Domanda: sono indagato per una truffa ai danni dello stato, mi hanno imputato 239 sgravi fiscali con conseguente danno presunto all’erario. Da questi sgravi sono scaturite delle tangenti per circa 120.000,00 euro. Premetto che sono incensurato e reo confesso per 188 dei 239 addebiti avendo dimostrato al PM che in 51 casi ho ero in altro ufficio, ho ero in verifica esterna, addirittura in malattia. Nel 2005 l’agenzia delle Entrate, accortosi dei falsi annullamenti, ha rimesso in toto le cartelle comprensive di interessi, di conseguenza ho restituito totalmente i 120.000 euro presi ai vari consulenti corruttori man mano che arrivavano le cartelle. In fase di udienza preliminare il PM ha dato parere favorevole ad un mio patteggiamento. Il Giudice invece ha negato lo stesso, perchè per patteggiare dovevo accollarmi tutti gli sgravi cioè 239. E’ giustizia questa ? esiste una strada per potermi avvalere del patteggiamento? il mio legale mi ha riferito che il PM doveva riscrivere il capo di imputazione nei miei confronti. Siamo ancora in tempo? Siamo alla prima udienza del processo , dove i legali degli altri 24 coimputati stanno ripresentando i patteggiamenti per i propri assistiti.
“caro lettore, Ti informo che nei procedimenti penali con udienza preliminare l’istanza di patteggiamento dovrà essere presentata prima della fine di detta udienza. C’è però il caso in cui è possibile chiedere il patteggmaento anche prima dell’apertura del dibattimento ed è quando l’imputato ha presentato detta istanza in sede di udenza preliminare e poi il Gip non ha accolto detta istanza per vari motivi tipo la non congruità della pena rispetto al fatto contestato. Quindi per il Tuo caso sussiste ancora la possibilità di ripresentare l’istanza di applicazione pena, ma mi raccomando, detta istanza dovrà essere ripresentata prima dell’apertura del dibattimento. Vorrei al riguardo ricordarTi che la sentenza di patteggiamento è equiparata ad una pronuncia di condanna. A disposizione per chiarimenti”








