l’affidamento congiunto se i genitori sono lontani

Sono mamma di una bambina piccola, che a giorni compirà  un anno; dopo cinque anni di fidanzamento (non c’è stata mai convivenza) il rapporto è in fortissima crisi, non mo dilungo sui motivi…. Ad ogni modo la mia domanda è la seguente, il mio ex fidanzato lavora a Verona, come carabiniere, non ha al momento nessuna possibilità  di trasferimento, e io ho intenzione di andare davanti ad un giudice, per chiedere l’affidamento di mia figlia, e il tempo e le modalità  con cui il padre potrà  vederla. Secondo Le sue conoscenze potrebbe mai disporre un affidamento congiunto di una bambina così piccola? E quanto tempo dovrebbe trascorrere lui con mia figlia? Grazie, in anticipo per la Sua risposta. (Marianna, via mail)

Non è possibile, naturalmente, dare una risposta precisa, perchè bisognerebbe conoscere tutta la situazione nel dettaglio, però si possono fare come al solito alcune osservazioni generali, magari utili per un primo orientamento.

Innanzitutto il giudice competente è il tribunale dei minorenni, visto che non siete mai stati uniti in matrimonio, ma solo fidanzati. Si applicano al vostro caso le considerazioni riportate nella nostra scheda pratica sulla separazione dei conviventi, anche se veri e propri conviventi non lo siete mai stati.

Per quanto riguarda le modalità di affido, le possibili soluzioni, in astratto, sono tre: collocazione presso il padre, collocazione presso la madre, affido condiviso. La collocazione presso il padre potrebbe avvenire solo qualora il padre dimettesse un progetto molto convincente idoneo a dimostrare al tribunale che la sistemazione della bambina a Verona sarebbe molto più favorevole per la bambina stessa. Si tratta di una ipotesi che, almeno al momento, è di assai difficile realizzazione, specialmente considerando che la bambina è ancora molto piccola e necessita quindi delle cure che tipicamente una madre può dare in modo molto migliore rispetto ad un padre, se non in modo esclusivo come ad esempio l’allattamento al seno. E’ molto più probabile che la bambina sia affidata o comunque collocata presso la madre, con ampi diritti di visita a favore del padre: su come possano configurarsi questi diritti di visita, e frequentazione, dipende molto dal tribunale. Può darsi che il collegio stabilisca fino a che la bambina è molto piccola un diritto di sola visita, mentre a partire dal secondo o terzo anno di età anche di frequentazione, cioè il diritto per il padre di prenderla e tenerla con sè alcune ore, metà giornata o anche alla notte. La terza ipotesi, quella di un congiunto effettivo, è ugualmente poco plausibile, vista la distanza tra i due luoghi di vita dei genitori, perchè assai difficilmente il tribunale potrebbe ritenere conforme all’interesse della bambina stare una settimana in meridione e una settimana a Verona, almeno finchè è così piccola. Dopo, si potrebbe potenzialmente anche fare, ma se la bambina inizia a frequentare una scuola materna, ecco che il progetto di nuovo si infrange contro l’interesse della minore.

In conclusione, la soluzione più plasibile, stando così le cose, appare la seconda. Però le cose possono sempre cambiare, ad esempio il padre può trasferirsi vicino alla madre e alla figlia e in questo caso può presentare un nuovo ricorso per la modifica delle condizioni di affidamento, chiedendo parità di tempi di permanenza presso entrambi i genitori della bambina. Il criterio, comunque, è sempre quello dell’interesse della minore.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

Comments

  1. sono una mamma di una bambina di 5 anni e ha il mio cognome ma con il padre carabiniere nn si riesce a trovare un punto di incontro come posso fare x avere o solo l, affidamento io dato che nn e riconoscuita e io lavoro in nero..lui lavora s bolzano e io a roma

  2. stefania says:

    gentilissimo avvocato , trovo molto interessante ciò che ho letto sul blog ma vorrei farle delle domande specifiche sul mio caso.Mi chiamo STefania e 4 anni fa conobbi Ivan il padre del mio bimbo. Io abitavo a Milano lui a Termoli Molise dopo poco tempo io lascio il mio lavoro a Milano e vendo la mia casa per trasferirmi da lui a Dicembre 2008 nasce Antonio (prematuro) lui lavorava presso una ditta e nel nel 2010 decide di mettersi in proprio nel ramo del fotovoltaico visto che appena iniziata l'attivita non ci sono entrate naturalmente la famiglia la porto avanti io con quello che mi era rimasto della casa dopo aver estinto il mutuo visto che io per nostra scelta io dovevo badare al bimbo.Premetto che io ho sempre lavorato sino dal primo giorno del mio arrivo e ho smesso mettendomi in maternità anticipata per problemi di minacce d'aborto percependo tutta la maternita e poi essendomi licenziata ho percepito anche per 8 mesi dopo la disoccupazione. veniamo al dunque lui mi lascia e dice che è perchè io non ho mai contribuito all andamento della casa, visto che da quando si è messo in proprio voleva che io andassi in ufficio ad aiutarlo,ma poi visto i costi di un asilo nido privato disse che era meglio aspettare ancora un pò sino a settembre di quest'anno che il piccolo avrebbe iniziato l'asilo. nel frattempo lui prende una collaboratrice ,e da li comincia a cambiare sino a quando a giugno praticamente mi obliga di salire in montagna dai miei dicendo che sarebbe venuto a prendermi 15 giorni dopo invece passa un mese e quando viene è ancora più strano di quando siamo partiti.una settimana dopo mi dice che mi lascia e in contemporanea lei lascia il marito lei sposata con 2 figlie… IO mi trasferisco dai miei sempre imposto da lui con minacce e maltrattamenti ho anche un referto medico del pronto soccorso di cui non ho fatto seguire una denuncia solo per non mettere di mezzo gli assistenti sociali ma ho ancora 2 mesi di tempo ,in conclusione lui ora vorrebbe che io non sposti la residenza mia e di mio figlio cosa che io ho già avviato pretenderebbe di prendere suo figlio e portarlo da lui senza che io interferisca, io non voglio assolutamente che mio figlio veda il padre senza me e sopratutto in compagnia della sua amante anche perchè ci dividono 900 km cosa posso fare io ? lui può ottenere qualcosa? e io posso avere un futuro risarcimento? spero di essere stata abbastanza chiara aspetto una sua risposta con ansia la ringrazio anticipatamente….P.S dimenticavo il bimbo non vuole parlare con il papà al telefono e un giorno gli domando perchè e lui risponde"sono arrabbiato con papà perchè picciato mamma"

    • Non si capisce bene dove state adesso tu e il bambino. Comunuque, la situazione mi pare seria e da non trascurare, mentre tu al contrario mi sembri molto confusa, ti consiglio di incaricare al più presto un legale di fiducia che possa aiutarti ad elaborare il problema della crisi di questa famiglia nata da poco e subito disgregata, e soprattutto a definire un progetto valido di vita per il futuro. In bocca al lupo.

      –?cordialmente,

      tiziano solignani, da ? Mac http://ts.solignani.it (splash) http://goo.gl/p6Sb0 (libri)

  3. Arianna says:

    Ex conviventi , due figli di 4/6 anni, il padre abita a 30km da casa mia dove vivono i ns figli, li vede un gg la settimana e passa quando vuole il mantenimento di 400€, ne guadagna 1500€, mai assegni famigliari, mai extra ..voglio regolarizzare affido, visite del padre e questione economica , cosa mi consiglia?

    • Di farlo assolutamente, come spiego meglio nella scheda sull’affido… Cercando di farlo in via consensuale, previa mediazione familiare.

      • Arianna says:

        Avvocato ma con la regolamentazione del affido, posso abbracciare anche la questione economica?e per la via consensuale e’ sempre indispensabile mediatore?

        • Sì ovviamente la regolamentazione dell’affido definisce anche la misura dell’eventuale mantenimento da un genitore all’altro. Il mediatore a stretto rigore non è indispensabile, ma io consiglio di andarci sempre, chiaramente se avete già concordato le condizioni potete presentare il ricorso e parallelamente andare comunque dal mediatore per il recupero di un certo dialogo tra voi e per definire i dettagli.

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