Il mantenimento del nonno da parte del nipote

I miei genitori sono morti ed erano figli unici. Le loro madri sono ancora vive e ricoverate in case di riposo. Una è autonoma economicamente mentre l’altra non lo è affatto. Non possiede beni immobili ne mobili. Percepisce una pensione che io e mia sorella, le uniche nipoti, dobbiamo integrare ogni mese di ben 650 euro! Non siamo assolutamente in grado di sostenere oltre questa spesa. Abbiamo fatto domanda di accompagnatoria che ci è stata respinta nonostante mia nonna abbia quasi 97 anni e non sia assolutamente in grado di provvedere a se stessa in modo autonomo. Ci accingiamo a ricomparire avanti alla commissione medica dell’USLL di Treviso per la seconda volta. In caso ci respingano ancora, a chi dobbiamo rivolgerci per un aiuto economico? Al Comune? Siamo obbligate, noi nipoti, a mantenere la nonna? Io ho un lavoro saltuario e mia sorella è separata e, al momento, vive con il sussidio di disoccupazione. Grazie per l’aiuto. Giovanna.
La legge, quando parla di obbligo degli alimenti fa riferimento al caso in cui la persona che si trovi nell’impossibilità oggettiva di provvedere autonomamente al proprio fabbisogno alimentare e alle esigenze primarie, venga assistita e sostenuta dai parenti più prossimi. In particolare, l’art. 433 del codice civile dice che a tale obbligo sono tenuti i figli e, in mancanza, i loro discendenti, vale a dire Lei e Sua sorella.
Riferendoci al caso della nonna economicamente più debole, Le ricordo che, nel caso sia ricoverata in un istituto di assistenza privato, in caso di mancato pagamento della retta, quest’ultimo potrebbe rivalersi nei confronti di Voi nipoti in quanto tenute per legge al mantenimento. Se, viceversa, la signora riceve assistenza da istituti pubblici che sono tenuti per legge a provvedere all’assistenza dei malati e degli indigenti, tale rivalsa non è loro concessa perchè verrebbero meno i principi costituzionali di uguaglianza e solidarietà. 

Valutando così dall’esterno la situazione di Sua nonna, direi che potrebbe ottenere l’indennità di accompagnamento o l’assegno sociale, entrambi erogati dall’Inps e per i quali occorre rivolgersi all’ufficio competente del comune di residenza.

Come alternativa sarebbe da valutare, forse, la possibilità di rivolgersi a un legale a spese dello stato (attraverso l’ammissione al gratuito patrocinio in base a un reddito annuale basso) per ottenere di nominare un amministratore di sostegno per la nonna anziana (magari Lei o Sua sorella o un avvocato) e quindi cercare attraverso lo stesso di ottenere maggiori sussidi.

Comments

  1. vincenza says:

    salve mi chiamo vincenza ho 33 anni,sono stata cresciuta da genitori acquisiti,praticamente abitavano la porta accanto e sono cresciuta chiamandoli mamma e papà,i loro figli che ne sono tre molti più grandi di me gli ho sempre voluti bene come veri fratelli eloro viceversa anche perchè ero più piccolina,mi sono sempre presa cura dei miei genitori acquisiti anche perchè in casa ero rimasta io perchè gli altri si erano sposati,poi agosto del 2006 gli ho lasciati perchè il papà era diventato troppo pesante non si poteva più ragionare premettendo che quasi un'anno prima aveva avuto un intervento al cuore e alla carotide,da quel momento era diventato molto insopportabile,il bello arriva adesso,dopo di me si mettono una donna bulgara in casa,dopo circa un'anno muore mia mamma e dopo un'anno e mezzo mio padre,hanno aperto il testamento ed hanno scoperto che mio padre avrebbe lasciato il 40 per cento dell'immobile 5000 mila euro sul conto corrente e due quadri di valore a questa bulgara,a me niente,ma sinceramente non m'interessa,in più dopo i funerali di mio padre sono andati i figli a casa del defunto e hanno scoperto che sono stati derubati di tutto l'oro e i soldi che erano conservati,presi da questa donna,ora i miei fratelli hanno cambiato la serratura e momentaneamente la casa e chiusa,la mia domanda e questa possono rimpugnare il testamento?ah dimenticavo i miei fratelli gli hanno fatto subito una denuncia penale per l'accaduto,cosa succederà adesso?

    • E' un caso troppo complicato perchè se ne possa parlare utilmente in una sede come questa. Ti conviene incaricare un difensore di fiducia cui esporre con calma tutta la situazione e dal quale ricevere i consigli migliori che, specialmente quando si tratta di materia penale, sono importanti da avere e da seguire.

  2. Rosaria says:

    Mio figlio separato ,senza lavoro con una figlia da mantenere.chi deve peovvedere al mantenimenro della figlia dato che noi nonni aiutiamo il padre alle spese quotidiane.Grazie.

  3. Salve,
    io sono il nipote di una nonna di 85 anni, ancora autosufficiente (ma fino a quando?), che ha sempre favorito uno solo dei suoi tre figli (io sono il figlio di una sua figlia).
    Quando una decina di anni fa è morto mio nonno, ha ereditato (essendo cointestataria dell’immobile) i 2/3 della casa di abitazione mentre il resto è stato diviso tra i tre figli.
    L’immobile, gravata dalla parte restante di un’ipoteca accesa a favore sempre del solito figlio favorito, è stata comunque venduta “abbastanza” bene, tanto che a mia nonna sono spettati 150.000 Euro.
    A questo punto mia nonna, nonostante il parere contrario degli altri due figli, ha voluto andare a vivere con il figlio favorito e naturalmente ha lasciato a lui la gestione sia della sua pensione (non particolarmente alta anche perché si è sempre rifiutata di dirlo almeno a mia madre) e la gestione dei suddetti 150.000 Euro. (non credo che sia stato aperto neanche un conto corrente a suo nome, non lo so)
    Per sette anni quindi mia nonna ha vissuto con questo figlio, conducendo uno stile di vita molto “semplice”; poi mio zio ha deciso di trasferirsi da un’altra parte e mia nonna ha deciso finalmente di andare a vivere da sola……a quasi 82 anni!
    In questi ultimi tre anni è andata a vivere in affitto in uno posto brutto ed il suo stile di vita è rimasto sempre molto “semplice” ed anzi ha sempre tentato, coinvolgendo tutte le persone che conosceva (dal parentado ai semplici conoscenti) di tentare a vivere a casa di mio padre.
    Per colmo della sfortuna di mia madre (e mia), l’anno scorso mio padre è morto; essendo benestante (anche perché i suoi redditi non ce li faceva godere in quanto molto avaro) ha lasciato a me ed a mia madre una discreta fortuna, patrimonio che viene gestito il meglio possibile perché mia madre ha sempre fatto la casalinga ed io sono disoccupato da tempo (faccio solo lavori saltuari).
    In questo anno dove io e mia madre abbiamo cercato di prendere le redini di tutto ciò che amministrava mio padre, mia nonna ha iniziato ad aumentare le sue pressioni per venire a vivere in casa nostra.
    Io appena pochi giorni fa ho incominciato a documentarmi su internet ed ho scoperto che, anche se mia nonna non dovesse più possedere un centesimo dal ricavato della vendita della sua abitazione, nel caso in cui non dovesse più essere autosufficiente devono contribuire tutti i suoi figli, tra cui naturalmente mia madre che pagherebbe di più in quanto con la morte di mio padre è diventata più ricca dei suoi fratelli.

    E’ una beffa, non è giusto, e non parlo solo dal punto di vista economico ma dal punto di vista psicologico: mio padre ha fatto condurre una vita “semplice” a mia madre, colpevolizzandola che sua madre favoriva sfacciatamente un solo figlio ed ora che lei ha qualcosa ( e lo sta spendendo attualmente dal dentista, dall’oculista perché è affetta da anni da un problema agli occhi ed ora deve anche operarsi alla spalla) rischia probabilmente di contribuire di più degli altri fratelli perché esiste in Italia una legge del genere, anche se mia nonna ha volontariamente deciso di farsi mangiare i suoi soldi, soldi che dovevano servirle per pagarsi almeno qualche anno di casa di riposo e spese sanitarie in genere.

    Non è giusto: cosa dovevo fare io? Dire a mia madre di rinunciare alla successione di mio padre e di rimanere in balia mia (non sono un figlio molto affettuoso ma non volevo “derubare” mia madre)?

    Ma è mai possibile che non esista un modo, un cavillo per non dover essere presi in giro così facilmente? Non esiste un’azione legale da intraprendere che tuteli mia madre ed alla fine anche me?

    Alla fine non voglio non aiutare economicamente mia nonna (anche se non se lo merita), ma non è giusto che riesca a prendere in giro mia madre ed il sottoscritto, derubandoci.
    Alla fin fine io credo che se una persona si comporta così ed è ancora capace di intendere e di volere è una persona che vuole derubare e non ha nessuno scrupolo del vissuto di alcuni suoi famigliari.

    Se fosse possibile darmi un consiglio lo accetto volentieri e mi scuso anticipatamente per lo sfogo.

    Grazie

    • Purtroppo questa persona sinché è in vita e in possesso della capacità di intendere e di volere può ancora decidere come disporre delle proprie risorse, anche se capisco la vostra amarezza.

  4. marilena says:

    Se uno tra i nipoti, si rifiuta di accudire, supportare logisticamente, non economicamente, un proprio nonno anziano, come può essere obbligato a farlo?
    Grazie.

    • Il supporto materiale nessuno può essere costretto a farlo perché si tratta di prestazioni da questo punto di vista incoercibili. Si applica tuttavia la disciplina sugli alimenti è contenuta negli articoli 433 e seguenti del codice civile per cui chi è tenuto a prendersi cura di un parente in stato di bisogno può essere condannato a pagare quanto necessario sotto questo profilo.

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