come quantificare l’indennità per la servitù di passaggio

Salve, la mia domanda è inerente ad una disputa che ho con il mio vicino per il passaggio pedonale lungo un sentiero (lungo circa 50mt) che porta alla mia proprietà dalla strada comunale: già diversi anni fa quando l’abitazione fu conclusa per godere di tutti i servizi necessari, furono stesi lungo il sentiero che dalla strada principale porta alla mia proprietà i tubi di acqua ed elettricità. La persona che rivendica la proprietà del sentiero (fondo dominante) mi disse che gli dovevo dei soldi e ci dovevamo mettere d’accordo. Sono passati degli anni e visto e considerato che il sentiero che devo percorrere è in uno stato a dir poco pietoso, e vistomi rifiutata la proposta, in cui mi offrivo di rendere agibile il sentiero a mie spese, ho chiesto di quantificarmi il diritto di servitù e le aggravanti di servitù visto il passaggio dei tubi (questa l’unica alternativa offertami per far sì che lui ripari il sentiero). Premesso che il terreno dall’originale destinazione agricolo è passato a zona di mia residenza con tutti i condoni e le licenze in regola, mi ha chiesto la cifra di 10.000€, ma visto che l’occupazione della terra fatta con i miei tubi è di appena 30cm x circa 50mt del sentiero, mi è parsa una cifra spropositata. Spropositata soprattutto perchè le spese di posa delle tubazioni, la manutenzione in tutti questi anni, e il disagio di percorrere una strada sterrata non illuminatata le ho sempre pagate io. Senza tenere conto che io non avevo alternative dato che questo sentiero è l’unica strada percorribile per raggiungere la mia abitazione. Quindi vi chiedo c’è un modo univoco per calcolare il dovuto a questo signore? 10.000€ possono essere una cifra ragionevole fatte tutte le premesse del caso? C’è una legge che definisce questo tipo di trattative? Vi ringrazio dell’attenzione che mi dedicherete, e aspetto fiducioso vostre notizie.  Paolo, mail.

A dire la verità, purtroppo non sono in grado di quantificare il valore dell’indennità dovuta dal proprietraio del fondo dominante per l’esercizio di un diritto di servitù. Direi che, forse, sia più opportuno interpellare un tecnico (geometra o ingegnere), per il quale è  certamente molto più agevole individuare le variabili di cui tenere conto ai fini del calcolo.

Comments

  1. a me sembrano tanti. comunque se vai a cercare la formula da qualche parte, diventa facile calcolare l'indennizzo, oppure interpellare un perito, che sarebbe la cosa migliore.

    • paolo da Milano says:

      Ciao, leggo adesso la cosa. Magari hai già risolto visto che sono passati tre anni. Mi sono trovato in una situazione analoga e ho una certa confidenza con la questione. Mi pare di capire che la servitù di cui tu parli avvenga nei fatti ma non sia “trascritta”. Quindi se non fate un “libero accordo” non c”è problema, sarà lui ad andare dal giudice – se lo riterrà – per chiedere che la servitù venga riconosciuta e che venga stabilito il suo compenso. Sulla cifra, i 10mila euro richiesti – per quello che ne so – non sono lontani dal “valore di mercato” (50 mt x 30 cm sono +/- 15-20 mq). Infine: le servitù apparenti si possono acquisire per usucapione dopo un uso ventennale ininterrotto. E in quel caso non c’è indennizzo perchè la servitù è già acquisita. Inoltre le servitù di passaggio si dividono in “apparenti” e “non apparenti”. Apparenti sono quelle “evidenti”, cioè strade, ponti, passi carrai etc. Non apparenti sono quando uno per andare nel proprio fondo attraversa un fondo altrui, quindi c’è il passaggio ma non c’è “la strada”. La differenza fra le due è che una servitù non apparente non si può usucapire. Infine: il proprietario del fondo dominante non è tenuto a fare alcunchè per facilitare il passaggio e men che meno, naturalmente, aggiustarti o anche lasciarti aggiustare la strada di sua proprietà. Se lui si impunta… ha ragione lui e ti conviene un accordo. Dati i tempi, offrigli 5-6 mila euro per il passaggio dei tubi più la facolta di sistemare la strada a tue spese. E’ un buon equilibrio. Ciao.

  2. Geometra? Ingegnere?
    È materia di esclusivo appannaggio dei dottori agronomi!

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