i tempi della giustizia

Segnalo questa notizia da Repubblica di diversi giorni fa, che riguarda una coppia di anziani pensionati che hanno presentato ricorso alla Magistratura del lavoro per ottenere il ricalcolo della pensione nei confronti dell’INPS ed ai quali la prima udienza è stata fissata per l’anno 2020.

A parte il fatto che si tratta, almeno parzialmente, di una esagerazione giornalistica, dal momento che sicuramente i ricorrenti presenteranno poi un ricorso d’urgenza, dal momento che la pensione è un diritto “alimentare” e che se sono necessarie integrazioni vanno riconosciute immediatamente, per non dire della possibilità di presentare subito ricorso per equa riparazione, mi piacerebbe comunque girare la vicenda a tutti quelli che dicono che la colpa della lentezza della giustizia è della categoria degli avvocati.

Non dico che sia dei giudici, che probabilmente sono in numero infinitamente ridotto rispetto alla mole di ricorsi, ma se presentando un ricorso l’udienza viene – dal giudice – fissata nel 2020 quale sarebbe la colpa dell’avvocato? Non è anche lui una vittima dell’inefficienza del sistema, considerando che le cause di lavoro e previdenziali si fanno da sempre, anche prima della formale legittimazione, con il sistema della quota lite?

A voi le più opportune riflessioni…

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

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