le spese della causa per lesione di legittima

Mio padre è deceduto lo scorso anno senza lasciare testamento. Nella dichiarazione di successione non erano presenti le sue proprietà più importanti che è poi risultato avere venduto a prezzo irrisorio a due mie sorelle (siamo 4 figlie e mia madre) ed ai loro rispettivi mariti. Si tratta di immobili (case e terreni anche edificabili) e di una attività commerciale per la quale l’Agenzia delle Entrate ha operato un accertamento di valore risultato notevolmente diverso dalla cifra indicata sull’atto di cessione d’azienda. E’ palese la lesione di legittima. Mia sorella, lesa come me, non vorrebbe procedere giudizialmente perchè ha avuto una “compensazione” da mia madre io invece intendo procedere ma i legali consultati mi hanno detto che sarà un procedimento molto oneroso e conviene solo se la lesione è consistente. Cosa mi devo aspettare se intendo procedere da sola? Devo anticipare tutte le spese? Che tipo di spese dovrò affrontare? Mi verranno mai rimborsate? (Marta, via mail)

I legali che hai consultato sono stati onesti e ti hanno correttamente avvertito. Una causa, o gruppo di cause, di questo genere non è sicuramente una cosa da prendere sotto gamba. Anche perchè dovrai chiamare in giudizio le tue sorelle e i loro mariti per far accertare la dissimulazione di una donazione, lesiva della legittima.

Il primo profilo da valutare è quello del fondamento dell’azione, non tanto dal punto di vista di chi ha ragione o meno, ma da quello delle prove di cui disponi, perchè cause di questo genere sono tutt’altro che facili. Se vedi che, tutto sommato, dall’esame della documentazione, dai comportamenti delle parti, da eventuali e possibili prove testimoniali, ci sono buone speranze di dimostrare i fatti a tuo favore, solo allora puoi passare ad esaminare i costi dell’iniziativa.

Per quanto riguarda questi ultimi, naturalmente le spese sono a tuo carico come anticipazione, mentre, per quanto riguarda il recupero, dipende molto da cosa deciderà il giudice. Può darsi che decida di condannare le controparti a rimborsartele, così come può darsi che decida di compensarle. C’è da dire che se ritorni in possesso di una “buona fetta” di eredità la questione potrebbe rimanere assorbita in quella del merito, di fatto, visto che comunque la cosa sarebbe stata per te conveniente, col il chè si torna al punto precedente: valutare con estrema cura ed attenzione le possibilità di vittoria della causa.

Come sistema tariffario, anche in questo caso sarebbe bene che tu trovassi un legale disposto ad essere compensato con modalità simili al nostro forfettone, che è un sistema, l’unico sistema, che ti consente di sapere almeno anno per anno quanto vai a spendere, in modo che tu possa programmare le tue uscite e gestirti senza avere sorprese sgradite e che ti possono mettere in difficoltà, magari dopo anni di causa. Ovviamente, se vuoi un preventivo dal nostro studio, scrivici e te lo faremo volentieri senza impegno.

Comments

  1. Buongiorno!
    Gradirei avere un Vostro parere in merito alla seguente questione:

    mia madre è deceduta qualche mese fa. Ha lasciato tre figli. A uno di questi (cioè mio fratello) in vita ha effettuato una donazione di un immobile del valore di € 120.000,00. A quanto mi risulta mia madre non possedeva altri immobili nè altri beni mobili. Anche se ho qualche dubbio, poichè sono vissuto lontano da casa, che mia madre avesse un conto corrente cointestato a mio fratello, il quale ovviamente, ad oggi, non mi ha informato sul saldo.

    Da informazioni acquisite mi risulta che avrei diritto ad una quota di eredità e che la donazione fatta da mia madre possa aver leso il mio diritto.

    Che tipo di azione devo fare? quanto mi verrebbe a costare? come faccio a sapere quanti soldi ci sono sul conto di mia madre se mio fratello non me lo dice?

    Grazie per la risposta.

    angelo

  2. Andrea says:

    Salve, circa un paio di anni fa acquistai a mio nome una casa al prezzo di 750.000 euro; 500.000 euro me li dono’ al momento dell’acquisto mio padre e per i restanti 250.000 euro stipulai un mutuo fondiario sull’acquisto a mio nome.Negli anni, questa casa, un po’ perché era un enorme affare fin da principio, un po’ per dei lavori di restauro e’ arrivata a valere una cifra che non sara’ inferiore io credo a 2.000.000 euro2.500.000 euro; mio padre ha sempre voluto che quella casa fosse mia; ma sapendo per certo che avrebbero detto in sede di successione che era donazione indiretta dei 23 rivalutati ( dei 500.000 euro dati), allora ha scritto testamento a mio favore dicendo che qualora si dicesse che quell’immobile e’ frutto di donazione indiretta di immobile totale o anche solo parziale, come nel mio caso, allora lascia il massimo della quota disponibile a me, a discapito di mio fratello ( 23 a me, 13 a mio fratello) ( mio fratello anni fa aveva gia’ ricevuto in donazione anni prima un appartamento del valore di 500.000 euro circa). Con questo testamento io pensavo che se anche dicessero che vale 2.500.000 euro, quello che devo a mio fratello e’ quasi nullo, perche’ intanto 13 va detratto per il fatto che anche al momento dell’acquisto mio padre mi dono’ 500.000 euro e non l’intera cifra di 750.000 euro, appunto; quindi gia’ da 2.500.000 euro, si passa ad 1.600.000 euro circa, a questi vanno detratti 23, che e’ la mia legittima piu’ la disponibile di mio padre a mio favore, e si passa a poco piu’ di 500.000 euro, dai quali va detratto l’appartamento che come ho scritto sopra ha ricevuto in donazione del valore di 500.000 euro; per cui secondo i conti non avrebbe diritto a quasi nulla, per cui rivendicare. La mia domanda e’: e’ corretto questo ragionamento, questa procedura di ragionamento mia e di mio padre oppure no? c’e’ qualche inghippo? la ringrazio molto per la risposta.

    Cordiali Saluti
    Andrea

    • Beh, è ovvio che per una materia importante e delicata al tempo stesso come questa è assolutamente necessari che tu ti consulti con un avvocato, qui si possono dare solo alcuni spunti. Il ragionamento sembra corretto, bisognerebbe però partire dall’esame del tuo rogito di acquisto per vedere anche cosa risulta a livello documentale, cioè in particolare se risulta la provenienza del denaro per l’acquisto nel modo che hai indicato tu e in quel modo. Poi, a cascata, ci sarebbero altri accertamenti da fare per avere completa chiarezza. Certo che puoi anche ignorare il problema ed affrontarlo solo un domani in cui tuo fratello dovesse sollevare una questione.

  3. Salve, mi chiamo Riccardo
    Mio padre è deceduto il mese scorso e ha lasciato, come da testamento notarile, erede universale la sua seconda moglie ( la badante che si è sposato)
    A me e mio fratello (divorziato), che è morto l’anno scorso e che ha un figlio di 14 anni, ha lasciato, da testamento una casa ( rustico) in montagna del valore di circa 70.000,00 €.
    Mio fratello ha ricevuto, in vita, una casa che aveva venduto a circa 350.000,00 €
    La nuova moglie ha avuto in donazione, quando mio padre era in vita, una casa del valore di circa 90.000,00 € più , da testamento, un’altra casa del valore di circa 180.000,00 € una macchina del valore di circa 6.000,00 € tutti i soldi dei c/c bancari di mio papà che non sò dire quanto fossero, più 50.000,00 € ottenuti dalla vendita di alcune capanne che avevamo in Toscana e che sono scomparsi inspiegabilmente.
    Io ho avuto in donazione un monolocale del valore di circa 80.000,00 €.
    Io non dispongo di molti soldi per fare guerra e volevo sapere se ,secondo queste cifre assolutamente indicative, mi conveniva fare causa per ottenere la legittima o se fare un’offerta alla badante per rilevare la casa da 180.000,00 € che è attaccata alla mia ed è la casa di famiglia, oppure il gioco non vale la candela?.
    La badante stà già cercando di affittare la casa che ha ereditato , può farlo?
    Spero di averLe dato tutti i dati necessari per consigliarmi qualche cosa.
    Tenga conto che anche mia madre è morta nel 2002 è aveva fatto testamento a favore di mio padre ed io e mio fratello avevamo accettato il testamento.
    La ringrazio anticipatamente
    Cordiali saluti
    Riccardo

    • È ovvio che qui ti posso dare solo qualche spunto in generale, mentre per una situazione di questo genere è assolutamente indispensabile che tu acquisti una consulenza approfondita da un avvocato. E lo spunto generale che ti posso dare è che, al di là del merito, sicuramente conviene trovare un accordo perché anche nel caso in cui ci fossero i presupposti per un’azione di riduzione, farla in pratica comporta spese, attesa, comunque un rischio residuo e così via.

Di la tua!