Modifica dell’assegno di mantenimento

Salve, vorrei porre un quesito. Sono in fase di separazione con mia moglie. Abbiamo consensualmente stabilito tra le altre cose l’assegno di mantenimento di 400 euro mensili. Pago inoltre la rata del mutuo per la casa coniugale a lei assegnata di 625 euro. L’abitazione fortunatamente la stiamo mettendo in vendita. Volevo chiederle se ho ragione di sperare che un giorno possa smettere di corrispondere il mantenimento, tenendo conto che mia moglie non lavora ma ha 23 anni ed è in buona salute per lavorare. Inoltre non abbiamo figli. E’ possibile poi corrispondere una somma una tantum ? Siamo stati sposati per 2 anni. La ringrazio anticipatamente per una risposta a questo quesito.

Innanzitutto immagino che, essendo la Vostra separazione consensuale e in corso di causa, le cifre che Lei versa all’ex compagna siano state decise di comune accordo e consacrate dal giudice, ma modificabili su richiesta. Questo significa che potranno essere modificate solo a seguito di un diverso accordo. Per quanto riguarda il mutuo, se la casa verrà venduta, non sarà più un problema.

Circa il mantenimento che paga a Sua moglie, questo è dovuto fino a che la stessa non riesca a provvedere autonomamente a se stessa. Attenzione, però! Il fatto che il coniuge che ha diritto al mantenimento non lavori non significa che può esimersi dal trovarsi un’occupazione. Infatti, se succedesse che Sua moglie, approfittando del Suo mantenimento, rifiutasse buone opportunità di lavoro, Lei potrebbe provarlo al giudice e ottenere l’interruzione dell’assegno.

Una sentenza della Cassazione Civile del luglio 2004 ha stabilito che laddove il coniuge beneficiario dell’assegno di mantenimento rifiuti senza giustificato motivo di lavorare, può perdere il diritto all’assegno di mantenimento. E’ chiaro che tale rifiuto deve essere provato in corso di causa.

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