la gestione dell’immobile dopo l’assegnazione ATER

Abito in un condominio A.T.E.R. con 4 appartamenti. L’appartamento in cui vivo è stato assegnato a mia nonna nel 1964. In questo condominio ci sono 4 cantine e 2 cantine comuni. Il problema è legato a queste 2 cantine comuni per ogniuna delle quali sono state assegnate 2 famiglie che ne possono fare uso. A quell’epoca mia nonna e un altro condomino decisero di scambiarsi (verbalmente) quello che era la loro 1/2 cantina comune assegnata dall’ente.
L’ater qualche anno fa (2002) ha chiesto a tutti 4 i condomini se ci fossero problemi al perdurare di questa situazioni e tutti hanno continuato a fare così, e noi abbiamo una lettera dell’ente che ci da il permesso di usare quella parte. ora il figlio dell’inquilino che ha fatto lo scambio anni fa con mia nonna, vuole ritornare alla situazione iniziale, e quindi fare a cambio nuovamente. io non trovo corretto e giusto fare questo scambio, perchè non posso adeguarmi sempre agli umori degli altri. io uso quella parte di cantinacomune da 32 anni, e prima di me mia nonna e genitori. sono costretta a cedere alle pretese dell’altro inquilino? Ater mi può obbligare a cambiare?

Perché io ti possa rispondere in modo il più possibile esaustivo, sarebbe necessario per me sapere a che titolo risiedi nell’appartamento in questione, ovvero se vi risiedi a titolo di semplice locazione, di locazione permanente o di proprietà. In ogni caso da quanto riferito sembra che tu vi risieda in virtù di un’assegnazione a cui corrisponde un canone di locazione. In tal senso, non essendo proprietario dell’immobile tua nonna non aveva la facoltà di “disporre” del bene, appunto non essendo proprietaria, ma solo il godimento dello stesso che ha ceduto all’altro condomino. Dal momento che quindi che la metà delle due cantine non è di proprietà ne tua ne dell’altro condomino ma vi è semplicemente stata assegnata, a rigor di logica sarebbe l’ATER a doverne disporre nel modo che ritiene più opportuno, salvo diverse pattuizioni, che da quanto mi riferisci non sembrano esserci.

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