ci sono molti modi di vivere “sulla strada”

Circa nel 1962, i miei nonni hanno aquistato un terreno avente un lato confinante con strada comunale. Qualche anno dopo hanno costruito una casa il cui prospetto principale dava sulla strada comunale. Nel 1984, con un contratto di compravendita, i miei nonni hanno venduto il terreno e la casa a mia madre. Qualche mese fa, al fine di recintare il terreno, mia madre ha chiesto ad un tecnico di rilevare i confini. Dalla sovrapposizione del rilievo alla mappa catastale è venuto fuori che la casa non risulta al confine con la strada, ma bensì ci cade sopra occupandola tutta ed addirittura il prospetto principale cade nel terreno del suo dirimpettaio. E’ come se la casa fosse stata costruita sul terreno di mio nonno, sulla strada e sul terreno del dirimpettaio, e la strada, di fatto attigua al prospetto principale di casa di mia madre, fosse stata spostata ricadendo anch’essa nel terreno del dirimpettaio. Cioè neanche la strada si trova la dove doveva essere stando alla mappa catastale. Qualche anziano del luogo ricorda che la strada è sempre stata così fin da prima che i miei nonni ci costruissero la casa, e quindi è evidente che chi ha redatto la carta catastale ha commesso un errore. Rivoltomi al Comune mi hanno consigliato di procedere con una pratica di sdemanializzazione relativamente alla parte di terreno che sulla mappa risulta strada e che di fatto è occupata da casa di mia madre. Le domande che vi voglio porre sono: – non posso fare nulla per correggere l’errore catastale? – devo procedere come ci hanno consigliato in Comune? – la parte di terreno di non propriet?? dei miei nonni, su cui cade la casa, la posso usucapire? o la devo pagare al proprietario? – risultando (anche se di fatto le cose non sono andate così) che la strada è stata spostata, devo indennizzare il dirimpettaio perchè sulla sua particella viene a cadere la strada o essendo pa ssato così tanto tempo ed avendo il comune realizzato l’illuminazione e la rete fogniaria lungo la strada, posso ritenere che questo abbia usucapito quella fascia di terreno del dirimpettaio su cui risulta cadere la strada? (Marco, via mail).

Situazione di questo genere sono molto più comuni di quel che si potrebbe pensare, soprattutto per quanto riguarda le costruzioni realizzate negli anni 70, quando i comuni ancora non usavano il rigore di oggi nella urbanizzazione delle zone e nella formalizzazione dei relativi piani. Per dare una risposta definitiva, bisogna vedere se, dall’esame della situazione e della documentazione, si può parlare di un errore di rilevazione degli uffici del catasto, che sono uffici principalmente fiscali e che non hanno rilevanza se non assolutamente secondaria nella determinazione dei confini tra gli immobili e delle caratteristiche fisiche dei fondi, ovvero di un vero e proprio spossessamento.

Da quello che dici sembra più probabile la prima ipotesi, quindi può essere che, anche senza procedere alla sdemanializzazione o ad altre pratiche di cessione di bene pubblico a privato si possa sistemare la cosa semplicemente facendo correggere ad un tecnico la mappatura catastale. In caso contrario, se non si raggiunge un accordo tra tutti i soggetti coinvolti e quindi tra voi, il comune e il vicino, cosa che è sempre auspicabile, solitamente per sistemare queste situazioni si utilizza l’usucapione.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

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