nel marzo del 2008 ho avuto una bimba dal mio compagno (di nazionalità Francese) dopo brevo abbiamo scoperto che nostra figlia aveva una sordità dell’80% .
    Ad Agosto del 2009 ci siamo lasciati per incompresibilità di carattere ed economica (quello che guadagnava lo usava tutto per le sue spese ed io dovevo provvedere a tutto ..al mantenimento di nostra figlia, a pagare l’affitto, la spesa, e le bollette e tutto il resto)
    da agosto ad oggi è successo di tutto:
    denuncie su denuncie e dispetti a discapito della bimba.
    A dicembre senza il mio permesso l’ha portata via 4 giormi in Francia …
    Il due febbraio siamo andati davanti al giudice dei minori che solo stabilito i giorni di visita del padre che però non ha mai rispettato perchè è partito per lavoro e il giorno che poteva prenderla la bimba aveva la febbre molto alta…. quindi è riuscia a vederla olo qualche giorno dopo e solo per quattro ore perchè poi è dovuto ripartire (ora abitata a 580 km) In quelle quattro ore l’ha portata in Francia, a pochi km da dove abito, a fare un richiamo di un vacino in Francia che l’ha bambina aveva già fatto.
    Alla sera è ripartito e non l’abbiamo più sentito, tranne che per qualche messaggio di insulti e minaccie.
    Il 23 aprile è venuto a prendere Vittoria come d’accordi per tenerla con se fino al 25, invece aveva organizzato tutto: Mi ha dato un indirizzo falso di dove avrebbero passato il week end, poi ha fatto 480 km è andato nella sua casa di villeggiatura e si è fatto fare un certificato medico che diceva che la bambina necessitava di riposo dal padre fino alla data del 2 maggio…. per tre giorni non ha risposto al cellulare .. poi mi ha detto che mi avrebbe riportata Vittoria il giorno 3 maggio a Genova percè avevamo udienza. Il giorno dell’udienza non si è presentato ma a portato un’altro certificato medico che diceva che la presenza del padre era indispensabile fino alla fine dei sintomi (Ma quali non c’erano scritti).. oggi è l’11 maggio è non ho ancora visto mia figlia anche se il week scorso ho fatto 1200km di andata e ritorno e non me l’ha neanche fatta vedere, dicendomi che l’avrebbe riportata lui mercoledì 12 maggio….ma questa mattina al telefono mi ha detto che forse la riporta questo fine settimane….io non so più cosa fare e dove andare per poter rivedere mia figlia——–Ps. ha 100 denuncie ( Molestie ,ingurie , diffamazione, lesioni, e stolking …) e nell’udienza del 3 febbraio il giudice onorario mi ha detto che aveva una nota a mio favore del Pm per l’affidamento escusivo..

    Grazie

    • In bocca al lupo. Se hai già fatto tutte le denuncie, non credo ci sia molto altro che si possa fare (anche se per poterlo dire con sicurezza occorrerebbe valutare il caso concreto).

      Di nuovo buona fortuna.

  7. annalisa says:

    Da più di tre anni non vedo i miei figlioletti che oggi hanno 14 e 9 anni.E' anomalo tutto ciò se si pensa che nel 2006 vi e' stata una separazione giudiziale,con affido condiviso e ripartizione casa coniugale in due parti,collocamento dei minori di 10 e 5 anni alla madre e ass. mantenim. a carico del padre.Sono una mamma,amatissima dai suoi bambini,che mai e poi mai avrebbe schierato i propri figli contro il loro stesso padre.Infatti,pur sussistendo gravi motivazioni,non c'è una sola denuncia per inadempienza genitoriale a carico della madre.Dopo due mesi,in seguito ad una sottrazione dei minori e una serie di accuse senza fondamento,i figlioletti sono rimasti solo con il padre e l' anziana nonna paterna nel vano sottostante;sottili manovre e lavaggio di cervello dei bambini,hanno fatto capovolgere la situazione.Banalizzati i segnali d' allarme dei bambini dalla CTU del Trib. civile,giugno 2007 vi fu il colloc.minori presso il padre,assegnazione casa coniug. al padre,assegno di manten a carico della madre,fermo restando l'affido condiviso con diritto di visita della madre tre volte la sett e tutte le volte che voleva ,festività etc. Tutto ciò fu giustificato dal Giudice del Trib. Civile per mantenere il contesto amicale,ambientale e scolastico.La madre, pur mantenendo la residenza laddove erano i suoi figlioletti tanto amati,avanzò la richiesta che la convivenza forzata con ex coniuge e suocera stava attivando un meccanismo funesto per la crescita serena dei bambini.Infatti si ingaggiò un meccanismo tremendo in seguito ai vari ostacoli posti dal genitore collocatario che approfittando della legge,aizzò i poveri figli contro la madreco-affidataria;il padre interruppe le conversazioni telefoniche madre figli,coadiuvato dalla madre,operò grave ostruzionismo,denigrazione verso la madre e i suoi parenti.Nonostante svariate segnalazioni di inadempienza,oggi sib è arrivati ad una PAS di grado grave con disagio dei ragazzini .La diagnosi è stata precisata da una mediazione familiare,ordinata dal T. M.Non è stato possibile monitorizzare i ragazzi per gravi omissioni da parte dei servizi sociali inizialmente e ad opera di professionisti collusi con il padre.Oggi siamo arrivati al punto di una perizia presso T. M.per valutazione capacità genitoriale,alla luce di gravi psicopatologie accusate dai ragazzi.E ancora chissa' per quanto tempo……..Il tempo è l'arma vincente del padre…..I ragazzi si sono rassegnati a perdere la loro mamma….Una mamma che continua a non arrendersi e a reclamare il suo diritto a essere madre e dare qualcosa di autentico ai suoi ragazzi.

  8. Simone says:

    Volete il mantenimento per i vostri figli da parte dei padri, volete che i padri abbiano dei giorni ben prestabiliti per visitare i propri figli!!!!! Se non riuscite a mantenerli da sole perchè chiedete il mantenimento al padre???? andate a lavorare o se no lasciate i figli ai padri che riuscirebbero a mantenerli, e voi andate a visitarli nei giorni prestabiliti!!! . La mia ex compagna non lavora per sua volonta,. e io mi vedo costretto a passare il mantenimento per mia figlia e vederla 3 volte la settimana per due ore………Ma perchè la bimba non la affidano a me visto che lavoro e 3 volte alla settimana viene a visitarla la madre???? quando si tratta di prendere le donne sono sempre brave!!!! ma se volete essere indipendenti prendetevela a pieno la libertà parassiti, siete emancipate solo quando vi conviene!

  9. Il mantenimento ai figli non ha nulla a che vedere con il fatto che la madre lavori o meno. Non è un supporto alla stessa, ma fa parte del dovere del genitore di istruire MANTENERE ed educare i figli. E’ questa la ratio. Tant’è che in alcuni può essere previsto un assegno di mantenimento per la ex moglie, che prescinde dal mantenimento ai figli e non sempre viene concesso. E comunque l’assegno viene riconosciuto al minore anche quando la madre lavora. Guardate che ai diritti (di padre e/o madre) corrispondono SEMPRE anche dei doveri, quali appunto il mantenimento. Ricordatevi, l’assegno di mantenimento non è PER le mogli ma PER i figli (ed infatti quando questi sono maggiorenni, conservano il diritto al mantenimento fin quando non siano economicamente indipendenti e l’assegno può essere versato direttamente a loro). Quello per la moglie è un istituto a sé stante che spesso non viene nemmeno riconosciuto. A volte leggo commenti veramente ai limiti dell’assurdo, poi mi rendo conto che nella maggior parte dei casi è solo ignoranza (=mancata conoscenza) per non dire altro. E con questo mi fermo, per evitare di sproloquiare, sig. Simone

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