Posso chiedere al mio ex convivente soldi per mantenere la figlia nata fuori dal matrimonio?

sono convivente con questo uomo dal 2001. Nel 2002 siamo venuti in italia per lavoro. Abbiamo lavorato insieme fino a quando è nata la nostra figlia nel 2007estate,dopo dieci mesi io ho iniziato a lavorare.il problema e che non andiamo dacordo per niente ,diferenza di caractere,lui ha quasi 1600 euro al mese e io 1200 euro in busta.non abiamo casa propria, siamo in affitto.nostra figlia ha adesso 15 mesi ,ci sono sempre littigi in casa tra di noi,e arrivato a dirmi di andare via ,ma di lascare la bambina.se io provassi ad andare in tribunale per ottenere la tutela della bambina che percentuali ho a ottenere la tutela?e quanto tempo potrebe durare?chiedo scuza per la caligrafia .siamo rumeni. P.S.LUI HA UN MATRIMONIO PRECEDENTE DAL QUALE E RISULTATO UN FIGLIO ,ADESSO SOTTO LA TUTELA DE LA EX.MOGLIE.GRAZIE !!!!!!!!!

Innanzitutto Le posso, purtroppo, dire che le convivenze di fatto (vale a dire non ufficializzate dal matrimonio) non sono disciplinate dal nostro ordinamento. Questo significa che i diritti riconosciuti al coniuge in fase di separazione o di divorzio non lo sono anche in caso di convivenza.

In sostanza Lei, non essendo stata sposata, non ha diritto al mantenimento. Non puo’ nemmeno trovare applicazione l’art. 129 del codice civile in quanto Lei ha un Suo reddito, come mi ha scritto.

La cosa cambia invece per la bambina che è a tutti gli effetti una figlia naturale nata dal Vostro rapporto anche se al di fuori del matrimonio. Il papà, così come la mamma, ha il dovere (meglio, l’obbligo) di mantenerla e di darle un’istruzione adeguata.

Per ottenere i provvedimenti giudiziari di affidamento della piccola e per sapere quanto il Suo ex convivente deve versare per lei occorre rivolgersi al Tribunale dei Minorenni competente per territorio. Se, ad esempio, il giudice affidasse a Lei la piccola potrebbe benissimo decidere di permetterLe di continuare a vivere nella casa dove già vivete e obbligare il padre a trovare un’altra sistemazione.

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