quando l’avvocato comunica solo via sms

Come procedere con un avvocato che ha in mano una causa da 5 anni per un diritto di passaggio e che tutte le informazioni nell’ultimo periodo(un anno) le passa via sms rifiutando un incontro di persona? E’ una situazione molto delicata perchè mio padre è malato di cuore, ha avuto un arresto cardiaco con conseguenza di impianto di defibrillatore e la situazione sia del non poter passare nel suo terreno oltre che il silenzio dell’avvocato lo sta logorando. Si aggiunge che l’avvocato lo conoscevo come “persona” da dieci anni,era una mia cara amica e pertanto mi fidavo del fatto che comprendesse la situazione,non tanto di seguirci perchè amiche uanto la gravità della salute di mio padre.Due anni fa le ho affidato una pratica per un mio incidente ma ad oggi non ho ancora visto nulla perchè mi ha sempre detto che l’assicurazione non risponde,Sono stata licenziata e l’avvocato che ha seguito la causa di un’altra città su un risarcimento di 60mila euro ne ha presi 24mila di onorario e in uell’occasione mi chiese il fascicolo della pratica perchè riteneva esoso il compenso e avrebbe provveduto a farmi restituire una part dei miei soldi,mai visto nulla,si è tenuta il fascicolo e non ha mai fatto nulla.Ieri sera ho provato a telefonarle ma nuovamente mi ha risposto via sms. La priorità adesso è il terreno,essendo un fondo intercluso il cui passaggio è stato ostruito con mattoni dal proprietario impedirebbe il soccorso se malauguratamente mio padre dovesse telefonare per chiedere aiuto nel caso entrasse in funzione il defibrillatore. Mio padre va ogni giorno in campagna perchè ha i cani nel terreno recitanto in muratura e per raggiungere il terreno deve un giro tra stradine dalla parte opposta del paese passando attraverso altri terreni,ma sono strade che non potrebbe spiegare in caso di soccorso. L’anno scorso l’avvocato ci suggerì di richiedere l’articolo di urg enza che prevede il passaggio ma poi nulla. Poi mi ha detto che in tribunale si erano smarriti i documenti della causa e lei non aveva copie,poi non mi ha detto più nulla del ritrovamento o meno. Ieri sera ha avuto l’improfessionalità di dirmi sempre via sms che se mio padre ritiene di non essere “ben assistito” può revocare il passaggio…dopo 5 anni???? Per la situazione mio padre ha avuto 3 ricoveri e non sto lì a voler commuovere ma solo per far capire la gravità della situazione. POsso andare in tribunale ad esporre la non correttezza del caso? a chi dovrei rivolgermi? Spero di ricevere risposta anche se non sono una donatrice,ho trovato il blog nel motore di ricerca.

Il fatto di comunicare tramite sms non è un fatto negativo in sè e per sè, naturalmente. Ad esempio, io stesso, con molti clienti, con soddisfazione mia ma ritengo anche loro, comunico oramai più con la posta elettronica che con il telefono, uno strumento quest’ultimo che si tende sempre meno ad amare, visto che essendo in tempo reale costringe sempre ad interrompere quello che si sta facendo. Però ci sono sempre momenti in cui rimane necessario o opportuno sentirsi telefonicamente o vedersi di persona. Per cui, naturalmente, dipende dalla situazione: e rimane sempre il fatto che, se un assistito ha bisogno di una spiegazione, il lavoro dell’avvocato è fornirgliela, perchè questo è proprio il nostro compito. Se poi l’avvocato pensa che il proprio assistito sia un ignorante che richiede sempre le stesse cose e non  le capisce mai, caso che pure qualche volta si verifica, allora deve essere lui a rinunciare al mandato prima che il rapporto si trasformi in una sofferenza reciproca.

La carenza di una abbondante comunicazione, inoltre, non necessariamente determina  sempre in sè e per sè il venir meno del rapporto fiduciario, perchè un avvocato può comunicare poco, ma dimostrare coi fatti che sta facendo bene il suo lavoro: come dice House, preferisci un medico che ti tiene la mano mentre non fa nulla per risolvere i tuoi problemi o uno che ti ignora mentre invece li risolve? La stessa domanda – retorica, ovviamente – si applica agli avvocati. Io stesso ti dico francamente diffiderei di un legale che sta tanto tempo, ad esempio, al telefono, perchè significa che ha poco da fare e preferisce dedicare il suo tempo ad inbonirmi piuttosto che a pensare davvero a come risolvere i miei problemi.

Tutto questo per dirti che non è facile giudicare, cioè non devi giudicare in base alla mancanza di comunicazione in sè e per sè, ma valutando tutti gli elementi della situazione concreta. Alla base del rapporto assistito – cliente rimane sempre la fiducia: se non c’è, anche indipendentemente da motivi veri o meno, essendo un fenomeno molto soggettivo, è bene cercare un legale in cui si può avere fiducia, perchè le questioni giuridiche, specialmente quelle destinate a durare anni come quelle relative ai diritti di passaggio, comportano rapporti umani e la necessità di fare percorsi insieme che devo avere una qualche base, altrimenti come dicevo prima diventano una sofferenza e uno strazio destinati a protrarsi per molto tempo.

In sostanza, valuta se, tutto sommato, puoi avere ancora fiducia in questo avvocato perchè, nonostante i suoi difetti, fa il suo lavoro o comunque ci prova seriamente, ovvero se questi difetti di comunicazione e altro sono invece proprio indice del fatto che non sta facendo bene il suo lavoro e che comunque non si può avere fiducia. Nel secondo caso, conviene che gli revochi il mandato e incarichi un altro legale. Pensaci bene e poi prendi una decisione.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

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