mantenimento di un figlio maggiorenne

Sono una 23enne figlia di genitori separati dal ’90, recentemente divorziati. Nell’atto di separazione era stato concordato un mantenimento di 1.000.000 di lire, rimasto invariato fino a oggi (500 euro). Vorrei sapere fino a quando posso richiedere il mensile a mio padre, considerato che lo stipendio di mia madre, con cui convivo, non sarebbe nemmeno sufficiente a pagare il canone di locazione della casa in cui abitiamo e che sto ancora studiando, quindi non ho un reddito che mi permetta di essere autosufficiente. (Gianna, via posta elettronica)

L’art 155 cod.civ. dispone che i figli hanno diritto ad essere mantenuti, istruiti ed educati da entrambi i genitori, anche se separati, in misura proporzionale al loro reddito.

La prestazione dei mezzi economici permane fino a quando il figlio, completato il ciclo di studi, sia in grado di raggiungere la propria indipendenza economica.

Venendo al caso in questione, Tuo padre potrà cessare il mantenimento soltanto dimostrando che hai raggiunto l’indipendenza economica, oppure che il mancato svolgimento di un’attività economica dipenda da una Tua inerzia.

Si tratta comunque di un accertamento che si ispira a criteri di relatività, in quanto necessariamente ancorato al percorso scolastico, universitario e, spesso, post universitario del figlio e, soprattutto, alla situazione attuale del mercato del lavoro.

Per cui Tuo padre ha l’obbligo di versarTi l’assegno fino a quando non avrai un’autonomia economica ovvero – così come stabilito dalla Corte di Cassazione – l’importo dell’assegno potrebbe essere diminuito in proporzione al grado di indipendenza economica raggiunta dai figli, questo perchè l’assegno di mantenimento si adegua – oltre alla differenza di reddito dei due coniugi separati o divorziati – anche all’eventuale reddito percepito dai figli stessi come corrispettivo di un’attività lavorativa.

About Tiziano Solignani

L’uomo che sussurrava ai cavilli… Cassazionista, iscritto all’ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l’altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un’ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. volevo ringraziarti per la chiara spiegazione su questo non facile e delicato argomento, che riguarda una fascia abbastanza debole e poco tutelata…

    debora

  2. Antinisca Sammarchi says:

    Aggiungo solo al post sopra che Tuo papà, prima di smettere di contribuire al Tuo mantenimento, dovrà fare un ricorso al Tribunale chiedendo al Giudice di non corrisponderTi più il mantenimento.

    Inoltre, dato che sei maggiorenne, Tuo papà può versare direttamente a Te la cifra e non più a Tua mamma.

  3. ciao,sono separata, il mio ex marito nn mi passa gli alimenti , mentre ha dato solo in parte gli alimenti a mio figlio di 18anni che vive con me, nn lavora e frequenta la scuola superiore ,il mio ex ha un negozio di artigiano e ha reddito quasi zero .cosa posso fare?il mio avvocato mi ha detto che nn otterremo niente perche lui nn possiede beni il negozio di artigiano nn puo' dare fallimento ,e a mè è arrivato lo sfratto,se nn chiedo troppo puoi rispondermi anche se nn si ottiene nulla ? grazie

  4. Antinisca Sammarchi says:

    Mi spiace ma non so proprio cosa risponderTi: bisognerebbe avere un'idea molto più dettagliata della cosa per dare una risposta, come, ad es., se possiede immobili o altro, …

    Mi sento tuttavia di darTi un consiglio: prova a rivolgerTi ad un'agenzia di investigazioni per vedere di chiarire la posizione economica di Tuo marito: spesso qualcosa salta fuori, tipo conti correnti, immobili, …

    Un'indagine di questo tipo di solito a noi costa sui 250€, accessori di legge compresi, prova a sentire dal Tuo legale se ha qualche convenzione con agenzie investigative.

  5. ciao tiziano, sono sposata da circa due anni ed o un figlio di un anno,adesso sono incinta di pochi mesi. mio marito è un impiagato enel e guadagna 1300 euro però devo dirmi che lui a un figlio di 4 anni dove lui gli passa 150 euro al mese. io non lavoro e sto a casa con mio figlio e poi non posso lavorare perchè rischio di perdere il bambino.
    lui non vuole sapere niente di me e sono 2 settimane che non chiede nemmeno del figlio. la domanda che le faccio è questa se mi tocca il mantenimento di me e dei miei figli ?e x quanto riguarda l'affitto e il ginecologo chi li deve pagare?posso chiedere l'affido di mio figlio?

  6. Antinisca Sammarchi says:

    Sicuramente hai diritto al mantenimento per quanto riguarda i Vostri figli, mentre per quanto Ti riguarda ritengo che potresTi aver diritto ad un mantenimento 'a termine' ovvero fino a quando non trovi un'occupazione che Ti permetta di essere economicamente autosufficiente.

    Ovviamente per aver diritto al mantenimento, sia per Te che per i Tuoi figli, devi rivolgerTi ad un Giudice tramite un legale.

    PotresTi anche chiedere l'affidamente esclusivo dei bambini ma, a meno che non ci siano seri motivi, il Giudice, con ogni probabilità, opterà per un affidamente congiunto collocando, eventualmente, i bambini presso di Te.

    Per quanto riguarda le altre spese dovreste sostenerle al 50% a meno che Tuo marito non se ne voglia far carico.

    Considera che prima Ti muovi per vie legali, prima riuscirai ad ottenere un mantenimento.

    In bocca al lupo!

  7. Gentilissimo Avvocato chiedo se il "mantenimento a termine"potrebbe aspettare pure a me, a causa della salute del la mia bambina piccola e bisognosa di cure materne e ospedaliere sono costretta da anni a perdere lo stipendio da lavoro e il padre non provvede al mantenimento della bambina e quando cerco di rintraciarlo è latitante. Non potendo abbandonare la bambina a casa da sola sono costretta a rimanere senza stipendio per accuparmi di Lei. Però nessuno a mai provveduto a integrarmi lo stipendio che di fatto perdo da anni e ho pure io vive spese non sono per il bimbo ma anche per il mio mantenimento e quello della gestione casa e spese varie utenze luce, gas, bollo vettura ,assicurazione macchina. La bambina è riconosciuta dal padre ma non solo il padre non ha mai voluto conoscere la bimba ma non ha mai provveduto a nulla neppure quella di mettere a disposizione una baby sitter dato la sua mancata collaborazione nella gestione della piccola, non siamo sposati ma ioe la bimba abbiamo vive necessità di sopravvivenza per non morire di fame, freddo e cure salute.
    Spero in suo chiarimento, ringrazio per il suo consiglio e aiuto. Saluti a Lei e al suo staff

  8. Mi dispiace non ti posso dare nessun chiarimento, per farlo dovremmo metterci a tavolino ed esaminare per bene ed approfonditamente il tuo caso e la tua situazione concreta in tutti i suoi aspetti. Può essere che ci siano i presupposti per quello che desideri tu, ma è una cosa che si può vedere solo dopo un esame approfondito e accurato del caso, cosa che va al di là degli scopi – e delle possibilità – di questo blog (e credo anche di qualsiasi altro).

  9. Grazie ugualmente moltissimo per l'interessamento, è venuto spontaneo chiederLe dato la lettura degli altri ma logicamente comprendo che ogni caso è diverso da un'altro e che pertanto occorre una visione più dettagliata, Cordiali saluti

  10. Sì sorry. Cercati un legale di fiducia cui poter esporre il caso e avere, una volta per tutte, i chiarimenti che ti servono.

  11. roberto says:

    volevo chiedere un informazione proprio riguardo alla possibilità del mantenimento da parte del padre nel caso di un percorso di studi diciamo 'tormentato'.
    la mia situazione di precarietà economica durante gli ultimi tre anni durante i quali ho frequentato l'università , mi hanno impedito di sostenere gran parte degli esami che avrei dovuto sostenere.tutto ciò però a causa del fatto che tra lo stipendio di mia madre e i miei lavoretti riuscivo a pagare a malapena le tasse universitarie.
    mio padre ha sempre ripetuto che dovevo cercarmi un lavoro e non dovevo continuare gli studi.
    mio padre era disposto a pagare una parte delle tasse universitarie solo a condizione che mi iscrivessi a legge.facoltà che non mi piace affatto.ho anche tentato di frequentarla,ma quando determinate materie non interessano è a mio avviso impossibile riuscire agli esami.
    da quando mi sono iscritto a lingue mio padre si è rifiutato non solo come ha sempre fatto di pagare il mantenimento ma anche di contribuire anche in minima parte alle spese universitarie…ho quasi 26 anni(quando ho cominciato l'università ne avevo 23) e solo ora sono venuto a sapere che lui avrebbe dovuto per sentenza di un giudice contribuire non solo alle spese universitarie,ma anche a quelle per il mantenimento.
    è possibile sostenere di fronte ad un giudice che il forte ritardo nei miei studi è almeno in parte da attribuirsi al mancato sostegno economico di mio padre? tenga conto che le difficoltà economiche mi hanno impedito anche di acquistare i libri per tempo e quindi mi hanno costretto a ridurmi all'ultimo momento con i testi dell'esame solo 2-3 settimane prima dell'esame perchè prima non ero riuscito a comprarli.e quindi poi tutto ciò mi ha impedito di sostenere con successo gli esami.gli unici esami che ho passato sono quelli in cui non era necessario comprare libri costosi per essere sostenuti:e cioè gli esami di conoscenza della lingua.quelli li ho superati con delle medie alte d'altronde!!!
    ringrazio in anticipo per sua risposta.

  12. Gentile avvocato,
    sono divorziato da pochi giorni e ha due figli in affidamento congiunto che vivono per lo più del tempo (circa 20 giorni al mese) con me e il resto del tempo con la madre. Uno dei due è ventenne. Ogni spesa loro inerente è a mio carico. Perfino se devono comprare una caramella! Oltre all'assegno divorzile do alla madre(laureata libera professionista) ogni mese una quota di 1100 euro per i figli. Posso dare al figlio maggiorenne la metà di tale quota a lui direttamente?La ringrazio e La saluto cordialmente

  13. Alfredo says:

    Buongiorno, volevo un'informazione riguardo i figli di un separato: se un figlio di separati vive in casa con uno dei due genitori , che convive con un ' altra persona e il figlio è maggiorenne e riceve 400 euro di mantenimento , deve oppure potrebbe contribuire al vitto nella casa dove convive il genitore? e in che misura?

    • Deve contribuire, naturalmente nei confronti del suo genitore e non anche del nuovo compagno. Purtroppo questa è una norma del codice civile sempre più desueta, quando ero ragazzino io (che oggi ho 41 anni) i miei coetanei che lavoravano davano tutti una parte dello stipendio in casa, oggi a quanto mi risulta sempre più famiglie lo pretendono e sempre meno figli lo fanno. Per la misura, il codice si limita a dire generalmente che è in proporzione al proprio reddito. Comunque, è un peccato che questo uso si stia perdendo perchè credo avesse un valore, cioè non fosse solo utile dal punto di vista economico, ma avesse anche un aspetto etico importante.

      –?cordialmente,

      tiziano solignani, da ? Mac
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