se un padre non fa il padre si può chiedere un risarcimento?

Buon giorno, cerco di esporre nel modo più chiaro e sintetico la mia situazione: 19 marzo 2003 consensuale con affidamento delle minori a me(all’epoca 16 la maggiore e 13 la minore) e con facoltà del padre di averle presso di se a we alterni, vacanze natalizie, pasquali e estive sempre per metà del periodo su accordi. (durante l’udienza dissi al padre che naturalmente poteva prendere e vedere le bambine quando voleva…. ) Premetto che NON ho mai avuto il suo indirizzo, che fino allo scorso anno prima che lui andasse in pensione inviavo i resoconti delle spese completi di docucmntazione al suo idirizzo di posta elettronica dell’ufficio, dopo marzo 2007 purtroppo devo consegnare alle mie figlie la busta con la documentazione perchè non so dove inviargliela. Dal 15 gennaio 2003 (giorno in cui mio marito lasciò la casa, (avevamo con i due avvocati firmato una scrittura privata in cui si impegnava ad allontanarsi) le bambine (ora ragazze) n on hanno MAI trascorso un giorno col padre, per il primo periodo non si è nemmeno fatto sentire telefonicamente, poi ha iniziato a chiamarle sul cellulare giornalmente, ma si è sempre rifiutato di prendere le bambine anche in caso di mie trasferte lavorative. Mi sono trovata quindi limitata soprattutto nella vita provessionale, dovendo rifiutare attività che comportassero trasferte di più giorni effettuando spostamenti che si riducevano alla giornata per poter rientrare e stare con le mie figlie, tutt’ora il padre si limita unpaio di volte al mese a prenderle per portarle a “bere qualcosa” o a mangiare una pizza. Non mi è pesata assolutamente la limitazione della mia vita privata anche se in questi anni non ho mai trascorso un solo we per conto mio e negli ultimi 2 anni non ho potuto nemmeno per questioni finanziarie concedermi 1 solo giorno di vacanza, ma è pesata tantissimo alle mie figlie la mancanza del padre, soprattutto il sentire che lui andava in vacanza, anda va a vedere film che avrebbero benissimo potuto vedere insieme, andava a ballare….e non stava con loro.
A luglio del 2006 ho dovuto affrontare una difficile scelta: o il trasferimento a xxx ( abito a xxx con partenza mattutina alle h. 7 e rientro dopo le h. 19) o la messa in mobilità per accompagnamento alla pensione (la finestra pensionistica mi si aprirà a luglio 2009) con un’entrata di €700 al posto di €2400. Parlandone con le ragazze decisi per la mobilità. Ora sinceramente questa e mail è dettata da un senso… di rancore….. di risentimento nei confronti di mio marito: Ho impiegato anni a decidermi a chiedere la separazione perchè pensavo a quanto poteva stare male lui arrivando a casa e trovarla vuota e lui non ha mai cercato di passare un giorno con le figlie??????? Possibile che io come madre sarei stata passibile di denuncia se non avessi fatto vedere le bambine al padre e lui non sia condannabile per non aver mai “ottemperato ad un DIRITTO/DOVERE”. Le ragazze hanno trascorso 365 gg. all’anno con me….(sono felicissima naturalmente di questo) ho dovuto rinunciare a tutto per non fare mancare niente a loro, ho fatto la baby sitter, la badante in questi ultimi anni per poter andare avanti, Possibile che non sia possibile chiedere un risarcimento per quanto abbiamo dovuto sopportare??? Si la mia sarebbe una richiesta puramente economica, penso che i danni morali che la mia piccola ha subito per il fatto di sentirsi rifiutata dal padre… siano incalcolabili, so benissimo che non si può obbligare un padre a fare… il padre se non lo vuole… Grazie. Se possibile vorrei anche avere un Vostro contatto a xxx a cui rivolgermi per affrontare anche altre problematiche legate sempre a questo problema.

Per quanto riguarda il nostro contatto sulla tua zona, ti rimando a questo post dove spieghiamo come funziona il nostro network.

Per il resto, lasciando da parte il vero danno morale che non è mai risarcibile, neanche con tutto l’oro del mondo, per la violazione delle condizioni di separazione e/o divorzio esiste la disposizione di cui all’art. 709 ter, comma 2°, cod. proc. civ., secondo cui “In caso di gravi inadempienze o di atti che comunque arrechino pregiudizio al minore od ostacolino il corretto svolgimento delle modalità dell’affidamento, può modificare i provvedimenti in vigore e può, anche congiuntamente: 1) ammonire il genitore inadempiente; 2) disporre il risarcimento dei danni, a carico di uno dei genitori, nei confronti del minore; 3) disporre il risarcimento dei danni, a carico di uno dei genitori, nei confronti dell’altro; 4) condannare il genitore inadempiente al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria, da un minimo di 75 euro a un massimo di 5.000 euro a favore della Cassa delle ammende”.

Questo è il tipo di procedimento che ti consiglierei dunque di valutare, che si introduce con ricorso, che viene poi notificato al padre, a seguito del quale il giudice deciderà il risarcimento del danno che potrà essere sia per te per il maggior onere che è gravato su di te sia per le tue figlie per il pregiudizio che ne hanno risentito.

La disposizione è relativamente recente, è entrata in vigore nel 2006, quindi se ne può chiedere l’applicazione alle violazioni commesse successivamente alla sua entrata in vigore. Come tutte le disposizioni nuove, i suoi profili e contorni sono ancora piuttosto incerti, ma per esperienza ho già visto applicarla diverse volte, i giudici largheggiano abbastanza e si sono mostrati tutt’altro che timidi nel farne uso.

About Tiziano Solignani

L'uomo che sussurrava ai cavilli... Cassazionista, iscritto all'ordine di Modena dal 1997. Mediatore familiare. Autore, tra l'altro, di «Guida alla separazione e al divorzio», «Come dirsi addio», «9 storie mai raccontate», «Io non avrò mai paura di te». Se volete migliorare le vostre vite, seguitelo su facebook, twitter, linkedIn, g+ e nei suoi gruppi. Se volete acquistare un'ora (o più) della sua attenzione sui vostri problemi, potete farlo da qui.

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