chi paga le spese legali quando si viene assolti in un procedimento penale?

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Sono risultato innocente per non aver commesso il reato penale di molestie a mezzo sms. Risultato: devo pagare 2.750 euro di parcella al mio avvocato per avermi difeso. Paradossale vero? Non ho commesso il fatto e devo pagare! Parto dall’inizio, intorno ai primi giorni di febbraio 2007, giorno in cui ricevo una telefonata dall’impiegata collega e dipendente come me della ditta con sede in xxx. Due carabinieri del nucleo radiomobile di xxx erano entrati azienda facendo domande su chi fosse l’utilizzatore del numero di cellulare intestato alla ditta. Viene rilascita ai due CC una dichiarazione scritta fornendo i miei dati anagrafici e residenza poichè in effetti sono io la persona che usa tale numero sin dalla sua attivazione. Preoccupato di questo entro pochi minuti dopo nell’ufficio di xxx (sede distaccata della sede legale) e spiego incredulo questa cosa ai titolari. Nessuno sapeva niente. Nei giorni successivi cerco di mettermi in contatto telefonicamente con i CC di xxx per avere maggiori informazioni ma non ottengo risposte. Cerco di mettermi l’animo in pace, pensando che non avendo fatto nulla, non ho nulla di cui preoccuparmi. All’inizio di marzo i CC del paese dove risiedo mi invitano a presentarmi in caserma. Mi notificano un atto in cui vengo invitato a fornire generalità, eleggere domicilio ed un avvocato difensore ma nulla dei motivi per cui devo compiere ciò. Comunque nomino il mio legale e domicilio legale. Nei giorni successivi spiego all’avvocato la situazione, quel poco che sin qui ho descritto. L’avvocato mi risponde che non ho nulla di cui preoccuparmi e che ora avrebbe potuto chiedere informazioni più precise dei motivi della denuncia ricevuta presso il Tribunale. Vengo così a sapere che sono stato denunciato da qualcuno per “molestie a mezzo sms” dalle parti di Pordenone. Ora, al di là che a Pordenone non conosco nessuno, io non ho mai molestato nessuno. Telefonicamente, a mezzo sms, di persona. Quindi, casco dalle nuvole. Passa il tempo e non sento nulla. Giorni, settimane, mesi. Da quel mese di marzo 2007 nessuno mi ha contatto per dirmi nulla. Nemmeno il mio avvocato. Saltiamo per questo motivo al 7 gennaio 2008, data in cui il mio avvocato mi scrive tramite email che: sono stato completamente assolto dall’accusa, accusa mossami da un residente di Pordenone, titolare di un numero di cellulare sul quale nei tre mesi precedenti la sua denuncia io avrei spedito sms a sfondo erotico con frequenza di 5 messaggi al giorno. Sono stato assolto dal Tribunale di Pordenone con sentenza depositata in data xxx poichè non è stato dimostrato che io avessi uso esclusivo dell’utenza telefonica e che nessun tabulato ha dimostrato che tali sms sono partiti dal mio numero. In pratica: il fatto non sussiste. Io dovrei essere contento della conclusione di questa vicenda. Giusto? E lo sono! poichè non ho commesso nulla e ciò è emerso. Ma c’è il rovescio della medaglia: le spese richieste dal mio avvocato difensore. Il mio avvocato chiede a me le spese per il lavoro svolto, sebbene sia risultato innocente, per complessivi 2.295 euro + IVA. Io pensavo che, essendo innocente, le spese non dovessi sostenerle. Invece no! Trattandosi di accusa di reato penale, io sono obbligato a pagare le mie spese come il denunciante è tenuto a pagarsi le sue. Da qui, il tormento. In pratica, l’azione intrapresa da un persona a me sconosciuta, a cui io non ho fatto nulla mi viene a costare 2.754 euro (iva inclusa). Incredibile! E se domani un altra persona mi denuncia? Sono daccapo? Devo difendermi personalmente? E pagare ancora un avvocato per farlo? Per un telefono che non mi appartiene nemmeno ed usata per lavoro? Ehi si, perchè penso che non vi sia scappato il piccolo particolare che in questa vicenda non è stato scoperto il vero artefice del reato. Manca chi ha spedito i messaggi, suppendo che essi siano esistiti davvero (ma io spero bene che ci siano stati veramente, altrimenti vivremmo davvero in un modo di turbati). Credo che in tutto questo ci sia qualcosa che tocca!
Allora, quando dico che per vivere in Italia al giorno d’oggi è indispensabile essere titolare di un contratto di tutela giudiziaria… Lo dico proprio perchè queste cose possono succedere, anzi succedono regolarmente e poi ci sono conseguenze ingiuste per le persone che non hanno fatto niente come il nostro lettore. L’avvocato deve essere pagato, perchè ha lavorato e ha anche portato a buon fine la questione, tra l’altro “fuori piazza”. Il denunciante, probabilmente, non ha nessuna colpa, essendosi limitato a fornire il numero di telefono che appariva sul suo telefono cellulare al momento in cui ha fatto la querela. Probabilmente, la colpa effettiva è di una terza persona che ha in qualche modo “forgiato” il suo numero di cellulare, usando al posto del suo vero numero quello del nostro lettore per mandare i messaggi di molestia in questione. A questa persona, probabilmente, si potrebbe chiedere il risarcimento di questo danno, ma bisognerebbe innanzitutto trovarlo, cosa non semplicissima, poi scoprire che è una persona solvibile, residente in Italia e così via, perchè si potrebbe anche incappare in una persona che non ha niente da perdere in una causa. Con la tutela giudiziaria, invece, che costa 113€ all’anno, e che quindi il nostro lettore, con quello che deve spendere adesso, si sarebbe potuto pagare per 25 anni, conti alla mano, le spese, una volta giunta l’assoluzione, sarebbero state pagate interamente dalla compagnia e il nostro lettore ne sarebbe venuto fuori del tutto indenne.
Sono anni che dico queste cose, di persona a tutti coloro che incontro, su internet a tutti gli altri: fatevi una tutela giudiziaria per voi e le vostre famiglie, altrimenti poi possono arrivare problemi come questi che purtroppo si possono solo tenere stretti perchè non ci sono vere soluzioni, sfortunatamente.
About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio» e «9 storie mai raccontate».

Comments

  1. fabrizio says:

    ma scusa, in questo caso in cui sei stato assolto con formula piena e non dubitativa, non è possibile chiedere i danni civili, instaurando appunto un procedimento civile per la rifusione dei danni avuti a norma dell' art.2043 codice civile?
    cordiali saluti fabrizio

  2. Ma contro di chi?

  3. Roberto Paparusso says:

    Vivo da molto tempo in Germania con tutta
    la mia famiglia e nel diritto penale nello Stato in
    cui vivo quando si viene assolti con formula
    piena o dubitativa il Giudice obbliga lo stato
    cioé la Procura della Repubblica ad assumersi
    tutte le spese,anche quelle legali.
    Cordiali saluti
    Roberto Paparusso

  4. Esatto. In Italia invece se vuoi ottenere lo stesso risultato devi provvedere da te, munendoti di una apposita assicurazione. Purtroppo per noi la Germania è molto più avanti dell'Italia in tante cose, dove noi non arriveremo mai ad avere servizi decenti. Grazie comunque per la tua interessantissima precisazione.

  5. Come al solito la giustizia in Italia é a senso Unico, capita che chi viene indagato diventa vittima per errore di chi, a sua volta ,pur rovinando l'esistenza ad una persona non paga alcunché,a differenza di un operaio o di un impiegatao che se sbagliano spesso vengono licenziati…per errori che se pur gravi, non possono rovinare l'esistenza o la salute di una persona che,se sottoposta a procedimento penale magari ingiustamente,é costretto a sperperare danaro,perdendo spesso lo stipendio perché magari impiagato pubblico e sospeso dal proprio lavoro perché indagato, quindi conseguenzialmente possibili liti e separazioni in famiglia,nonché altri problemi causati dalla mancanza dello stipendio,con ripercussioni anche drastiche sulla propria salute poiké questo stillicidio non durerà pochi mesi (a cui uno potrebbe far fronte) ,ma spesso anni e anni a discapito della propria salute martellata dai pensieri provocati sia dal procedimento penale,sia dalle cose che questo come sopra detto può portare !!!!e se anche tutto questo un giorno dovesse finire poiké assolti,bhé poco importa!!!! perché IL LUNGO tempo che sarà passato dalla denuncia all'assoluzione sarà stato così lungo,che avrà causato nel frattempo danni spesso inreversibili,anche a chi ,con la propria pazienza e fiducia,nulla ha potuto in confronto ai tempi che sono insopportabili per la sensibilità di una brava e onesta persona, che non é abituata a passare anni sapendo di avere un procedimento in corso,proprio perché non essendo un delinquente incallito non sopporta di vivere con questa croce sulle spalle che sicuramente per essere sopportabile (a maggior ragione se ingiusta) deve essere portata il meno tempo possibile,la vita non ha prezzo e tutti debbono poter guardare al proprio futuro con date più o meno certe,perché la vita é una sola e non ha prezzo!!!!! affinché tutti si sensibilizzino su questo stillicidio che non deve provocare danni maggiori, di quelli che una condanna o un assoluzione già provocano.Ricordo che a differenza di quasi tutti gli altri Stati della Comunità Europea,i nostri processi durano in media 3 o 4 volte in più che da loro,nonostante il numero dei Giudici sia lo stesso degli altri paesi,per ogni 1000 abitanti …

  6. annaluigiarossi says:

    A me è capitato di essere stata denunciata per abuso di mezzi correttivi di essere stata discolpata dal P.M. che contemporaneamente ha disposto la mia inquisizione per falso ideologco rispetto all’argomento della lezione che avevo svolto. Dopo due anni sono stata discolpata dal p.M. che nel frattempo è cambiato!! Ma vi rendete conto esistono anche P.M. solerti ma più precisamente pazzi!!!!

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