la pratica dell’hotlinking

Vorrei sottoporti la tematica dell'”hotlinking“: secondo te è una pratica ammissibile oppure viola qualche norma di legge? Avrai letto del recentissimo caso relativo al sito web di un politico italiano:

Io vedo più un reato in quello che ha messo la foto hard con i volti dei politici e i loghi del partito. Al massimo l’hotlink secondo me può essere una pratica “unfair” ma nulla più. Che ne pensi? (Andrea, via mail)

Sì il caso è stato divertentissimo perchè ha colpito nel segno. C’è questa classe politica, tutta, che è vecchia, non sa stare al passo con i tempi, vuole lo stesso provarci, a stare su internet, ma ogni tanto viene regolarmente sbeffeggiata dal furbacchione di turno. Un po’ bisogna dire che gli sta bene, perchè al giorno d’oggi chi vuol fare veramente politica non può più prescindere da una conoscenza almeno sufficiente dei mezzi tecnologici, che sono l’ultima e più importante rivoluzione sociale e lavorativa, e continuare a bearsi e baloccarsi dell’utilizzo della penna stilografica – o addirittura del pennino e calamaio, come alcuni che ho conosciuto io stesso – a mo’ di vecchio gentiluomo di campagna.

Detto questo, vediamo di capire un po’ gli aspetti giuridici dell’hotlinking.

Naturalmente il primo aspetto da valutare è quello relativo al copyright, perchè tramite l’hotlinking si realizza, di fatto, una copia, anche se non nel momento del linking, ma in quello della successiva consultazione del sito con l’hotlink da parte di un utente della rete tramite un proprio browser, di quanto viene linkato. Questo è un primo aspetto che potrebbe generare dei problemi di legittimità, considerando il tipo di licenza o condizione con cui è stato pubblicato il materiale linkato. Salvo le opere veramente di pubblico dominio, tutte le altre appartengono al suo creatore o alla persona o società cui il creatore ha ceduto i diritti. Il titolare dei diritti può decidere di riprodurle, ad esempio, solo sul proprio sito web, vietando qualsiasi altra riproduzione che non sia magari accompagnata da una certa dicitura. Questa condizione, se esistente, va rispettata e quindi in un contesto del genere l’hotlinking sarebbe illegale. Naturalmente, bisogna vedere da caso a caso.

Un secondo profilo da valutare è quello del danno che si produce al sito hotlinkato a causa del maggior consumo di banda. Solitamente, infatti, chi inserire ad esempio un immagine nel proprio sito web lo fa perchè la stessa sia visualizzata, e quindi scaricata, dagli utenti del suo stesso sito. Se un altro sito, tuttavia, anzichè caricare la stessa immagine sul proprio si limita a linkare quella presente sul primo sito, ogni volta che un utente del secondo sito apre la pagina dove si trova l’hotlink, verrà attinta anche la banda di cui dispone il primo sito. In questo modo, il primo sito può diventare più lento per i suoi visitatori e, in caso di superamento del limite mensile di banda, può verificarsi anche un addebito per i suoi gestori, insomma un danno di cui è responsabile chi ha praticato l’hotlink, che naturalmente può essere identificato tramite referral, dapprima, e registrazione del dominio o titolarità del blog poi.

Un altro profilo da considerare è quello del diritto all’immagine e all’identità personale. Pensiamo al caso in cui l’immagine di un politico, pubblicata nel proprio sito, sia hotlinkata in un altro sito in cui si parla ad esempio di aborto, suggerendo visivamente il favore o la contrarietà di questo politico verso il tema. La persona raffigurata nell’immagine, pur non essendo lesivo dell’onore nè essere favorevole nè contrario all’aborto, potrebbe ritenere leso il proprio diritto all’immagine e all’identità personale, che è il diritto di vedersi attribuite le opinioni che sono proprie e non altre, in modo che l’immagine pubblica abbia una sua forma e coerenza, una cosa molto importante specialmente per i politici.

In conclusione, ci sono tanti profili da valutare nel caso dell’hotlinking e naturalmente la risposta definitiva cambia da caso a caso.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

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