tiziano solignani

avvocati dal volto umano

non è facile prevedere la durata di una causa civile

Devo decidere se iniziare una causa civile, ma sono piuttosto spaventato dall’aspetto della sua possibile durata, anche perchè so che più è lunga e più alto può essere il conto che mi posso trovare a dover pagare alla fine. Possibile che non si possa avere una indicazione almeno vaga sulla durata di un procedimento? (Antonio, via mail)

Purtroppo è molto difficile prevedere la possibile durata di una causa. In effetti è un problema, perchè come hai giustamente intuito la sua durata incide anche sul costo, sia con i sistemi tariffari tradizionali, sia con i sistemi nuovi, come il nostro “forfettone“, con la sola eccezione della quota lite, che però non è sempre praticabile e, dove praticabile, non è sempre accettata dal legale ed è quindi una opzione tariffaria tutto sommato ancora praticata marginalmente. Con il sistema del forfettone, almeno, hai un tetto di spesa massimo su base annuale, che secondo noi è il massimo grado di certezza che si può raggiungere considerato il tipo di lavoro che svolge un avvocato ed ha il grande vantaggio di distribuire la spesa in vari ratei, evitando che, magari dopo 7 o 8 anni, arrivi al cliente una parcella che, se redatta secondo il vecchio sistema tariffario, può non difficilmente essere di decine di migliaia di euro.

L’unico sistema per avere una vaga idea della durata di un procedimento, comunque, è quello di guardare un po’ alle statistiche, cioè alla durata che si è avuta sinora. Va al riguardo tenuto presente che ci sono grandi differenze innanzitutto tra sedi giudiziarie, per cui una causa a Milano può avere una durata diversissima di una a Napoli, quindi occorre informarsi presso un legale del foro locale – o uno studio come il nostro che essendo anche network è in grado di recuperare queste informazioni da un referente in loco.

Un’altra importante distinzione è quella tra cause di Tribunale e cause di Giudice di Pace. Le prime sono molto più lunghe delle seconde. Solitamente, una causa di Tribunale ha una possibile durata dai cinque ai sette anni, con punte in meglio o in peggio a seconda dei casi. Una causa di Giudice di Pace, invece, di solito dura circa un anno e mezzo, anche se qui si sentono in particolar modo le differenze tra sedi giudiziarie.

La statistica, comunque, è solo un dato vago ed indicativo, perchè la durata della causa che inizi oggi può essere influenzata da riforme o “ristrutturazioni” dell’apparato giudiziario che potrebbero essere, ad esempio, fatte tra due o tre anni e che potrebbero accorciare, ma più facilmente allungare, la durata della causa stessa.

Ad esempio, ricordo che agli inizi della professione iniziai una serie di cause presso l’allora esistente Pretura di Vignola, che aveva una media di durata delle cause di circa quattro anni, che, anche ai tempi, era una buona media. Dopo un paio d’anni, tuttavia, i nostri “soloni” di Roma, spalleggiati anche da quelli di Bologna e Modena, decisero che la Pretura andava soppressa – si trattò di una perdita gravissima per il territorio, che ne sta subendo le conseguenze ancora oggi – e tutte le cause finirono in Tribunale a Modena. Confluite nel gran calderone, tutte quelle cause, che avevano inizialmente buone speranze di finire in quattro anni, in realtà terminarono in sette, alcune otto anni, praticamente il doppio, e non c’è stato nulla da fare.

Come dicevo prima, comunque, è proprio per questa incertezza di fondo che spesso consigliamo ai nostri assistiti l’opzione tariffaria del forfettone, che almeno, duri quel che duri la causa, mette un “tetto” di spesa a livello annuale, così il cliente può programmarsi per bene le spese, sapendo che, per ogni anno di durata, spenderà una certa cifra e soprattutto non avrà le famigerata sorprese finali.

Un’altra cosa da dire, per chiudere il discorso, rispetto alla durata delle causa è che in tutti i casi in cui la stessa, praticamente in quasi tutte le cause di Tribunale, supera i quattro anni, la parte può, almeno, chiedere l’equa riparazione, cioè un risarcimento del danno “morale” per la durata eccessiva del procedimento.

6 commenti »

  avv.Vincenzo Giordano wrote @

Nella mia città, e cioè Napoli, la durata media di un giudizio civile in tribunale è di circa cinque anni, così come quella di un giudizio di lavoro. Anche in corte d’appello, e sia ordinaria che lavoro, la durata media di un giudizio è di circa cinque anni. Per quanto riguarda il giudice di pace, la durata media è di tre anni. I dati predetti, però, valgono solo quando non insorgono problemi particolari, giacchè, in diversa ipotesi, la durata media si allunga anche di molto.
Cordialità,
avv. Vincenzo Giordano

  Tiziano Solignani wrote @

Mi stupisce positivamente la durata media del Tribunale, che pensavo sinceramente fosse peggio per una città come Napoli, mentre immaginavo quella dei Giudice di Pace, peccato perchè attendere tre anni una sentenza del gdp è veramente uno strazio, la principale cosa buona dei giudici “onorari” è che almeno per fare il provvedimento fanno abbastanza presto!

  Giuseppe wrote @

Ho letto la vs. scheda pratica sull’argomento rimborsi da legge Pinto ed ho capito che non ci sono particolari criteri da rispettare per presentare questa richiesta alla Corte d’Appello. Mi ha quindi stupito quanto mi ha riferito recentemente un mio amico avvocato che ha affermato che questo indennizzo si può chiedere solo se si vince la causa che si troppo a lungo protratta altrimenti si rischia il rigetto della richiesta ed una condanna alle spese di circa 3000 €… si tratta di un qualche recentissimo orientamento (forse solo locale) o forse a questo mio amico è capitato un caso molto sui generis che non può fare testo?

  Tiziano Solignani wrote @

Ai fini del ricorso per equa riparazione è assolutamente ininfluente l’esito della causa in relazione alla quale si ricorre, si può aver vinto o perso, quello che conta è l’essere stato parte di un processo per un periodo di tempo superiore a quello considerato corretto.

Questo, che è un concetto di base del sistema dell’equa riparazione, non credo possa essere cambiato da orientamenti intervenuti più o meno recentemente.

Posso riportare di avere fatto, sempre con esito positivo, molti ricorsi per equa riparazione dove nei procedimenti presupposti la parte era rimasta soccombente.

  Giuseppe wrote @

Grazie! In effetti è logico che sia così… se l’indennizzo è per l’eccessiva durata del processo, non deve dipendere dall’esito dello stesso.

  mary wrote @

menomale c’e cavaliere e la sua riforma della giustizia!! finalmente limiti della durata processo certi!!!m.


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