Richieste di mantenimento troppo alte

SONO DISPERATA, STO CON UN’UOMO CHE E’ SEPARATO IN CASA, FA IL COMMERCIALISTA E NON VA VIA PERCHE’ SECONDO UN AVVOCATO DEVE ALLA MOGLIE CIRCA 5000 EURO AL MESE E AL FIGLIO 1500. PREMESSO CHE IL SUO REDDITO E’ DI CIRCA 92.000 LORDI E HA PAGATO TASSE PER EURO 43.000 E CHE SOSTIENE COSTI ANNUI PER CIRCA 20000 NON DEDUCIBILI E CHE LA MOGLIE HA UN NEGOZIO DOVE DICHIARA CIRCA 5000 NETTI E’ POSSIBILE CHE DEBBA COSI’ TANTO ALLA MOGLIE???? I CALCOLI PER IL MANTENIMENTO DI COSA TENGONO CONTO??? LUI LE LASCEREBBE LA CASA CHE E’ DI LUI E LE AVEVA PROPOSTO IN PASSATO 2000 EURO AL MESE???? aiuto

Prima di tutto (ma questo è un consiglio spassionato) non ha senso continuare un rapporto se uno dei due è innamorato di un’altra persona perchè ciò comporterebbe comunque danni personali e patrimoniali a entrambi i coniugi, senza contare i pregiudizi che occorrerebbero ai figli coinvolti loro malgrado.

Chiusa la parentesi premetto che, a prescindere dalle valutazioni di un legale, se i coniugi non trovano l’accordo per i termini della separazione e ricorrono alle decisioni del giudice (separazione giudiziale) è chiaro che può essere solo quest’ultimo a decidere i termini economici della vicenda (assegno di mantenimento e alimenti).

Facendo un rapido conto (6.500 x 12) secondo quanto mi dice, il Suo compagno dovrebbe alla ex 78.000 euro all’anno su 93.000 lordi… e dopo con che cosa vive? L’art. 156 del cod. civ., commi 1 e 2, dice che “[1] Il giudice, pronunziando la separazione, stabilisce a vantaggio del coniuge cui non sia addebitabile la separazione il diritto di ricevere dall’altro coniuge quanto è necessario al suo mantenimento, qualora egli non abbia adeguati redditi propri. [2] L’entità di tale somministrazione è determinata in relazione alle circostanze e ai redditi dell’obbligato.”

Ipotizziamo che il Suo compagno lasci la casa coniugale per venire a stare con Lei. Il giudice, facilmente, gli attribuirebbe la separazione e lo obbligherebbe a versare un assegno per il mantenimento della moglie e del figlio (casa coniugale assegnata alla moglie e figlio collocato presso di lei; prendiamo come esempio l’ipotesi più sfortunata!). Tra i parametri che il giudice prenderà come riferimento per stabilire l’ammontare dell’assegno di mantenimento ci saranno i seguenti: a) al coniuge beneficiario non deve essere addebitabile la separazione; b) il richiedente deve essere privo di “adeguati redditi propri”; c) l’altro coniuge deve avere mezzi idonei a far fronte al pagamento dell’assegno.

Questo significa che il giudice terrà conto delle condizioni economiche (meglio, tenorre di vita) in cui versava la ex compagna al momento della separazione cercando di stabilire una cifra che le consenta di mantenerle. E’ chiaro che terrà pure conto del lavoro svolto dalla donna (negozio) e del suo reddito (5.000 euro netti), nonchè del fatto che l’ex marito (nel caso costituisca un’unione di fatto con Lei) ha nuovi obblighi morali e materiali nei confronti della nuova unione. Ancora, se la casa coniugale viene assegnata alla moglie, questo rappresenterà un vantaggio di non poco conto per lei, mentre il marito dovrà preoccuparsi di trovare una nuova casa e spendere soldi per la locazione o l’acquisto. In sostanza, il mantenimento dell’ex compagno secondo il tenore di vita precedente la separazione avviene solamente ove questo sia in concreto possibile. Con un esempio estremo (come di cevo sopra) sarebbe assurda (e impugnabile) la decisione del giudice che stabilisse che quasi tutta la totalità del reddito del marito vada versata alla moglie non lasciando al primo praticamente niente di che vivere.

Sinceramente, come mi scrive, una proposta si 2.000 euro al mese e la casa mi sembra più che sufficiente e non vedo motivo per cui il giudice non dovrebbe concordare.

Comments

  1. disperato says:

    Ma dove lavora chi ha risposto a questa domanda ?
    Io pago il muto di un mini che ho dovuto acquistare dopo la separazione, lei ha un immobile oltre ad un appartemento dove vive, ci sono due unità una delle quali affittata.
    Ho lasciato tutti i mobili, ho accetato di darle un assegno più quello per mio figlio, e adesso che ne vuole di più (questo per me significherebbe non riuscire realmente a trovare i soldi per mangiare) è il mio stesso avvocato che midce che non c'è molto da fare….e voi parlate di decisioni assurde ?

  2. Emanuele says:

    Purtroppo non riesco a capire di più da quanto mi scrive. Prima leggo che è separato in casa, poi che vive in un mini appartamento. Ripeto quanto esposto sopra: se non vi siete ancora rivolti al giudice Lei non è obbligato a dare niente alla moglie, ma ovviamente sarà poi lei a rivolgersi al Tribunale e a quel punto li giudice stabilirà le condizioni della separazione che, ribadisco, terranno conto anche del fatto che la moglie ha già una casa e un ottimo stipendio. Non ci sono motivi per dissanguare l'ex marito. Preciso anche che non è l'avvocato che decide quanto si deve all'ex coniuge, ma il giudice.

  3. @disperato

    Ma cosa vuole dire questo commento?

    Io non l'ho capito.

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