Appartamento in eredità: come gestirlo o dividerlo?

Mio marito ha ereditato un appartamento dai suoi genitori entrambi deceduti. Gli eredi, in quote diverse, sono i 4 figli. Ora una delle figlie vorrebbe vendere la sua quota, mio marito può legittimamente acquistare da lei la sua quota facendo una proposta-accordo solo con lei o deve avere il consenso sia per il prezzo che per la vendita stessa da parte degli altri eredi? Che tra l’altro non sono interessati all’acquisto della parte – un’altra sorella non vuole che l’appartamento venga messo in vendita ma non vuole neanche comprarlo- la situazione si complica anche perchè chi vuole vendere è figlia solo della madre, il padre è diverso ed essendo morto prima lui la sua parte è stata divisa tra mia suocera e i 3 figli, dopo la sua morte è stata divisa tra i suoi 4 figli quindi dopo calcoli complicati da denuncia catastale risulta che la figlia che vuole vendere ha la parte + piccola- (si contesta anche che abbia diritto alla parte del marito di sua madre ereditata da sua madre ) forse è un po’ complicato.. il succo è mio marito deve avere il consenso degli altri proprietari per acquistare l’immobile? E per il prezzo? Grazie (Paola, via mail).
Non c’è niente di molto complicato, in realtà.
Innanzitutto, la diversa misura delle quote non ha influenza, se non nella determinazione del corrispettivo o della liquidazione cui si darà luogo in sede di divisione.
Per quanto riguarda il diritto di tuo marito di acquistare dalla sorella, egli può farlo senza che vi sia necessariamente il consenso degli altri coeredi. Il diritto di prelazione sulle quote ereditarie, il famoso retratto successorio, è previsto infatti dall’art. 732 cod. civ., che prevede che tale diritto di preferenza valga solo quando uno dei coeredi intende vendere “ad un estraneo” e quindi non anche nel caso in cui venda ad un altro coerede.
Quindi in sostanza per arrivare ad una situazione uniproprietaria di questo immobile, tuo marito può comperare le quote di coloro, tra i coeredi, che intendono vendergliele, mentre per quel che concerne coloro che invece non le intendono alienare non rimane che chiedere un giudizio divisorio, agli esiti del quale il bene potrà essere diviso in natura, se possibile frazionarlo in più unità immobiliari, oppure venduto a terzi dividendosi gli eredi, in proporzione delle rispettive quote, il ricavato relativo.
Se il problema è quello della mancanza di accordo sul corrispettivo, con conseguente indecisione sul comprare o vendere di ciascuno o di alcuni dei coeredi, si può provvedere con il sistema del deposito delle offerte in busta chiusa, dove chi offre di più acquista e paga il corrispettivo all’altro e viceversa.
About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

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