come gestire la separazione dei beni

Buongiorno e complimenti per il sito e per il servizio offerto, che è veramente di altissima utilità. Vengo a porre la mia questione: sono sposata da 2 anni ed ho un bimbo di 7 mesi. Mio marito, che fa parte di una famiglia di industriali, per evitare eventuali coinvolgimenti delle aziende in situazioni future ha preferito che scegliessimo la separazione dei beni alla celebrazione del matrimonio. Premetto che io e mio marito siamo felicissimi, però avendo fatto una scelta con implicazioni legali vorrei sapere a cosa potrei andare incontro. Mio marito in questo momento possiede 4 case, lavora nelle aziende di famiglia ed ha dei soldi in banca su un conto personale. Io invece non possiedo nulla di intestato se non l’automobile. Lavorativamente al momento sono titolare una ditta individuale che non mi da dei grossi utili e probabilmente in futuro dovrò trovare una collocazione diversa perchè per seguire la famiglia (figli nati e futuri!) non potrò lavorare se non in forma part-time. Dovendo praticamente dedicare la mia vita a marito e figli devo mettermi nella posizione di avere una certa tranquillità economica che mi consenta di essere autonoma anche da sola, oltre ad un tetto sulla testa. Vengo al sodo, che tipo di tutela ha la donna nel caso di divorzio in regime di separazione di beni e quale nella sciagurata ipotesi della vedovanza? E’ possibile che io non abbia alcun diritto su ciò che è di mio marito? Pongo questa domanda per capire se conviene mettere in atto dei provvedimenti a mia tutela (cosa che mio marito farebbe) come intestare a me una casa, cointestare il conto corrente, stipulare una polizza a vita inserendomi come beneficiaria, fare una pensione integrativa o se addirittura conviene passare al regime di comunione dei beni. (Anna, via mail)

In caso di decesso di tuo marito, saresti erede insieme ai tuoi figli, quindi sareste tutti adeguatamente tutelati. Avresti anche il diritto di abitazione, vita natural durante, sulla casa coniugale. In caso, invece, di separazione in vita di entrambi a te non spetterebbe niente su quello che è suo, perchè i beni sono suoi. Quindi, se volete gestire le cose in modo da sistemarle tra di voi in modo equo, la cosa migliore è cointestarvi gli immobili di famiglia. Sul conto corrente comune e la polizza vita non conterei molto, perchè sono cose che sono piuttosto evanescenti: un cc può essere facilmente tenuto vuoto, mentre se ne riempie un altro, e il beneficiario di una polizza vita può sempre essere cambiato dall’assicurato.

A mio giudizio, poi, avete fatto bene a suo tempo a scegliere la separazione dei beni e non vi conviene passare alla comunione, l’importante è che prendiate, di comune accordo, alcuni provvedimenti tipo la cointestazione degli immobili, che fanno in modo che anche tu, in riconoscimento del tuo lavoro di “mamma”, sia tutelata. Naturalmente, poi, ci sono tante altre piccole cose che si possono vedere e fare, come anche tu stessa intuisci, però sostanzialmente i concetti sono questi, poi nel dettaglio ovviamente si può approfondire.

Leggiti attentamente anche questo nostro precedente post sulle differenze tra comunione e separazione.

About Tiziano Solignani

L’uomo che sussurrava ai cavilli… Cassazionista, iscritto all’ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l’altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un’ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

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