Comodato d’uso per esigenze di famiglia

Io e mia moglie viviamo come casa coniugale in una villetta di cui il 66 per cento è dei fratelli ed ho due figli di cui uno non è indipendente economicamente. In caso in via di separazione la casa venga assegnata a mia moglie perchè il figlio non indipendente vuole andare con lei, ed in presenza di un contratto di comodato d’uso dei miei fratelli possono loro richiedere la casa affidata a mia moglie come da contratto? Aspetto con ansia una vostra risposta. Gabriele.

Ci sono alcuni aspetti della Sua domanda poco chiari, per cui mi scuso se dovessi fraintendere. Se Lei e Sua moglie vi separate effettivamente il giudice potrebbe decidere di assegnare la casa coniugale a quest’ultima.

Diciamo che la villetta fosse stata concessa a Voi in comodato d’uso dai Suoi fratelli senza termine, per esigenze di vita famigliare. Poi si verifica la separazione e il giudice decide che la casa famigliare, concessa in comodato ai coniugi, per il tempo della loro convivenza,sia assegnata al coniuge affidatario dei figli (Sua moglie). Questa diventa la titolare del rapporto di comodato, ricorrendo l’interesse della prole a non abbandonare la casa familiare. Il coniuge assegnatario della casa famigliare (nell’esempio portato Sua moglie), comodatario della villetta, è tenuto a subire, ai sensi dell’art. 1810, gli effetti del recesso del comodante.

La legge (art.1810 cod. cov.) stabilisce infatti che “Se non è stato convenuto un termine né questo risulta dall’uso a cui la cosa doveva essere destinata, il comodatario è tenuto a restituirla non appena il comodante la richiede”. Questo significa che se Sua moglie riceve in comodato d’uso la villetta, il comodante (i fratelli) possono chiederne in qualsiasi momento la restituzione. Ciò, tuttavia, è vero fino a un certo punto.

Infatti, la giurisprudenza ha stabilito che, in certi casi, quando un immobile venga assegnato a un comodatario (o più) per esigenze di vita famigliare e non abbia termine, il giudice possa decidere per la prosecuzione del comodato fino a quando non si sia raggiunto l’obbiettivo che con esso ci si era prefissi (abitarci coi figli fino alla loro indipendenza economica, ad esempio), obbiettivo deducibile dall’uso per cui il comodato era stato concesso. In questo caso allora è il provvedimento del giudice che assegna la casa famigliare che decide.

Cass. civ. Sez. Unite 21.07.2004 n. 13603 – In caso di comodato avente ad oggetto un bene immobile, stipulato senza la determinazione di un termine finale,l’individuazione del vincolo di destinazione in favore delle esigenze abitative familiari non può essere desunta sulla base della mera natura immobiliare del bene, concesso in godimento dal comodante, ma implica un accertamento in fatto, di competenza del giudice del merito, che postula una specifica verifica della comune intenzione delle parti, compiuta attraverso una valutazione globale dell’intero contesto nel quale il contratto si è perfezionato, della natura dei rapporti tra le medesime, degli interessi perseguiti e di ogni altro elemento che possa far luce sulla effettiva intenzione di dare e ricevere il bene allo specifico fine della sua destinazione a casa familiare.

Comments

  1. anna maria says:

    mi ricorda tanto il parere svolto all'esame di stato 2005!!

  2. ciao; avv. le propongo questo quesito: due coniugi con figlio neonato coabitano con la suocera ( madre di lui) nella casa di cui la medesima è proprietaria per la maggiore quota mentre una quota minore è divisa in parti uguali tra il figlio ospitato e un altro fratello. In caso di separazione, vi è la possibilità che la casa venga assegnata in via esclusiva alla nuora che è indipendente economicamente e risulta proprietaria esclusiva di un appartamento dove ha la residenza e per il quale paga mutuo?il marito è proprietario solo di quella piccoliss parte di casa con madre e fratello dove ha residenza.grazie per il tuo chiarimento

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