Cambio del cognome del minore a seguito di espatrio

Gentile avvocato, sono italiano, ma residente all’estero, sposato con una donna straniera (della xxx) con matrimonio celebrato in Italia, e padre di una minorenne nata in Italia (nel 200x). Mia moglie e mia figlia si sono trasferite qualche anno fa nel paese di mia moglie (xxx), io le ho raggiunte qualche mese dopo (poiche’ non potevo prima per motivi lavoro) ed ho ovviamente dovuto ottenere il permesso di soggiorno, mentre per mia figlia mia moglie mi disse che aveva gia’ provveduto lei, che non c’era bisogno di nulla, essendo figlia di cittadina del paese in cui tuttora risiediamo. Voglio a questo punto specificare che questo paese usa un proprio tipo di scrittura ed i nomi stranieri vengono adattati alla loro pronuncia, inoltre documenti “ufficiali” in cui risultasse il nome di mia figlia non ne ho visti, poiche’ sia la scuola frequentata che l’assistenza sanitaria sono private, e in entrambi compare come cognome quello di mia moglie, cosa a cui non ho dato alcuna importanza poiche’ per la mia assistenza sanitaria figura solo il mio nome “adattato”, senza cognome. E vengo al dunque: qualche tempo fa, in occasione di un viaggio all’estero, mia moglie ha fatto il passaporto per mia figlia, emesso ovviamente dallo stato in cui risiediamo, asserendo che se mia figlia avesse utilizzato il passaporto italiano di cui era in possesso sarebbe incorsa in una sanzione, essendo ora registrata come residente nel paese di mia moglie, al che ho pensato che forse aveva cambiato la cittadinanza di mia figlia, ma la vera sorpresa l’ho avuta quando, sul passaporto ho trovato ancora, per mia figlia, il cognome di mia moglie. Sulle prime mi sono quasi sentito come privato di mia figlia, forse per l’istinto aquisito di dare il proprio, come uomo, cognome alla discendenza, poi il sentimento e’ mutato in sospetto, ed allora Le chiedo e’ possibile che venga cambiato, anche se in un paese straniero, il cognome di un minore e soprattutto senza il consenso di uno dei genitori? Cordiali saluti P.S. ho inserito tra parentesi informazioni personali che gradirei non venissero rese pubbliche, ma che spero possano esserLe utili. Giovanni.

In Italia, per procedere al cambiamento del cognome di un minore, occorrono le firme (i consensi) di entrambi i genitori. In altre parti del mondo vigono tradizioni e regole molto diverse dalle nostre. In Giappone, ad esempio, vige la tradizione per cui se una donna sposa un uomo, quest’ultimo viene “adottato” dalla famiglia della donna, cambiandogli il cognome, per assicurare la continuazione nel tempo del cognome di famiglie che non hanno discendenti maschi.

La cittadinanza italiana si può acquisire automaticamente, secondo lo ius sanguinis (per nascita).
In particolare, la L.91 del 1992 stabilisce che è cittadino per nascita: a) Il figlio di padre o di madre cittadini;
b) chi è nato nel territorio della Repubblica se ambo i genitori sono ignoti o apolidi, o se il figlio non segue la cittadinanza dei genitori, secondo la legge dello Stato di questi

Io non so per quanto tempo Lei e la Sua famiglia siate rimasti in Italia, perchè c’è anche da tenere conto che la legge prevede che il coniuge, straniero o apolide, di cittadino italiano acquista la cittadinanza italiana quando risiede legalmente da almeno sei mesi nel territorio della Repubblica, ovvero dopo tre anni dalla data del matrimonio, se non vi è stato scioglimento, annullamento o cessazione degli effetti civili e se non sussiste separazione legale. A questo punto, però c’è da prendere atto che vi siete trasferiti in xxx dove vigono le leggi nazionali locali che sarebbero da studiare per potere capire cosa prevedono nel tuo caso particolare.

Ancora le legge italiana dice che il cittadino che possiede, acquista o riacquista una cittadinanza straniera conserva quella italiana, ma può ad essa rinunciare qualora risieda o stabilisca la residenza all’estero. Di conseguenza, salvo rinuncia, Lei, Sua moglie e Sua figlia siete ancora cittadini italiani.

Ancora: i figli minori di chi acquista o riacquista la cittadinanza italiana, se convivono con esso, acquistano la cittadinanza italiana, ma, divenuti maggiorenni, possono rinunciarvi, se in possesso di altra cittadinanza.

Normalmente, per evitare inconvenienti a coloro i quali possiedono una doppia cittadinanza (ad esempio doppio servizio di leva) gli stati firmano appositi trattati internazionali. Si tratta di vedere se ne esistono di questo tipo tra Italia e xxx.

A seguito di brevissima ricerca (la situazione ahimè richiederebbe tempo a attenzione che non può essere profuso in questa risposta sul blog) credo che la legge xxx sulla cittadinanza preveda che sia cittadino xxx il figlio di madre cittadina e padre sconosciuto o apolide, anche se nato all’estero. Ciò significa che Sua figlia, essendo nata in Italia, potrebbe essere considerata cittadina xxx solo laddove la madre, mentendo, abbia dichiarato che il padre è sconosciuto.

Altrimenti, potrebbe significare che Sua figlia, come Lei, è ancora cittadina italiana e ha diritto al Suo cognome. Si tratta di vedere se in xxx possa essere sufficiente il consenso di un solo genitore per modificarlo.

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